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Sani confini nelle relazioni

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3923186851
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È bene stabilire confini tra noi e gli altri?

Ogni persona intrattiene quotidianamente rapporti con i propri familiari, chiacchiera al telefono con gli amici, si confronta con i colleghi al lavoro, si lega sentimentalmente a qualcuno che ne stimola l’interesse. La relazione fa sì che ciascuno di noi possa soddisfare il bisogno di “essere con l’altro”, gettando un ponte al di là di noi stessi per conoscere, riconoscersi, confrontarsi, condividere pensieri, emozioni, azioni.

L’incontro con le altre persone fornisce importanti informazioni sulla propria identità: i rapporti interpersonali ci danno modo di sperimentarci nella capacità di comunicare, impiegando quei sensi che diventano strumenti per ridere, toccare, guardare, ascoltare e farsi ascoltare; sondiamo inoltre la nostra capacità di comunicare, essere pazienti, conoscere le nostre reazioni di fronte all’aggressività, la nostra tolleranza alla prepotenza, l’inclinazione a commuoverci di fronte alla sofferenza.

È proprio nella relazione con l’altro, però, che la persona avverte spesso intensa sofferenza e può accadere di sentirsi poco riconosciuti o addirittura ignorati nei propri bisogni.

Qual è l’elemento che, nel contesto di una relazione, garantisce e tutela l’identità della persona?

Confini chiari e ben definiti costituiscono la linea di demarcazione tra ciò che una persona vuole e di cui ha bisogno e le necessità dell’altro; confini ben delineati consentono inoltre alle persone di comprendere fin dove possono spingersi per non invadere lo spazio altrui, e per garantire il rispetto e l’integrità della propria dimensione vitale.

Anna un giorno mi racconta: “Io e mia sorella siamo una cosa sola! Io mi comporto come lei vuole, ma non è mai soddisfatta di me”.

Chiesi ad Anna di rappresentare se stessa e la sorella con due cerchi e disegnarli su un foglio, proprio come fossero una cosa sola. Anna disegnò due cerchi sovrapposti, quindi uno copriva completamente l’altro. Chiesi ancora ad Anna di disegnare gli occhi ad entrambi i cerchi. Anna rimase a guardare il suo disegno, lo studiò in silenzio, poi disse con un filo di voce: ”Anche avendo un paio di occhi ciascuno, i due cerchi non possono guardarsi se sono sovrapposti..”. Spontaneamente Anna girò il foglio e disegnò due cerchi distinti, che separò con decisione tracciando una riga; li completò apponendovi due occhi ciascuno, e li rappresentò come se si stessero guardando”.

Ora possono vedersi!

Con questo strumento, semplice e potente insieme, Anna ha compreso come l’assenza di confini nella relazione generasse una sovrapposizione di due identità, sotto la quale una delle due era destinata a rimanere invisibile.

Le persone che si sentono offese, ferite, umiliate e sopraffatte dagli altri sono spesso complici inconsapevoli della loro stessa sofferenza, proprio perché vivono la difficoltà di comprendere, definire e far valere i propri bisogni. La bontà d’animo e l’altruismo, che costituiscono un insieme di nobili propositi, possono diventare armi contro sé stessi nel momento in cui la persona, come nel caso di Anna, agisce unicamente allo scopo di accondiscendere i desideri di altre persone, dimenticando completamente i propri.

Quali risorse è necessario attivare per definire sani confini?

  • Acquisire la consapevolezza: il primo passo per edificare confini salutari consiste nell’acquisizione della conoscenza di se stessi, per comprendere ciò che ci piace e non ci piace, ciò che ci fa stare bene o male, ei ciò che nella varie situazioni vogliamo vivere o evitare.
  • Comunicare con chiarezza i propri bisogni: nel momento in cui si diventa consapevoli di ciò che ci piace conoscere, avvicinare, vivere, occorre comunicarlo agli altri.

Molto spesso i confini vengono violati a causa di una pessima comunicazione, che genera poca chiarezza: anche se un determinato comportamento viene vissuto come intollerabile, capita che lo si continui a subire, e che l’altro non sappia che non è gradito.  Spesso si elude l’argomento perché si teme che parlarne possa generare la crisi.

  • Comunicare in modo chiaro e diretto: occorre che gli altri comprendano senza equivoci ciò che desideriamo.

Alcuni esempi di comunicazione chiara:

“Posso ascoltarti più tardi; sarò libera alle 15,30”

“Desidero mangiare la pizza napoletana stasera; dirò a tua madre che andremo a cena da lei domani sera”

“Voglio che a tavola nessuno abbia il cellulare in mano, potete riporlo sul mobile all’ingresso prima di sedervi”

  • Imparare a dire NO: occorre esercitarsi ad utilizzare la negazione per esprimere in modo chiaro il nostro disappunto o disapprovazione per qualcosa o qualcuno.

Alcuni esempi:

  • “Non aprire la mia posta; quando viene violata la mia privacy non mi sento rispettata”
  • “Non gradisco la compagnia di Gianni, non lo inviterò a pranzo”

Stabilire confini e garantirne il rispetto è un aspetto cruciale della salute mentale e del benessere di ciascun individuo. Altrettanto importante è ricordare come i confini costituiscano una strada a doppio senso: relazioni sane fondano anche sul rispetto dei confini che gli altri hanno edificato per se stessi; ciò vale per i genitori, i figli, i fidanzati, i datori e i colleghi di lavoro e per chiunque abbia la facoltà di interagire o esercitare potere su qualcun altro. 

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