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Dipendenza affettiva

Amore o eccessivo affidamento all’altro?

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3923186851
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Quando nasce una relazione d’amore la persona sperimenta emozioni molto intense che generano entusiasmo, gioia ed un’incredibile energia. Anche il nostro organismo partecipa alla tempesta emotiva ed ognuno in maniera diversa si sorprende “con le farfalle nello stomaco”, o “senza fame”, o al contrario “con un intenso appetito”.

La relazione d’amore ci catapulta in un contesto magico, in cui ci sentiamo invincibili e certi di aver incontrato la persona che “ci renderà felici”. Eppure quella felicità che sembra essere quasi tangibile ai nostri sensi, con il trascorrere del tempo subisce talvolta una radicale trasformazione e l’amore così tanto desiderato lascia il posto ad un immenso vuoto.

Cosa è accaduto? Perché spesso la persona fa’ fatica a proseguire a mantenere in vita una sana relazione?

Talvolta l’amore che intendiamo riversare sul nostro partner cela l’impellente necessità di non essere soli così, il rapporto che abbiamo intrapreso diviene rigido e costellato di una negatività che riflette una tendenza eccessiva nell’essere proteso e fare affidamento verso l’altro. Non è facile fare i conti con la propria sofferenza; esplorare le caratteristiche di un sentimento d’amore è una grande sfida. Ciò richiede dunque una fondamentale riflessione: contiamo troppo sulla presenza di un’altra persona, o anche sul raggiungimento di un unico obiettivo o risultato al fine di realizzare la nostra felicità? In questo caso potremmo essere vittime di una eccessivo affidamento sull altro.

Ogni essere umano ha un innato bisogno di essere in relazione, non è ipotizzabile perciò pensare di poter risolvere il nostro eccessivo bisogno dell’altro isolandoci e conducendo una vita scevra da qualsiasi rapporto umano.

È altresì necessario un importante lavoro di introspezione, al fine di ripristinare un equilibrio che ci consenta di impostare relazioni che ci rendano appagati e sereni:

  • Riconoscere l’importanza dei propri bisogni: la dipendenza è spesso la conseguenza del non essersi occupati di sé stessi e delle proprie necessità; se avvertiamo il bisogno dell’altro come pervasivo, ed il nostro benessere dipende dalla presenza di un’altra persona, occorre innanzitutto conferire la giusta importanza ai nostri bisogni, probabilmente ignorati o trascurati.
  • Evitare di delegare la responsabilità della nostra felicità: se la persona non è in grado di occuparsi del proprio benessere tende a fare richieste all’altro affinché possa ricevere attenzioni, doni, parole che lo rendano felice. È importante sviluppare e preservare la capacità di fare affidamento su noi stessi, facendo pratica proprio come se si stesse effettuando un tirocinio!
  • Riconoscere la propria vulnerabilità: descrivere emozioni intense come frustrazione, paura, tristezza, senso di disperazione, vergogna e rabbia significa ristabilire un contatto con noi stessi, conoscersi e riconoscersi con onestà ed in modo autentico. Scegliere con piacere un blocco, un quaderno, un diario in cui descrivere i nostri intimi pensieri e le nostre fragilità rappresenta un modo per dedicarci responsabilmente a noi stessi, e comprendere razionalmente il nostro modo di essere.

Riconoscere il nostro eccessivo bisogno dell’altro: impariamo a comprendere quando ci sentiamo troppo “appiccicosi”, individuando la nostra attitudine alla dipendenza. Potremmo cogliere in noi un accentuato desiderio di possesso nei confronti dell’altro, quasi l’emergenza di un bisogno di fusione. Individuando il nostro eccessivo coinvolgimento rispetto a chi desta il nostro interesse, possiamo farvi fronte sperimentando una modalità più sana di reciprocità. Ad esempio, cercheremo di sintonizzarci sul livello di interesse dell’altra persona nei nostri confronti, riuscendo ad allinearci e raggiungere quel distacco che consentirà una migliore intesa emotiva.

  • Riflettere sulla propria modalità di relazione: possiamo imparare a discernere in cosa consiste la nostra implicazione sentimentale, distinguendo se siamo portati a confondere una forte attrazione fisica con un’attrazione più profonda, o se tendiamo a confondere un’infatuazione con l’amore che deriva da una conoscenza approfondita dell’altro, o se forse veniamo immediatamente attratti da come la persona si presenta al primo impatto piuttosto che da come questa è realmente.

Prendersi cura di sé, apprendere a dare la priorità al nostro benessere può essere un duro compito, ma può sortire ottimi risultati se decidiamo di verificare le nostre emozioni e gestire i nostri bisogni con cura, ogni giorno, proprio come se stessimo svolgendo un lavoro.

È necessario acquisire consapevolezza dei nostri vissuti emotivi di insicurezza, vuoto interiore, solitudine, che, qualora restino inesplorati, possono generare un intenso, ma disordinato, desiderio d’amore.

Come adottare uno stile di vita basato su un serio impegno verso noi stessi?

  • Decidere di dedicarci del tempo in solitudine, scegliendo con cura un luogo che ci induca pace e concentrazione è un’ottima occasione per accudire noi stessi. Scegliere un tramonto sul mare, o una passeggiata tra gli alberi nelle prime ore del mattino è un dono di contemplazione verso ciò che ci interessa, che ci incuriosisce, che ameremmo imparare.
  • È importante sviluppare la capacità di vivere il “qui ed ora”, sgomberando la mente da ogni pensiero che possa distrarci dal constatare il nostro stato d’animo nel momento presente. È un compito difficile, ma se ripetuto più volte al giorno rafforzerà consapevolezza, autostima e senso di autoefficacia.
  • Dedicarsi regolarmente all’esercizio fisico farà sì che anche il nostro corpo ci comunichi il senso di benessere di cui necessita la nostra mente.

La chiave, dunque, sembra essere celata proprio dentro di noi, nella nostra capacità di riscoprire milioni di modi per sentirci bene; che si ricorra alla meditazione, alla musica, a lunghe passeggiate, ad un libro o un film, ognuna di queste ed infinite altre attività possono costituire la possibilità di ripristinare un contatto con noi stessi, per riconoscere le nostre attitudini, preferenze, capacità, e poter successivamente scegliere di intraprendere un cammino di condivisione ed amore.

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