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Disfunzioni Sessuali

VAGINISMO: quando la paura blocca il sesso

vaginismo
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Sessualità
Cell.: 347 0341776

Il vaginismo è la causa principale femminile di matrimonio non consumato, o “matrimonio bianco” e, più in generale, di difficoltà ad avere rapporti sessuali completi.

In Italia si stima che circa l’1% delle coppie decida consapevolmente di arrivare vergine al matrimonio e questo sia per radicate convinzione religiose ma anche per caricare di significato di esclusività e profondità questo momento.
Capita spesso, però, che in luna di miele, si faccia la spiacevole scoperta che la mancanza di un’intimità precedente al matrimonio risieda in una problematica della sfera sessuale.

In particolare, nelle donne è possibile rintracciare una profonda angoscia legata al vivere l’intimità. Angoscia che in molti casi prende il nome di vaginismo.
Si tratta di un disturbo sessuale caratterizzato dalla paura della penetrazione e associato a:

  • fobia del rapporto sessuale
  • contrazione muscolare riflessa – involontaria- dei muscoli che circondano la vagina.

La classificazione del vaginismo viene fatta sulla base di alcuni parametri fondamentali:

  1. intensità dello spasmo muscolare
  2. gravità della fobia (lieve, media o severa)
  3. presenza e gravità di fattori psicosessuali, personali o di coppia, che concorrano alla genesi e/o al mantenimento del sintomo.

Quando la donna vaginismica sente, alcune volte anche solo quando pensa, che sta per essere penetrata, sperimenta una contrazione involontaria della muscolatura pelvica. La sua ansia cresce e la penetrazione diventa impossibile. Molte donne che soffrono di vaginismo non hanno mai potuto sottoporsi ad una visita ginecologica o potuto usare tamponi vaginali.

Lo spasmo muscolare a livello vaginale è spesso associato a tensioni diffuse in altri distretti del corpo (lombare, cervicale, delle articolazioni). Il bisogno di controllo, la difficoltà a lasciarsi andare, lo stato di ansia-allarme crea tensione in tutti i gruppi muscolari del corpo e rende impossibile la capacità di assecondare l’eccitazione sessuale a livello fisico. Inoltre, a seconda della gravità o meno della fobia, si può arrivare all’insorgenza di veri e propri attacchi di panico al tentativo di penetrazione.

Al termine vaginismo si tende oggi a preferire, soprattutto in vista di un trattamento sessuologico, quello di “matrimonio bianco o non consumato” per spostare l’accento dalla difficoltà della donna a quella della coppia.

Diversi Autori parlano di “simmetria segreta” con il partner della donna vaginismica, il quale spesso condivide una  paura rispetto alla penetrazione: Lei ha paura di essere penetrata e Lui ha paura (inconsciamente) di penetrare.

L’uomo in genere risulta poco interessato alla sessualità non mettendo in discussione il sintomo della compagna con richieste pressanti, ed è spesso portatore egli stesso di una difficoltà sessuale (ad es. eiaculazione precoce, o deficit erettile) che può concorrere al mantenimento del sintomo di coppia.

Friedman (1962), nella sua analisi approfondita della donna vaginismica descrive tre tipologie di donne:

  • La bella addormentata nel bosco: sceglie ed è scelta da un partner con cui instaura una relazione di tipo fraterno. Si tratta spesso di coppie giovani ancora dipendenti dalle famiglie di origine (con cui spesso convivono anche dopo il matrimonio). Arrivano al matrimonio entrambi vergini.
  • La valchiria Brunilde: sfida l’altro sesso e non vuole cedere. Appare in primo piano la paura di perdere il controllo della situazione. Spesso figlia di un padre forte o idealizzato come onnipotente non si lascia possedere da un altro uomo. Queste donne ostentano spesso un atteggiamento mascolino, hanno successo e gratificazione sul lavoro e tendono ad avere un atteggiamento di disprezzo nei confronti della “femminilità”.
  • L’ape regina: considera l’uomo esclusivamente in funzione della riproduzione e si dispiace per il proprio sintomo poiché ostacola la realizzazione della maternità

L’esperienza clinica invita a soffermare l’attenzione sul ruolo del partner all’interno della coppia. I lunghi anni che in genere trascorrono dall’insorgenza del sintomo alla richiesta di una consulenza specifica, fanno riflettere sul forte legame di complicità che si istaura tra i due. Nella maggior parte dei casi, la richiesta di trattamento allo specialista avviene quando si manifesta il desiderio di avere un figlio.

I coniugi che compongono un matrimonio bianco quando decidono di essere aiutati a compiere l’atto sessuale completo, presentano, nella quasi totalità dei casi, il loro problema essenzialmente come conseguenza della non disponibilità della partner femminile.
Il coniuge maschio, infatti, sembrerebbe aver messo in atto una forma di rispetto nei confronti della sua compagna, la quale si dimostra schiva e non ancora disposta a lasciarsi penetrare.  È da rilevare come in moltissimi casi anche il  partner maschio non abbia mai avuto esperienze penetrative con donne disponibili.

I dati clinici permettono di ipotizzare che i partner componenti le “coppie bianche” mettano in atto una vera e propria “scelta” dell’altro: un tacito accordo, spesso inconscio e inconsapevole, sulla non necessità di penetrazione sessuale. Questa accettazione incondizionata di mancanza di rapporti è una collusione attiva, che ha lo scopo di mantenere le cose allo stato attuale. In genere il vaginismo è un disturbo cronico che non si risolve da solo e che richiede un trattamento specialistico per ottenerne la remissione.

Bibliografia:

  • Friedman L.J., 1962, Virgin Wives, Tavistock Publications, Londra.
  • Graziottin A., 2005, Il dolore segreto – Le cause e le terapie del dolore femminile durante i rapporti sessuali, Mondadori, Milano
  • Simonelli C., (a cura di) 2007, L’approccio Integrato in sessuologia clinica, Franco Angeli, Milano.

Commenti

Una risposta a “VAGINISMO: quando la paura blocca il sesso”
  1. paolo zucconi scrive:

    solitamente la valutazione clinica e consegunete cura di un diagnosticato vaginismo sono di pertinenza del sessuologo clinico, meglio se specializzato in psicoterapia.
    IN FRIULI la valutazione e la terapia di orientamento cognitivo comportamentale al vaginismo si può fare anche a udine presso l’ambulatorio del dr Zucconi. L’alternativa, comunque meno costosa è Il manuale pratico del benessere (Ipertesto editore)

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