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Stress da traffico: che fare?

Stress da traffico: che fare?
Il dott. Edoardo Ercoli è Psicologo e riceve a Roma Edoardo Ercoli Roma (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere
Cell.: 3929211479

Circa 90 minuti al giorno corrispondenti a 15 giorni l’anno è la stima approssimativa del tempo trascorso nel traffico cittadino dagli automobilisti che vivono in grandi città quali Roma, Milano, Napoli, Palermo e via dicendo. I numeri salgono ulteriormente se ci si riferisce ai pendolari che usano la macchina o a particolari professioni quali i tassisti, i trasportatori e via dicendo.

Trovarsi in un ingorgo stradale, bloccati da altre vetture, senza riuscire a vedere neppure la fine della coda può facilmente generare, sia livello conscio che inconscio, vissuti di impotenza legati a sensazioni di perdita:

  • del controllo
  • dell’autonomia
  • della possibilità di “fuga”.

E’ doveroso sottolineare che le reazioni sono sempre soggettive e generate non tanto dall’evento in sé quanto dalla percezione individuale che si ha dell’evento. Detto in altri termini, ognuno di noi reagisce non all’evento oggettivo ma alla rilettura soggettiva che fa di quell’evento. Ad esempio, trovarsi nel traffico senza una particolare urgenza temporale, magari con un amico che non vedevamo da tempo può generare una reazione molto diversa rispetto a quella generata dal trovarsi nella stessa situazione di traffico da soli e con un appuntamento importante al quale temiamo di arrivare in ritardo.

La rilettura soggettiva di un evento è generata da una grande molteplicità di fattori alcuni legati alla logica e alla dimensione della consapevolezza, altri alla personalità e alla dimensione emotiva, altri al momento specifico di vita della persona e via dicendo.

Rispetto alla eterogeneità delle risposte e delle reazioni soggettive, è stato evidenziato da diverse ricerche che l’esposizione al traffico è di per sé un evento con un’alta potenzialità stressogena per l’individuo.

Tra queste un’importante ricerca promossa dalla ICM Research britannica condotta su 10000 automobilisti di 11 paesi europei, tra cui 1000 italiani, ha evidenziato che dopo circa 20 minuti di esposizione ad una situazione di traffico intenso i livelli di cortisolo, conosciuto anche come l’ormone dello stress, aumentano in modo esponenziale in modo particolare negli uomini.

Con il proseguire dell’esposizione al traffico si modificano diversi parametri fisiologici (aumento della pressione, aumento del ritmo respiratorio, del battito cardiaco) e il corpo sembra predisporsi per quella che generalmente viene definita come  reazione di attacco o fuga. In altre parole è come se ci si predisponesse, in modo inconscio, ad affrontare un pericolo.

Fermo restando la soggettività individuale, tendenzialmente la reazione fisiologica generata dall’esposizione al traffico genera reazioni differenti negli uomini e nelle donne:

  • gli uomini seguono maggiormente la via dell’attacco rileggendo i suddetti cambiamenti fisiologici sotto forma di rabbia
  • le donne invece seguono prevalentemente la via della fuga rileggendoli sotto forma di paura.

Pur nella loro diversità entrambe le reazioni, se non gestite, possono essere pericolose e degenerare in condotte lesive o auto lesive. La rabbia, ad esempio, può sfociare in manifestazioni e condotte aggressive; la paura può generare uno stato ansioso e, nel peggiore dei casi, un vero e proprio attacco di panico.

E dunque che fare per gestire lo stress da traffico?

In primo luogo è importante divenire consapevoli del fatto che il traffico espone ad una situazione di stress fisiologico che deve essere riconosciuta all’inizio del suo manifestarsi per poter essere poi “normalizzata”.
Rabbia e paura sono due emozioni e, in quanto tali, muovono energia in chi le prova.
Tale energia può essere canalizzata in modo consapevole per evitare che sfoci in azioni e reazioni disfunzionali e pericolose.

In linea generale al manifestarsi dei primi sintomi può essere utile permettere al corpo di scaricare l’energia in eccesso attraverso piccole azioni fisiche che, ovviamente, non violino le norme di sicurezza stradale: aprire e chiudere le mani, masticare un chewingum, tenere il ritmo con piccoli movimenti della testa e via dicendo. Non esiste un’azione universalmente valida, ognuno può trovare quella più funzionale a sé. L’obiettivo è scaricare fisicamente con piccole azioni innocue e agite consapevolmente l’adrenalina in modo da evitare che aumenti d’intensità e possa sfociare in azioni dannose.

Ma anche la psiche può essere di grande aiuto:  in tal senso risulta utile impegnare la mente distraendola dall’evento percepito come stressante e concentrando l’attenzione su altro, possibilmente qualcosa di piacevole.

Ascoltare una musica che ci piace, seguire una trasmissione radiofonica di nostro interesse sono esempi di azioni che possono spostare l’attenzione dal traffico riducendone così il potere stressogeno.

Anche in tal caso è importante sottolineare che “l’azione distraente” non deve portarci ad infrangere le norme di sicurezza stradale e non deve impattare sulla concentrazione necessaria per guidare in modo prudente.

Qualcuno consiglia di ascoltare audiolibri, audio corsi o leggere o impegnare la mente nella pianificazione della giornata: personalmente ritengo queste azioni abbastanza rischiose e potenzialmente controproducenti. Queste o azioni simile che richiedono un particolare impegno e una concentrazione attiva possono essere un buon distrattore quando si è costretti a rimanere fermi per lungo tempo nel proprio abitacolo ma, anche in tale caso, il rischio che diventino controproducenti è in agguato. Infatti, quando si è fermi in una fila, la soglia di attenzione rispetto alla performance della guida tende ad abbassarsi e impegnarsi in un’attività che assorbe in modo intenso può rendere troppo o troppo poco reattivi. Immaginiamo ad esempio di essere fermi in una fila interminabile e di distrarci dal traffico leggendo un libro: se la lettura ci coinvolge particolarmente sarà facile che il suono di un clacson ci induca automaticamente a ripartire senza aver prima constatato l’effettiva possibilità di avanzamento.

L’invito quindi è quello del buon senso:  benissimo distrarre la mente dal traffico ma sempre con la giusta attenzione!

Un fattore che aiuta a scaricare l’adrenalina e, contemporaneamente, a distrarre la mente dal traffico sembra essere quello relazionale: sempre con il dovuto rispetto delle norme stradali (uso di viva voce o auricolare nel caso di comunicazione telefonica) è funzionale parlare con un interlocutore purché lo scambio sia piacevole e non emotivamente intenso.

Esistono poi tutta una serie di esercizi di natura psico-corporea utili a gestire lo stress da traffico di questi parleremo nella seconda parte dell’articolo.

Guarda l’intervento del Dott. Ercoli al TG2 insieme (dal minuto 09:30)

http://www.tg2.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-69e8e39c-1747-4b19-be46-e26cfabff7b6-tg2.html#p=0

Buona visione…

Commenti

8 Resposte a “Stress da traffico: che fare?”
  1. Fabio Colasanti ha detto:

    Articolo molto interessante. Lo stress da traffico non va sottovalutato. Secondo me se non si impara a gestirlo, a lungo andare potrebbe esserci il rischio di ammalarsi.
    Mi capita quasi quotidianamente di passare due o tre ore nel traffico.
    Di solito cerco di gestire la frustrazione ascoltando musica, ma mi accorgo che a volte non è sufficiente.
    Proverò a distrarre la mente in sicurezza come suggerito, magari facendo qualche telefonata in più ad amici e parenti.
    A volte, quando possibile, anche cercare dei percorsi alternativi può essere un modo stimolante e “divertente” per non cadere vittima dello stress.

  2. Fab Max ha detto:

    Davvero interessante l’argomento!!! E complimenti per l’intervento al TG2!!! 🙂

  3. Fabrizio Palumbo ha detto:

    Ottimo articolo! Pochi minuti per leggerlo, tanti preziosi consigli, tanto nervosismo in meno!!! 😉

  4. Stefania Amira ha detto:

    Articolo molto interessante! Oggi a Roma sciopero dei mezzi pubblici,caos e tanto traffico!…messo in pratica i consigli…risultato? Arrivata a destinazione con meno stress! Grazie 🙂

  5. Maestra Barbara ha detto:

    Mi sono perfettamente ritrovata nella descrizione dello stress da traffico. Alcune volte si prova un senso di impotanza e di forte ansia. Da domani proverò gli ottimi consigli dati, grazie! 😉

  6. Gaia Magnosi ha detto:

    Interessante e attuale, non c’è che dire!
    il traffico è una realtà con cui fare i conti a prescindere da che si viva a Roma, Milano, ma anche Tokyo, Londra etc.. e viverlo consapevolmente è sicuramente d aiuto!

  7. Rocco Sabia ha detto:

    Articolo molto interessante, come affrontare una bella fetta del nostro tempo!!!

  8. paolo zucconi ha detto:

    si può combattere lo stress non solo con attività fisica all’aria aperta ma anche seguendo uno stile di vita esemplato ne Il manuale pratico del benessere (ipertesto editore) dall'”Ottagono del benessere”: consigli, prescrizioni, esercizi guidati in un percoso personale di auto-aiuto da farsi a casa propria. Verificando poi i propri successi grazie a test psicologici presenti nel saggio di psicologia popolare, oggi tra i più venduti in Italia e patrocinato dal club UNESCO?

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