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Quando cambiare è difficile

Quando è difficile cambiare
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3297220788

La voglia di cambiare accompagna spesso la nostra vita e rappresenta un motore potente per la nostra crescita personale.

Darwin sosteneva che “Non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. E’ quella più predisposta ai cambiamenti”.

E noi quante cose desidereremmo cambiare? L’ambiente che ci circonda, il nostro lavoro, il nostro stato d’animo, o un comportamento che non ci piace, imparare qualcosa di nuovo, o addirittura un nuovo modo di essere. Eppure spesso il nostro desiderio si infrange dopo poco tempo contro gli scogli delle difficoltà quotidiane, e lascia spazio ad una rassegnata constatazione: “Vorrei… ma non posso…”

Perché è così difficile cambiare? Il cambiamento è un processo che viene innescato da un’insoddisfazione, dal desiderio di qualcosa di diverso… ma questo basta per passare dal desiderio alla sua realizzazione?

Innanzitutto cambiare richiede molte energie, cognitive ed emotive, e ci obbliga ad affrontare un momento di instabilità in attesa di riconquistare un nuovo equilibrio. Un cambiamento seppur piccolo, e per quanto sia desiderato ed auspicabile, implica l’abbandono di comportamenti, atteggiamenti e/o situazioni familiari, e quindi rassicuranti, verso qualcosa di nuovo, poco familiare o prevedibile. Se un amico vi proponesse ora di seguirlo in un viaggio verso una città che non conoscete quale sarà la vostra reazione? Allo stesso modo chiediamoci: qual’è il nostro atteggiamento di fronte al nuovo?

Quando avrete finalmente ottenuto ciò che volete, come immaginate che vi sentirete, quali effetti avrà questo sulla vostra vita? E le persone intorno a voi, come pensate possano reagire? Confrontarci con queste aspettative ci aiuta a capire se ciò che desideriamo ci pone di fronte a dei cambiamenti che non pensiamo di saper gestire, e che quindi ci generano ansie e paure. Poiché cambiare è così faticoso, difficilmente intraprenderemo questo viaggio se non abbiamo un buon motivo per farlo. La nostra motivazione è il motore che ci porta verso la meta, e se non lo alimentiamo costantemente potrebbe lasciarci a piedi. Per questo spesso ci si butta con grande entusiasmo in un nuovo progetto, per poi vedere quell’entusiasmo venir meno e il progetto naufragare. Come impedirlo?

Soffermiamoci prima sui presupporti con cui siamo partiti per il nostro viaggio: penso che sia fattibile e realistico? Credo di esserne capace? È veramente importante per me, o penso che sia importante perché è la cosa giusta da fare? Perché magari mi è stato consigliato? Oppure lo faccio per il bene di qualcuno? Il cambiamento riguarda me, è una cosa che posso controllare direttamente?

Se la risposta alle domande è si la nostra motivazione a cambiare sarà sostenuta dalla consapevolezza che quel che facciamo rappresenta per noi un vantaggio, ci porterà ad uno stato di maggior benessere, ci permette di agire nella nostra vita in modo efficace.

Se, al contrario, la risposta è no, dobbiamo fare i conti con il fatto che forse siamo partiti per un viaggio con i biglietti sbagliati o con la valigia di un altro. Se in fondo siamo convinti che la causa di ciò che ci accade è esterna, difficilmente riusciremo a trovare una soluzione o mettere in atto un cambiamento. Allo stesso modo è importante che la nostra scelta di cambiare qualcosa non sia dettata da parametri esterni che ci suggeriscono cosa è meglio per noi, ma dalla percezione di un proprio bisogno. Non dimentichiamo che spesso le situazioni o le abitudini più difficili da cambiare sono quelle che sono anche una fonte di piacere, e i cui svantaggi sono meno immediatamente evidenti e percepiti.

Che fare allora?

Cambiare significa agire. Non è solo la meta che deve essere scelta con cura ma anche la strada più opportuna per raggiungerla. A volte è necessario dividere il viaggio in tappe. Tanto sono più semplici da raggiungere tanto minori saranno le difficoltà a rispettarle.

Il nostro obiettivo allora non è più quello di ottenere un risultato ma di mettere in atto il processo ogni giorno, trasformandolo in abitudine.

Ad esempio, combattere lo stress e vivere più serenamente può sembrare un traguardo irraggiungibile per molti, quasi un’utopia, ma se mi focalizzo sulla possibilità di praticare ogni giorno 10 minuti di meditazione, forse l’obiettivo mi sembrerà più facile da raggiungere e sarà più facile passare all’azione. In questo modo l’attenzione sarà dedicata ad un obiettivo presente immediatamente raggiungibile (meditazione) e non ad uno più lontano nel tempo (vivere senza stress). Inoltre, una volta presa questa abitudine sarà più facile alzare il tiro, e aggiungere un’altra tappa.

Qualunque sia la strategia che scegliamo di adottare sarà tanto più efficace tanto sarà nelle nostre corde, soprattutto quando il cambiamento implica rinunciare a qualcosa che in parte è piacevole o gratificante o ci fa sentire rassicurati. Ricordiamoci che cambiare non è una lotta contro se stessi ma un prendersi cura di se stessi. Non dovrebbe essere fonte di stress ma di benessere, ponendo la nostra attenzione sui cambiamenti di tutti i giorni, impareremo ad apprezzare il viaggio tanto quanto la meta.

Vi saluto con lo spezzone di questo bel film “La forza del campione”

 

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