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Salute

World AIDS Day 2010

World Aids Day 2010
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Sessualità
Cell.: 347 0341776

 World Aids Day 2010

Come ogni anno da ormai 22 anni, il 1 dicembre è la Giornata Mondiale dell’AIDS. Quest’anno il tema è “Accesso Universale e Diritti Umani’.

La tutela dei diritti umani è fondamentale per combattere l’epidemia globale di HIV e AIDS.   

  Gli slogan principali sono:  

– Sono accettato.
– Sono al sicuro.
– Sto ricevendo una cura.
– Mi sento bene.
– Sto godendo dei miei diritti.
– Tutti meritano di godere dei propri diritti.
– Diritto alla vita.
– Diritto alla salute.

L’accesso per tutti ai trattamenti di prevenzione, cura, assistenza e sostegno in caso di HIV e AIDS costituisce un aspetto fondamentale dei diritti umani.

L’obiettivo della Giornata è convincere che l’informazione di tutti, malati e non, giovani e adulti, faccia parte dei diritti fondamentali di una persona; conoscere la malattia, i rischi di trasmissione, i metodi di prevenzione e dove trovare assistenza senza discriminazioni in caso di contagio è un diritto di tutti. Purtroppo siamo ancora lontani dal raggiungere questo scopo: la disomogeneità con cui l’AIDS colpisce è fortemente correlata alla povertà, soprattutto in zone come Africa e Asia. 

Dal 1999 a oggi le nuove contaminazioni sono diminuite di un quinto (il 19%) raggiungendo i 2,6 milioni nel 2009 secondo l’agenzia Onusida (l’agenzia Onu che si occupa della malattia) e questo calo testimonierebbe dell’efficacia delle nuove cure e dei sistemi di prevenzione.

 Michel Sidibé, direttore esecutivo dell’agenzia Onusida, ha messo in rilievo l’importanza dei nuovi strumenti della lotta all’Aids e in particolare del trattamento preventivo con farmaci retrovirali al gel delle persone non infette. I primi esperimenti di messa a punto di un gel microbiocida, ha detto Sibidè. “hanno suscitato la speranza di tutta una generazione di donne” e il riferimento è a uno studio realizzato dal centro Caprisa presso un gruppo di donne dell’africa del sud. La cura con un gel vaginale a base di Tenofovir (un antiretrovirale) ha permesso la riduzione del 39% del tasso di infezioni sessuale.

Quindi, notevoli progressi ma è necessario un maggiore impegno di tutto il mondo perché milioni di persone continuano ad essere infettati con HIV ogni anno. 

Si stima che ogni due ore si registri una nuova infezione da Hiv, oltre 4mila ogni anno, e per la stragrande maggioranza sono dovute a rapporti sessuali non protetti.

Quando si parla di rapporto sessuale non protetto ci si riferisce a rapporti senza l’utilizzo del profilattico.

In America esiste un vero e proprio movimento “no condom” che, ahinoi!, sta prendendo piede anche in Europa e in Italia. Feste a luci rosse, dove usare il preservativo è vietato

Si chiamano “barebacker” e letteralmente sarebbero i cow boy che cavalcano a pelo, senza la sella per proteggersi. Si tratta di una sorta di movimento ideologico e sostengono che il preservativo rovini il rapporto sessuale sia dal punto di vista fisico che mentale, imprigionando la sessualità dentro lo stereotipo del pericolo e del peccato. Una posizione che ha scatenato la protesta delle associazioni che si battono per la lotta all’Aids e dei movimenti per la liberazione sessuale. Ma che trova sempre più adepti anche in Italia: a Roma, Milano, Firenze, Padova, Torino gli annunci web di feste per “bareback only” si stanno moltiplicando.

Appoggiando totalmente campagne come quella promossa dalla LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS) “YES WE CONDOM” di promozione dell’uso del preservativo può essere utile “ripassare” alcune conoscenze in materia di educazione alla sessualità e malattie sessualmente trasmesse:

Il rapporto di penetrazione vaginale è a rischio.
Il preservativo, se utilizzato correttamente e dall’inizio del rapporto, protegge.Il rapporto di penetrazione anale è a rischio. La mucosa anale è delicata e soggetta a lesioni, inoltre nel rapporto anale vi è meno lubrificazione, quindi maggior possibilità di frizione e conseguenti microtraumi.
Anche in questo caso il preservativo, usato correttamente, dall’inizio del rapporto e con un lubrificante adatto, protegge.Per chi pratica la fellatio, ovvero per la persona che stimola con la bocca il pene di altri c’è un rischio di contrarre l’hiv se la sua bocca viene in contatto con lo sperma dell’altro o, per alcuni, se  entra in contatto con il liquido prespermatico. Su quest’ultimo punto nella comunità scientifica vi è dibattito tra chi considera il liquido prespermatico capace di trasmettere l’HIV e chi sostiene invece che la possibilità è solo teorica (plausibilità biologica) poiché la quantità di virus presente nel liquido prespermatico è ridotta.
È più sicuro praticare la fellatio con il preservativo, ma nel caso non lo si utilizzi è necessario evitare lo sperma in bocca.
Non c’è invece nessun rischio per la persona che riceve la stimolazione.

Il cunnilingus è la stimolazione orale dell’organo genitale femminile (baciare, leccare). Le secrezioni vaginali possono contenere il virus HIV, pertanto esiste una possibilità (solamente teorica, perché nella realtà non esistono casi accertati) di trasmissione dell’infezione. Il cunnilingus è da evitare in presenza di sangue mestruale. L’utilizzo della diga interdentale o comunque di uno strato in lattice (che si può ottenere da un preservativo) applicato come barriera elimina ogni rischio.

Il profilattico deve essere usato anche su oggetti (sex toys) utilizzati per la penetrazione se usati in comune tra più persone: in alternativa è anche possibile disinfettare l’oggetto tra un utilizzo e l’altro.

Informazione e prevenzione ma anche rispetto di sé e della propria salute.

E dall’Italia la speranza di un vaccino: Barbara Ensoli che sta sviluppando il vaccino dice che i risultati ottenuti sono “entusiasmanti”: in 87 pazienti trattati, dopo 48 settimane, si osservano miglioramenti notevoli nel sistema immunitario compromesso dal virus.  Il vaccino agisce sulla proteina TAT, vero motore dell’Hiv, scatenando una risposta immune duratura  e depotenziandone l’azione distruttiva.

Ma il problema sono i finanziamenti.
La dottoressa Ensoli ha detto che per completare la fase II della sperimentazione servono 21 milioni di euro.  Per il ministro della Salute Ferruccio Fazio,  gli ottimi risultati ottenuti fanno ben sperare e i fondi si troveranno: “Il governo continuerà a dare finanziamenti, secondo modalità da individuare, senza togliere fondi ad altre iniziative”, ha promesso.

Per tutte le informazioni sulle iniziative della Giornata mondiale dell’AIDS leggere anche:

 Fonti:

www.anlaids.it/

www.lila.it/

www.onuitalia.it

www.repubblica.it 

www.worldaidsday.org

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