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Rilassamento

Viva lo Stress!

stress un amico
Maria Valente Molfetta (BA)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3317359208

Si! Per fortuna lo stress esiste!

Nel linguaggio comune il termine “stress viene usato con accezione negativa, ma cos’è veramente?

Ebbene lo stress è una normale risposta fisiologica agli eventi di vita, ovvero ci permette di sopravvivere.

Il “padre” della ricerca sullo stress, Hans Selye ha utilizzato per la prima volta il termine stress per indicare un processo fisiologico tanto che scriveva “la completa libertà dallo stress è la morte” (Selye, 1974). Questa reazione fisiologica è scatenata da sollecitazioni ambientali o cosiddetti stressors di natura fisica, chimica, biologica (es. caldo, freddo, sostanze chimiche nocive, ecc). Con l’”approccio psicologico”, poi, si è giunti a concepire lo stress non come l’evento stressante, ma come un “rapporto dinamico particolare tra la persona e l’ambiente mentre agiscono l’uno sull’altro” (Meichenbaum, 1999).

Come reagiamo, infatti, a stimoli interni o psicologici? Dipende!

Non esiste un’unica reazione allo stress! Le risposte di ognuno di noi sono diverse a seconda delle situazioni e di come fronteggiamo lo stress (stili di coping).

Ognuno di noi, cioè, dinanzi ad un evento stressante reagisce con emozioni, indici fisiologici e una valutazione razionale dello stesso. Il nostro cervello:

  1. valuta una determinata situazione
  2. la percepisce come minacciosa- dolorosa- imbarazzante.

La reazione successiva coinvolge il sistema nervoso autonomo e il sistema endocrino, che agisce per mettere l’organismo nella condizione di reagire. In sintesi, ognuno di noi interpreta e fronteggia per esempio una minaccia, mettendo in gioco tutto il proprio patrimonio genetico, la storia personale, gli stili cognitivi, la propria cultura e personalità.

Senza questo meccanismo, nessuno di noi potrebbe affrontare in modo efficace una data situazione. Lo studio o il lavoro non risulterebbero stimolanti, un atleta non otterrebbe prestazioni così elevate, un rapporto di coppia monotono.

Quindi, è semplicemente il livello della nostra reazione che mantiene lo stress entro limiiti accettabili e facilitanti le nostre azioni quotidiane. Si tratta del cosiddetto Eustress contrapposto al Distress (Selye, 1974). Lo stress “positivo” può essere identificato come un momento acuto o momentaneo di stress, a seguito del quale l’organismo non ha subito danni, anzi ha ricavato effetti positivi per il proprio benessere. Resiliente, di conseguenza, è quella persona capace di affrontare eventi stressanti, superarli e continuare a crescere aumentando le proprie risorse.

Mentre lo stress è “negativo” quando diviene cronico, ovvero prolungato nel tempo (Ferrara e La Barbera, 2006). Quando lo stressor è prolungato o ripetuto, infatti, l’organismo passa da una “fase di resistenza” ad una di “esaurimento”  (che si traduce in eccesso di cortisolo) in
cui si registra un abbassamento dei valori fisiologici e importanti implicazioni per la salute psicofisica (es. malattie dermatologiche, diabete oppure insonnia, ansia, difficoltà di concentrazione). Per citare qualche esempio, il nostro organismo risponderà attraverso stress
acuto
ad una notizia luttuosa, ad un colloquio di lavoro o ad un esame; mentre con stress cronico dinanzi ad un rapporto di lavoro problematico.

Come si può gestire lo stress?

Giacché lo stress è legato al modo in cui ciascuno reagisce alle tensioni che avverte, una buona gestione dello stesso passa innanzitutto dalla consapevolezza della tensione e attivazione a cui si è sottoposti, ma anche dalle risorse di coping e sostegno di cui si dispone.

Tuttavia, comprendere l’impatto dello stress sulla propria esperienza di vita è solo la prima fase dello stress management. Per evitare di essere danneggiati dallo stress, infatti, sarà necessario possedere o apprendere abilità e strategie che ci consentano di controllare la tensione. La capacità di gestire efficacemente lo stress implica senza dubbio un buon livello di conoscenza di se stessi (dei propri punti di forza e di debolezza), cambiare gli atteggiamenti (“ristrutturazione cognitiva”), essere assertivi (trovare il giusto equilibrio fra gli estremi di sottomissione e aggressività), mantenere il controllo di sé e della situazione, gestire bene il tempo, farsi aiutare dagli altri, evitare modi inadeguati di affrontare lo stress, avere cura di sé (Thompson, 2006).

Allo stesso modo, se il livello di stress ha superato una certa soglia divenendo deleterio per l’organismo ovvero se una persona nonostante i suoi sforzi, non riuscisse a gestire in maniera positiva una situazione stressante, occorre intervenire sia con sistemi oggettivi (es. dieta mirata, esercizio fisico) che soggettivi (es. rilassamento, gestire le emozioni negative).

In definitiva, una reazione di stress eccessiva o insufficiente non è innata, ma appresa nel corso della vita. Questo significa che, se non possiamo tenere sotto controllo la situazione stressante, possiamo però imparare a modificare e gestire meglio il modo in cui reagiamo alla stessa, con conseguenti benefici per il nostro benessere psicofisico.

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