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Troppo caldo: non ho voglia di lavorare!

Cos'è il burn-out lavorativo?
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3470571342

Con l’arrivo dell’estate, la sensazione di stanchezza legata al lavoro aumenta.

Echeggiano pensieri e parole come: “fa troppo caldo: non ho voglia di lavorare!”

Ad essere maggiormente esposti a questo rischio sono coloro che svolgono le cosidette helping profession (professioni di aiuto). Rientrano in questa categoria le professioni che prevedono il contatto diretto con un’utenza che vive un bisogno, una necessità e che tendenzialmente si avvicina al lavoratore con un elevato tasso di stress.  Quali sono le helping profession?

  • infermieri
  • medici
  • assistenti sociali
  • insegnanti
  • polizia-carabinieri
  • psicologi
  • volontari

Portando l’attenzione alle manifestazioni ed ai sintomi stressogeni legati al lavoro, intorno agli anni ’70, è stato definito un fenomeno: il burn-out lavorativo. Il burn-out è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce il lavoratore quando questo non riesce a gestire in maniera adeguata i carichi eccessivi di stress connessi al proprio lavoro. Le helping profession sono maggiormente a rischio di sviluppo del burn-out poiché frequentemente il loro lavoro è ostacolato da fattori contingenti come carenze strutturali/organizzative, sovraccarico di funzioni etc… Ne consegue che, nonostante un impegno costante nel proprio lavoro, tali difficoltà non permettono di fornire l’aiuto richiesto dall’utente. Queste difficoltà sono fonte diretta di stress e disagio.

Letteralmente burn-out significa: scoppiato, bruciato, usurato. La traduzione letterale, seppur molto forte, ben descrive la sensazione che accompagna il lavoratore quando vive il burn-out. Quali sono i sintomi del burn-out?

  • nervosismo e irrequietezza manifestati all’interno del contesto lavorativo
  • disagi somatici (mal di testa, disturbi gastrointestinali, disturbi del sonno)
  • apatia lavorativa
  • de-motivazione che genera scarso impegno
Si può iniziare ad osservare un vero e proprio allontanamento ed un rifiuto del lavoro. A volte si hanno risposte comportamentali negative e sgarbate nei confronti di coloro che richiedono o ricevono la prestazione professionale, il servizio o la cura.

Nel tempo è stato osservato che sono esposti a sviluppare sintomi di burn-out non solo le helping profession ma anche altre professioni.

Dai dati di letteratura emerge che nel determinare il burn-out entrano in gioco diversi fattori:

  1. fattori individuali
  2. fattori socio-ambientali
  3. fattori lavorativi
  4. fattori socio-organizzativi (che includono le aspettative connesse al ruolo, le relazioni interpersonali, le caratteristiche dell’ambiente di lavoro, l’organizzazione stessa del lavoro).

In questo periodo si osserva un picco di crescita relativo alla diffusione del burn-out, dovuto al diffondersi della precarietà lavorativa.  La precarietà lavorativa espone infatti ad un costante stato di indefinibilità e oscillazione che porta il lavoratore a sentirsi sotto pressione.

Cosa può fare il lavoratore quando si scontra con il burn-out?

Quando un lavoratore si accorge di attraversare un momento di forte stress lavorativo dovrà per prima cosa cercare di capire qual è o quali sono i fattori che maggiormente incidono sul malessere.

Il burn-out non va interpretato come una malattia dalla quale non si guarisce. Come sempre, quando sviluppiamo un sintomo, questo rappresenta per noi un segnale. É molto importante per il proprio benessere, in questo caso per il proprio benessere lavorativo ricordarsi che la presenza di queste reazioni ci può aiutare a capire cosa ci crea disagio.

Cosa potrebbero comunicare i sintomi del burn-out?

  • un sovraccaricato di lavoro
  • richieste che sono fuori dalle proprie competenze
  • influenze sulla propria vita privata.

Cosa si può fare in queste situazioni? L’organizzazione dovrà mettere in opera delle azioni preventive e di sostegno che favoriscano il lavoratore nel mantenere alto il proprio livello di motivazione. Azioni preventive dirette al benessere del lavoratore sono al contempo azioni che permettono all’organizzazione di avere dei dipendenti motivati e più efficaci.

Al contempo il lavoratore dovrà monitorare le proprie sensazioni per iniziare ad ascoltare e capire do cosa in questo momento dovrà prendersi cura.

Lo stress è entrato ormai a far parte della vita quotidiana. L’uomo è chiamato ad imparare a riconoscerlo e gestirlo. Lo stress però a volte può essere visto come una normale risposta fisiologica agli eventi di vita.

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