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Genitori e Figli

L’importanza di dire NO ai propri figli

direNoaifigli
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3923186851
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La carriera di ogni genitore inizia con una lunga ed intensa gavetta, piena di ostacoli e tranelli, e soprattutto senza l’ausilio di un tutor o un insegnante che invece ci ha affiancato e supportato durante gli anni della scuola o quando abbiamo imparato a guidare l’auto. Armati solo del proprio buon senso e di un istinto primordiale papà e mamme iniziano così ad apprendere il mestiere di genitori, crescendo insieme ai loro figli, ed imparano lungo un cammino impervio quanto sia difficile amarli ed educarli nel “modo giusto”.

L’intenso desiderio di protezione che anima un genitore diventa spesso fonte di ansia: quando il bimbo piange subentra l’angoscia nel vederlo soffrire, quando il piccolo va a scuola si ha paura che patisca il distacco; ma soprattutto, nel momento in cui i figli crescono, affermano diritti ed avanzano richieste, diventa ancor più difficile dir loro NO, anche se necessario.

Costringere i figli ad affrontare delle rinunce ci rende spesso genitori disorientati, possiamo sentirci fragili ed inadeguati, nonché egoisti.

“Perché mai non rendere un figlio felice accontentando i suoi bisogni, perché far mancare loro ciò che noi stessi avremmo tanto desiderato avere da bambini?”

Domande retoriche che i genitori spesso si pongono, che diventano talvolta un alibi per scrollarsi di dosso la responsabilità di insegnare ai figli che non sempre possono essere accontentati.

Sono opportune quindi alcune riflessioni:

  • Quando accettiamo che ogni desiderio espresso dai nostri ragazzi venga realizzato cerchiamo di sentirci genitori migliori?
  • Stiamo evitando il senso di colpa che ci attanaglierebbe se dicessimo NO?
  • Siamo davvero certi che risparmiare a nostro figlio lo sconforto per una richiesta negata costituisca per lui un segno d’amore da parte nostra?

La tentazione di proteggere i nostri figli da malesseri e delusioni può renderci indulgenti e purtroppo poco lungimiranti rispetto all’importanza che riveste il NO nella strutturazione della personalità dei ragazzi: arriverà il momento in cui ogni genitore dovrà lasciare che il proprio figlio esplori da solo il mondo che lo circonda, ed in quel momento non potremo costruire per lui una realtà immaginaria che lo salvaguardi da sofferenze e frustrazioni.

Proteggere i figli significa dunque anche prepararli ad affrontare le difficoltà che avranno quando un amico li prevaricherà o quando riceveranno il rimprovero di un insegnante, comunque ogni qualvolta incontreranno un ostacolo. Quali sono le ragioni per cui un genitore deve saper dire N?

I ragazzi hanno bisogno di provare malessere e disagio.

Sappiamo che, sebbene la tentazione di rendere minimo il disappunto dei nostri figli sia forte, ciò si rivelerà un fallimento in futuro, poiché la vita ci mette talvolta a dura prova e nessuno verrà risparmiato.

Molti genitori, ad esempio, non mandano il proprio bimbo a scuola se il giorno precedente è tornato a casa un po’ deluso o scontento, o gli permettono di interrompere il corso di nuoto o basket perché non hanno voglia di seguirlo. Il guaio è che se i genitori proteggono i propri figli dalle emozioni negative oggi, essi non sapranno come far fronte a queste stesse emozioni domani. Se un bambino si sente ansioso quando deve affrontare una prestazione sportiva, ad esempio, un genitore può sostenerlo e rassicurarlo, mostrando che si può eseguire un compito e superare l’ansia.

 I ragazzi hanno bisogno di imparare ad aspettare.

Apprendere a procrastinare la gratificazione è una dura lezione, ma è uno dei più importanti fattori di successo nella vita.

Spesso i genitori tendono ad assecondare le richieste dei propri figli creando per loro un flusso costante di risposte positive; è importante invece che i piccoli capiscano che hanno delle responsabilità e dei compiti che spetta loro assolvere prima di ricevere un premio (ad esempio essi possono andare a giocare o a prendere un gelato solo dopo aver sparecchiato la tavola). È importante insegnare ai ragazzi che nella vita occorrerà lavorare sodo per raggiungere qualsiasi obiettivo di successo. Se daremo loro tutto ciò che vogliono quando lo vogliono, essi si sentiranno in diritto di ottenere sempre tutto e subito.

I limiti fanno sì che i ragazzi si sentano sicuri.

Quando un adulto si trova di fronte ad infinite possibilità di scelta con prospettive di risultato incerto probabilmente proverà ansia; spesso però sono proprio gli adulti che, lasciando aperto un negoziato sulle decisioni da prendere, fanno sì che i figli si sentano ansiosi ed insicuri, poiché non comprendono quale sia il proprio ruolo e quali obiettivi possano raggiungere.

Un NO può rappresentare ciò che il bambino non vuole nell’immediato, ma in seguito egli si sentirà sollevato proprio da quei limiti che lo faranno sentire protetto ed al sicuro, entro confini stabiliti da coloro che si prendono cura di lui.

Esiste inoltre dire NO in maniera positiva e serena, senza dare inizio ad accesi litigi; con estrema chiarezza un genitore può ad esempio spiegare che la regola della casa prevede che l’iPad può essere utilizzato solo mezz’ora dopo cena, questo è tutto, senza alcuna possibilità di discutere oltre.

 I ragazzi hanno bisogno di sapere che i genitori si sentono responsabili.

Ogni genitore sa quanto sia difficile essere presente e prendere delle decisioni, talvolta ci si può sentire davvero esausti. Inoltre la gerarchia sembra essere passata di moda nel rapporto tra genitori e figli; eppure per loro è di fondamentale importanza sapere che le persone che se ne prendono cura si sentano responsabili, in qualità di educatori, delle azioni che i figli compiono.

I ragazzi hanno bisogno che i propri genitori siano genitori e non amici.

Molti genitori hanno difficoltà a dire NO ai propri figli perché si riconoscono nel ruolo di amici e non di genitori; tollerano quindi la mancanza di rispetto dei ragazzi perché sono preoccupati di perdere la loro amicizia, ed agli amici non si dice di no! Finché un genitore sentirà di voler essere un amico, sarà estremamente difficile definire le regole ed i confini di cui i figli hanno così tanto bisogno. L’autorità del genitore che funge da guida è il fondamento di un legame basato sul reciproco rispetto, che perdurerà anche quando il figlio avrà raggiunto l’età adulta.

La capacità di saper definire delle regole non può tuttavia prescindere dalla capacità di ascolto che ogni genitore dovrebbe sempre tener presente: i nostri figli hanno bisogno di esprimere i propri bisogni e di percepire che questi sono tenuti in considerazione. Regole e confini devono quindi essere definiti con fermezza, per disegnare un contesto di rispetto ed ascolto reciproco, che consenta ai ragazzi di sentirsi affiancati e sostenuti nel difficile percorso di crescita.

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