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Ben-Essere

Trasformare i problemi in opportunità grazie alla creatività

Attraverso il pensiero creativo i problemi si possono risolvere
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3297220788

Se parliamo di creatività probabilmente la prima cosa che viene in mente saranno dei bambini che giocano, un artista intento a realizzare le sue opere, un geniale inventore… questo perchè comunemente la creatività è associata alla creazione di qualcosa di nuovo e originale a cui si attribuisce un valore estetico, alla liberà espressività dei bambini, al talento innato di pochi individui straordinari che trova espressione in realizzazioni straordinarie.

Più difficilmente viene da pensare a quante volte, di fronte ad un problema che a prima vista sembrava senza soluzione, siete riusciti a trovare una via “alternativa” oppure a quelle situazioni apparentemente negative in cui siete stati in grado di cogliere aspetti “diversi” cogliendo opportunità a cui non avreste pensato.

Ma essere creativi significa proprio questo:

è creativo chi possiede flessibilità, capacità di elaborare gli elementi con cui ha a che fare, doti immaginative, chi è aperto a nuove esperienze, ed è in grado di esprimere se stesso. Posta in questi termini, la creatività è patrimonio di ogni individuo, non solo degli artisti o dei bambini.

La creatività consente alle persone di far maturare le proprie potenzialità ed esprimerle al meglio, contribuendo a creare un bagaglio di risorse che diventa fondamentale quando è necessario affrontare situazioni difficili. La creatività ci aiuta a sviluppare resilienza, intesa come capacità di trasformare e riorganizzare un’esperienza dolorosa e difficile in un processo di apprendimento e di crescita, passare dal problema alla soluzione e dalla soluzione ad una nuova opportunità.

In queste situazioni la reiterazione di comportamenti stereotipati e abituali non è d’aiuto. Superare una situazione apparentemente senza via d’uscita implica l’individuazione di alternative nuove, di aspetti del problema non immediatamente visibili sulla base degli abituali schemi mentali, di nuove connessioni tra gli elementi del problema. Implica quindi la messa in atto di un pensiero diverso da quello logico, il pensiero laterale.

Il pensiero laterale permette di affrontare i problemi partendo da vari punti di vista per cercare soluzioni originali.  Rappresenta la creatività applicata al cambiamento di idee, percezioni e concetti. Invece di insistere con le stesse idee, percezioni e concetti, cerchiamo di modificarli, ampliando lo spazio del possibile.

De Bono considera il pensiero laterale complementare al pensiero verticale, poiché è in grado di generare alternative, senza mai emettere giudizi definitivi. Immaginate di essere in auto in una strada senza uscita. Il pensiero laterale può essere paragonato alla retro-marcia che ci consente di invertire la rotta e cambiare strada quando procedere sulla strada conosciuta non è più efficace.

Ma come si può imparare ad essere creativi? La creatività è un’abilità che tutti possono apprendere e sviluppare, allenandosi a compiere delle azioni mentali che normalmente non metteremmo in atto.

È necessario liberare il pensiero dai meccanismi della logica lineare e dall’inibizione con cui spesso siamo portati ad affrontare quotidianamente i problemi, rendendo il nostro modo di affrontare le situazioni in un certo senso “irrazionale” per aprirci a nuove prospettive.

È possibile per esempio apprendere delle vere e proprie tecniche di apertura mentale come:

  • Inversione: impariamo a invertire i termini in cui si presenta un problema, a capovolgere le situazioni, individuare connessioni nuove e  fornire un punto di vista diverso ed opposto su di un argomento;
  • Distorsione: mettiamo in discussione i presupposti di una situazione sforzandoci di non dare nulla per scontato (ad esempio, se una scatola non servisse a contenere a cos’altro potrebbe servire…?);
  • Generazione di alternative: esploriamo senza censura tutte le possibili soluzioni di fronte a un problema anche a costo di prendere in considerazione possibilità bizzare;
  • Valorizzazione dell’errore: l’errore può essere il punto di partenza per immaginare nuove situazioni (ad esempio, cosa possiamo fare di un contenitore bucato…?)

L’obiettivo non è quello di cercare la risposta giusta quanto quello di sperimentare diverse modalità di ragionamento, sviluppando un atteggiamento creativo al problema che sia caratterizzato dalla tendenza a considerare vari possibili approcci al problema, ad abbandonare la via intrapresa qualora un’altra si presenti come più adeguata allo scopo e a non considerare definitivi i risultati raggiunti.

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