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L’orrore senza fine della violenza sessuale sulle donne

violenza sessuale
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Sessualità
Cell.: 347 0341776

 

Secondo il rapporto del Buerau of Justice Statistics degli Stati Uniti, 1 persona su 6 in America è stata vittima di stupri, tentati stupri o molestie sessuali.

Una buona parte delle violenze sessuali non viene denunciata dalla vittima, in particolare per le violenze subite dai non partner. Le ragioni più comunemente addotte per la mancata denuncia so-no:

  • paura di essere giudicate o trattate male
  • la vergogna
  • l’autocolpevolizzazione

Un ruolo importante è giocato anche dalla sfiducia nelle istituzioni (più del 10% delle vittime addu-ce questo come motivo).
In Italia nel 2008  le forze di polizia hanno individuato 8.845 autori di violenze sessuali.
Assistiamo sempre di più ad un rilancio della “cultura dello stupro” che si nutre di immagini por-nografiche, di un uso spesso svilente del corpo femminile.
L’anno in corso è stato cadenzato da molti fatti di cronaca che hanno visto le donne cadere vittima di uomini senza scrupoli, pronti a compiere un gesto volto ad assoggettare, deturpare e violare il corpo,  e l’identità femminile.

Il 2009 si è aperto proprio con la notizia choc dello stupro di una ragazza di 25 anni avvenuto du-rante il veglione di capodanno organizzato alla Fiera di Roma.
Alla fine di gennaio, a Guidonia, alle porte di Roma, 5 uomini hanno violentano una ragazza. Il branco ha prima picchiato il fidanzato chiudendolo nel bagagliaio della sua automobile e poi, a turno i cinque hanno violentato la ragazza.
Il 14 febbraio, il giorno di San Valentino, nel Parco della Caffarella a Roma, due romeni hanno vio-lentato una ragazza di soli 15 anni mentre passeggiava con il suo fidanzato di poco più grande.

In questi giorni si è svolto il processo con rito abbreviato (che prevede uno sconto di un terzo della pena) che ha portato il gip Luigi Fiasconaro ad emettere la sentenza che ha condannato gli autori del reato, Oltean Gavrila a 7 anni e 4 mesi e Ionut Jean Alexandru a 6 anni di prigione. Gavrila è stato anche condannato ad altri 4 anni per aver stuprato una ventitrenne nel parco di Villa Gordiani il 18 luglio del 2008, arrivando così ad una pena di 11 anni e 4 mesi.

Sempre nel mese di Febbraio una giovane romena, bracciante agricola sposata e madre di un bimbo, ha subito una violenza sessuale per la quale sono stati fermati 5 connazionali  che, a turno, hanno abusato di lei all’interno della sua abitazione.
Lo scorso maggio a Milano, fuori dalla discoteca Zoe si è consumato un stupro ai danni di una tren-tenne la quale, ancora in stato di choc, è riuscita a descrivere il suo aggressore ai carabinieri che l’hanno soccorsa alle 6 del mattino: un uomo l’ha avvicinata mentre lei stava aspettando gli amici e l’ha invitata a seguirlo, ma di fronte al suo rifiuto l’ha trascinata con forza nei giardini pubblici dove l’ha violentata. Si sarebbe poi avvicinato anche un altro uomo che ha iniziato a palpeggiarla e solo allora lei è riuscita a divincolarsi e a scappare.

A giugno nel quartiere di Roma Bufalotta, una giornalista di 34 anni è stata violentata nel box sotto casa al rientro da una cena. È stata presa alle spalle da un uomo incappucciato che dopo aver abusato di lei è fuggito senza lasciare tracce.
Soltanto un mese dopo, a luglio, un’altra ragazza è stata violentata nel garage di casa da un uomo con il volto coperto da un passamontagna che l’ha minacciata con un coltello e che le ha chiuso la bocca con del nastro adesivo.
Per queste violenze (e probabilmente anche per una terza avvenuta in un box privato, di una zona di Roma) è stato arrestato Luca Bianchini, un contabile di  trentadue anni,  laureando in legge.

Secondo i dati  forniti dal Viminale gli autori delle violenze sessuali sono italiani in più di sei casi su dieci. Solo il 7,8% dei violentatori è romeno, mentre il 6,3% è marocchino.
Ma lo stupro è un orrore trasversale a tutti i popoli e a tutte le nazioni, sia quelle sottosviluppate che quelle più avanzate.
Una volta era considerato un “diritto di guerra”: i vincitori avevano la libertà di uccidere gli uomini e violentare le donne del paese vinto. Oggi possiamo definirlo come un’arma di guerra, un modo per offendere e umiliare chi, in qualche modo consideriamo un nemico.

La violenza sessuale produce nella vittima una profonda ferita. Le reazioni possono essere mol-teplici, in quanto non vi è una risposta univoca al trauma. Alcune donne reagiscono immediatamente, altre dopo molto tempo.
Solitamente nelle prime fasi è facile riscontrare stati di:

  • shock
  • confusione
  • ansia
  • insensibilità

È possibile che chi ha vissuto una violenza possa mettere in atto delle strategie per difendersi dal dolore.
I  meccanismi di difesa più frequentemente impiegati nelle situazioni d’abuso sono: la rimozione, la negazione, l’identificazione con l’aggressore, l’idealizzazione, la scissione.
Il lavoro di sostegno psicologico appare fondamentale all’elaborazione del trauma e al fine di pre-venire l’insorgenza di disturbi quali: attacchi di panico, fobie, disturbi alimentari, disturbi del sonno (incubi, sogni ricorrenti), malattie psicosomatiche, dipendenza da sostanze. Si parla in questo caso di sindrome post-traumatica.
Molte ricerche evidenziano anche come un terzo delle vittime di stupro si trovi a vivere periodi di depressione grave, arrivando, in alcuni casi, al suicidio.

Nel lavoro clinico con la vittima di violenza sessuale particolare attenzione dovrà essere data all’esplorazione del sentimento della rabbia, al suo riconoscimento e alla capacità di manifestarla apertamente in modo costruttivo. È facile assistere a donne che rivolgono contro se stesse la rab-bia, per non poterla manifestare contro il loro aggressore. Ed è da qui che la collera sommersa si può trasformare in una depressione o in attacchi al proprio corpo, come nella bulimia, nella di-pendenza da alcol e da sostanze.
Circa 20 anni fa sono nati numerosi Centri antiviolenza e Case delle donne, istituti finalizzati ad accogliere le donne e aiutarle a superare il trauma subito, in contesti di ascolto protetti e non giu-dicanti.
Affrontare le conseguenze di una violenza sessuale richiede grande impegno ed energia, sia alla vittima che alle persone che le vivono di fianco e che possono reagire con sentimenti di violenza e rabbia.
Nel mese di luglio la Camera ha  approvato  bipartisan la  nuova legge sulla violenza sessuale che promette l’inasprimento delle pene e l’introduzione di aggravanti ma ad oggi il testo è ancora in discussione.

Bibliografia e fonti

  • Bourke J., 2099, Stupro, Storie della Violenza sessuale, Edizioni Laterza.
  • Maraini D.,  La violenza sulle donne e la severità obbligata, n.274 de Il Messaggero, 6 ottobre 2009
  • Morganti M., 2006, La Rabbia delle Donne. Come trasformare un fuoco distruttivo in energia vitale, Franco Angeli, Milano
  • Corriere.it
  • Repubblica.it
  • Il Giornale.it
  • www.interno.it

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