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Stress!?… non portarlo in vacanza!

Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3297220788

In questi giorni il caldo eccessivo e la stanchezza accumulata in un anno di lavoro ci portano inevitabilmente a desiderare di staccare la spina e fuggire dalla solita routine a caccia di relax, divertimento, nuovi incontri, viaggi e vita all’aria aperta… L’obiettivo che dobbiamo porci è di non portarci lo stress in vacanza!

Eppure potremmo essere sorpresi, navigando in internet, di quanti articoli dai titoli poco confortanti ci parlano degli effetti non proprio positivi delle nostre agogniate vacanze:

  • Stress da vacanza
  • ansia da pre-vacanza
  • Post-Vacation Blues
  • stress da rientro…

E allora ci assale il dubbio che forse neppure le ferie possono rinfrancarci dalla fatica di questi giorni. Possibile che anche in vacanza sia tanto difficile riposarsi e rilassarsi? A quanto pare si!

Alcuni studi riportano che la vacanza può essere fonte di stress. Sembrerebbe che per coloro che soffrono di questa sindrome, il momento della vacanza tenda a trasformarsi; da l’essere un momento dedicato al riposo e al recupero delle proprie energie diviene un’impresa faticosa, dominata da irritazione, delusione e frustrazione.

A volte il pensiero stesso di andare in vacanza genera ansia e stress. L’organizzazione della vacanza mette molti a dura prova, anche solo per decidere la meta, pianificare il viaggio, mediando tra le proprie esigenze, quelle dei compagni di viaggio, e le tante possibilità offerte.

L’altra faccia dello stress da vacanza è la sindrome da rientro o Post Vacation Blues, che colpisce quanti vivono con disagio l’idea di adattarsi nuovamente al consueto stile di vita.

Quali possono essere le cause di questo fenomeno?

  1. LA VACANZA COME CAMBIAMENTO REPENTINO – le vacanze costituiscono un cambiamento repentino delle nostre abitudini e dei nostri ritmi di vita. Catapultarci improvvisamente in un contesto nuovo e ricco di stimoli e sollecitazioni a cui non siamo abituati. Dobbiamo ricordare che anche i cambiamenti positivi richiedono una forma di adattamento e quindi ci sottopongono ad uno stress.
  2. LA VACANZA COME UNICA FONTE DI RIPOSO. Spesso, le vacanze estive costituiscono l’unica fonte di riposo con l’aspettativa che due settimane l’anno possano garantire un efficace recupero della stanchezza, dello stress e delle tensioni accumulate accumulata nell’arco di un anno. Il rischio è quello di rimanere delusi e di rendere maggiormente stressante il dover gestire qualche imprevisto che dovesse disturbare il nostro soggiorno.
  3. LA VACANZA RICCA DI IMPEGNI. Dobbiamo poi considerare il rischio di trasformare le ferie in un un tour de force programmando ogni attività nei minimi dettagli per non lasciar spazio alla noia e vivere appieno ogni momento del soggiorno. In questi casi spesso, si tralasciano i momenti di riposo rischiando di sovraccaricare il corpo e tornare al lavoro più stanchi di quando si è partiti.

Questo fenomeno porta con se almeno una riflessione: siamo davvero più rilassati lontano dalle nostre vite quotidiane? È necessario fare qualcosa di straordinario per riposarci e recuperare le energie perdute?

In una vignetta pubblicata su un sito un affannato ed esausto Paperino si sfoga “ho bisogno di sei mesi di vacanza! Almeno due volte l’anno”… ma siamo sicuri che in questo modo riusciremmo a stare veramente meglio?

Forse la soluzione potrebbe essere un’altra: imparare a rilassarci ogni giorno. Ma come?

Innanzi tutto, imparando a concedersi dei momenti di relax senza aspettare situazioni particolari e fuori dall’ordinario. Pensando all’agenda piena di impegni vi sembra impossibili trovare un po’ di tempo da dedicare a voi stessi?

Provate iniziando anche solo per 5 minuti al giorno a fare qualcosa per voi, prestando attenzione alle cose che vi fanno stare bene. Potrebbe sembrare poco, ma tanto basta per imparare che prendervi cura di voi stessi non è frutto del caso o delle circostanze ma è un atto volontario e consapevole.

Il secondo passo è capire cosa vi aiuta a rilassarvi. Chiedetevi quali sono le cose vi gratificano e vi danno una carica positiva, di cosa nutrite il vostro benessere?

CONSIGLIO PRATICO: Potrebbe essere utile fare una lista delle cose divertenti e piacevoli da fare al termine del lavoro o quando vi prendete una pausa nell’arco della giornata.

A volte, però, anche le attività più interessanti possono diventare pesanti e noiose, se fatte in modo ripetitivo: l’abitudine può impedirci di vivere appieno ciò che ci circonda, lasciando spazio alla noia e all’insoddisfazione. Scegliamo di fare le cose in modo consapevole e non per abitudine, ci aiuterà a riscoprire la ricchezza in ciò che ci circonda e a trovare stimoli nuovi nella nostra vita. Non è necessario stravolgere il nostro stile di vita, ma semplicemente provare a cambiare qualche piccola abitudine e prestare attenzione a ciò che fin’ora ci era sembrato scontato.

In questo modo impareremo anche a capire cos’è che ci rende soddisfatti e appagati, e non ci fa vivere situazioni di stress, noia o apatia. È una condizione che viene definita “stato di flusso” e si raggiunge quando svolgiamo dei compiti stimolanti e piacevoli, all’altezza delle nostre capacità, ne troppo difficili, ne troppo facili. Quando siamo nello stato di flusso abbiamo la sensazione di essere completamente concentrati e coinvolti in ciò che facciamo, la percezione del tempo scompare e le preoccupazioni o le tensioni non ci toccano

Un aspetto importante dello stato di “flusso” è la motivazione della persona, che agisce per il puro piacere di svolgere quell’attività e non per ciò che può ottenere. Possiamo quindi vivere in uno stato di flusso quando facciamo qualcosa che ci coinvolge profondamente, e sorprendentemente questo avviene più frequentemente mentre lavoriamo che nel tempo libero.

Quali considerazioni possiamo trarre? Forse la chiave per non portare lo stress in vacanza è essere in “vacanza” ogni giorno dell’anno… comodamente seduti nel proprio salotto.

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