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Genitori e Figli

Il senso di frustrazione che aiuta a crescere

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3923186851
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La frustrazione è uno stato emotivo che compare nella vita di ciascun individuo nel momento in cui egli viene ostacolato nel raggiungimento di un determinato obiettivo. I bambini, giovani individui in crescita, sono maggiormente esposti al rischio di non riuscire a portare a termine un compito, proprio perché non possiedono ancora la capacità di comprendere se una meta sia confacente alle proprie possibilità, o se possiedano gli strumenti per ottenere un determinato risultato.

Durante lo sviluppo ogni bambino viene affiancato dagli adulti il cui compito è anche quello di saper porre limiti alle sue richieste; in qualità di guida, il caregiver ha la facoltà di tracciare dei confini entro cui siano racchiute delle regole, di cui egli ha bisogno per sentirsi indirizzato e supportato; accade perciò che l’adulto debba intervenire con fermezza, dicendo dei NO talvolta necessari a chiarire che un determinato comportamento non è corretto, che non si può comprare un giocattolo, che è necessario tornare a casa, che durante i pasti è bene sedersi a tavola e conversare.

Quando il bambino deve rinunciare a ciò che voleva ed incontra il vincolo posto dall’adulto, spesso emerge in lui il sentimento di frustrazione; quest’ultimo costituisce un vissuto emotivo sano e necessario al processo di maturazione affettiva poiché stimola il senso di adattamento del bambino al mondo che lo circonda, lo induce a superare le delusioni ed a trovare strategie idonee per intensificare impegno e dedizione in vista della meta che vuol raggiungere.

È necessario però che il bambino sperimenti la frustrazione in modo costruttivo ed in un grado non eccessivo, affinchè la sua crescita non venga inficiata da sentimenti di dolore e disagio che possono ostacolare il suo sviluppo psicologico e morale. 

Se l’atteggiamento dei caregiver sarà eccessivamente indulgente e gli adulti saranno quasi sempre propensi ad accontentare le richieste del bambino con l’idea di evitargli un dispiacere, egli crescerà con la consapevolezza che ogni suo bisogno potrà essere comunque esaudito; non sarà abituato a tollerare alcun divieto e non riconoscerà nessuna autorità al di fuori di sé stesso.

Arriverà però il momento in cui il bambino verrà inserito in un gruppo classe, o in qualsiasi gruppo di pari, dove è necessario non solo attenersi alle richieste di un’insegnante ma anche riconoscere le esigenze di altri individui; in un contesto di socializzazione è spesso necessario lasciare spazio agli altri, rinunciando, per esempio a giocare a nascondino, se la maggioranza preferisce giocare a rubabandiera. Un bimbo che non ha mai imparato a rinunciare a ciò che desidera proverà frustrazione profonda nel momento in cui vedrà ignorato il proprio desiderio e sarà fortemente impreparato a stare in relazione.

Al contrario, può accadere che in famiglia le regole vengano stabilite all’insegna di un rigore eccessivo, che ogni richiesta del bambino venga disconosciuta ed ogni sua esigenza ignorata; ciò comporta il non riconoscimento della persona stessa, nel suo bisogno di sperimentare sé stessa e trovare accoglienza. In questo caso la frustrazione diviene una costante nel processo di crescita, ed il bambino avrà difficoltà, in seguito, a porsi degli obiettivi ed a operare delle scelte; può accadere che in un contesto gruppale egli non riconosca i propri diritti e si tenga in disparte, considerando le proprie richieste non degne di essere ascoltate.

Dunque se i bambini saranno esposti troppo spesso alla frustrazione, cominceranno a credere che non importa quanto duramente possano lavorare per ottenere un certo risultato, poiché ogni loro sforzo non produrrà comunque alcun effetto. È possibile che perdano interesse nell’apprendimento e che sviluppino uno stato d’animo che potremmo definire inaiutabilità appresa: essi vivranno credendo che non possono far nulla per migliorare, fare nuove amicizie, o essere compresi ed apprezzati.

Come stimolare un sano sviluppo della tolleranza alla frustrazione?

  • Mostrare il nostro supporto: è necessario che i bambini avvertano che chi se ne prende cura è al loro fianco, comunicando che l’amore che si prova nei loro confronti è incondizionato e resterà tale anche se il compito di matematica, o di italiano, non verrà svolto alla perfezione.
  • Infondere loro coraggio: è bene che i bambini divengano consapevoli dei loro punti di forza e prendano coscienza delle loro attitudini. È opportuno incoraggiarli con forza e dedicare attenzione al loro talento; se ad esempio lo si vedrà nuotare bene, sarà opportuno dire: ”Hai nuotato molto bene, stai migliorando giorno per giorno!”
  • Riconoscere le sfide che affrontano: occorre comprendere quali difficoltà il bambino affronta, specialmente in ambito scolastico: se egli si sentirà riconosciuto nello sforzo che mette in atto nell’apprendimento delle materie che maggiormente lo impegnano, per lui sarà più facile mettere a fuoco l’obiettivo. Possiamo mostrare il nostro conforto dicendo ad esempio: ”Ho notato che qualche volta non leggi bene alcune parole; molti bambini hanno il tuo stesso problema, ma esistono delle strategie che possiamo provare per aiutarti a migliorare”.
  • Insegnare la perseveranza: è importante che ai bambini venga spiegato che lavorare sulle proprie fragilità, come incrementare i punti di forza, lo aiuterà a garantirsi ottimi risultati. Quando incontrerà degli ostacoli, ricorrerà all’ausilio di quelle strategie che sono state messe in campo per aiutarlo.
  • Stabilire obiettivi realistici: sebbene sia importante che i ragazzi provino entusiasmo per ciò che amano fare, è importante che essi siano aiutati a pensare in maniera realistica. Ad esempio, indurre un figlio a credere che egli uscirà vincitore dalla sua prima gara di corsa potrebbe condurlo ad uno stato di frustrazione, qualora l’esito non fosse quello sperato; è necessario invece aiutarlo ad individuare delle mete intermedie, che si raggiungono grazie all’allenamento, in modo che il bambino possa anche conferire importanza ad un processo di preparazione, che è importante quanto l’obiettivo finale.
  • Nutrire le passioni: occorre prestare attenzione a ciò che rende i ragazzi entusiasti, che sia lo skateboard, la musica o la danza; incitarli ad impegnarsi in ciò che amano è il modo migliore per far crescere il loro senso di competenza. È importante che essi scelgano un ambiente in cui si sentano a proprio agio ed in cui possano sperimentare le proprie capacità, per raggiungere l’obiettivo.

Come genitori, dunque, possiamo aiutare i nostri figli a gestire il senso di frustrazione, mostrando loro che il raggiungimento di qualsiasi obiettivo prevede un percorso di impegno e lavoro, come anche di ostacoli e battute d’arresto, necessari per crescere e migliorare le nostre competenze.

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