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Stress cronico: il corpo risponde

A hand squeezing a stress ball
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3923186851
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Come risponde il nostro corpo allo stress?

Molte persone giungono da me afflitte non solo da un disagio psicologico, ma lamentando anche dolori fisici che si manifestano in modo diverso, colpendo vari distretti corporei.  In questo caso il paziente, che si è già sottoposto ad una serie di esami clinici da cui non è emersa alcuna causa organica, presenta alla mia attenzione un forte stato ansioso, che cresce in misura direttamente proporzionale alla convinzione di vivere in un corpo malato, che avrà bisogno di nuove e continue indagini cliniche.

Sussiste spesso la tendenza a percepire il proprio corpo fisico come entità a sé stante, slegato da una mente con cui invece è fortemente connesso e da cui riceve continuamente messaggi, che ci ostiniamo a non considerare importanti.

Che cos’è lo Stress e cosa succede se si insedia nel nostro spazio vitale?

Lo stress svolge un ruolo importante: per i nostri antenati vivere sotto stress era funzionale ai fini della sopravvivenza e lo stato di costante allerta aiutava questi uomini a prevedere la minaccia ed a motivarsi per difendere la propria incolumità.  Col passare dei secoli non è cambiato nulla: se il corpo percepisce il pericolo, si attiva nella modalità attacco o fuga, o può decidere di immobilizzarsi.

Qual è il processo che coinvolge il cervello quando siamo stressati?

Quando la persona impatta con un evento importante si attiva una catena di eventi: l’amigdala, l’area del nostro cervello che processa le emozioni, invia ai nostri sensi alcune informazioni; se tali informazioni vengono interpretate come pericolo o minaccia, il segnale viene inviato alla “torre di comando” del cervello, chiamato ipotalamo.  Quest’ultimo si mette allora in contatto col resto del nostro corpo attraverso il sistema nervoso ed i suoi abilissimi “piloti”: il sistema nervoso simpatico aziona la risposta attacco o fuga, mentre il sistema nervoso parasimpatico aziona la risposta stai in sosta, che consente al corpo di poter mantenersi in condizione di quiete e calma quando non sussiste alcun pericolo. Quando l’ipotalamo riceve dall’amigdala un segnale di allarme, lo invia alle ghiandole surrenali ed attiva così il sistema nervoso simpatico; tali ghiandole producono adrenalina, che induce il cuore a battere più velocemente, pulsando più sangue nei nostri muscoli e negli organi; anche il nostro respiro può diventare più veloce ed i nostri sensi più acuti, mentre il nostro corpo riverserà zucchero nel flusso sanguigno, caricando di energia ogni sua parte.

L’ipotalamo provvede inoltre ad attivare una rete efficientissima chiamata HPA (asse ipotalamo-ipofisi-surrene); queste aree rilasceranno una maggiore quantità di ormoni, come il cortisolo, che attraverso la circolazione sanguigna, raggiungono gli organi-bersaglio e facilitano l’utilizzo di energie in caso si presentino situazioni potenzialmente pericolose.

Siamo dunque in presenza del rilascio di sostanze chimiche nel nostro organismo; vediamone insieme gli effetti, considerando il fattore temporale: il nostro corpo si avvale dello stress per attivarsi e tutelare la persona che si trova in una situazione di pericolo immediato; se siamo in presenza di un’emergenza, il corpo va sotto stress, e quando il pericolo è passato anche il corpo torna in uno stato di rilassamento. Se invece il corpo permane in condizione di costante allerta siamo in presenza di uno stress cronico: un corpo che rimane in tensione per un lungo periodo di tempo può innescare altre reazioni da parte del corpo stesso e promuovere una serie di disturbi correlati allo stress.

Cosa accadde al sistema muscolo-scheletrico: i nostri muscoli si contraggono e si rilassano quando l’evento stressogeno è passato; se invece permangono in uno stato di contrazione è possibile che si sviluppino mal di testa ed emicrania, ed altre tipologie di dolore cronico.

 Cosa accade al sistema respiratorio: un respiro che diventa via via più forte ed affannoso può causare un’iperventilazione (aumento della frequenza degli atti respiratori in condizioni di riposo, per cui la quota di anidride carbonica eliminata col respiro supera quella prodotta dall’organismo, con conseguente aumento della concentrazione di ossigeno nel sangue); in alcuni casi si possono presentare ansia ed attacchi di panico. Uno stress prolungato può accentuare alcuni preesistenti problemi respiratori, come l’asma, la bronchite cronica e l’enfisema.

 Cosa accade al sistema cardio-vascolare: il cuore batte più forte e più veloce facendo sì che i vasi si dilatino, pulsando una maggior quantità di sangue nei muscoli principali e facendo crescere la pressione sanguigna. Nel lungo periodo un battito cardiaco molto elevato, la pressione sanguigna e gli ormoni dello stress incrementano la possibilità di sviluppare problemi cardiaci ed ipertensione, e può incidere sui livelli di colesterolo e causare infiammazione al sistema circolatorio.

 Cosa accade al sistema gastrointestinale: il nostro sistema gastrointestinale è composto da milioni di neuroni che comunicano con il nostro cervello; ce ne accorgiamo quando abbiamo la sensazione di “sentire le farfalle nello stomaco”. Lo stress può influenzare la comunicazione stomaco-cervello e generare una serie di problematiche quali dolore e gonfiore addominale, nonché determinare la modificazione di quei milioni di batteri che abitano il sistema gastro-intestinale e che non solo presiedono alla sua salute, ma influenzano il cervello ed il tono dell’umore.

Cosa accade al sistema immunitario: i glucocorticoidi, come il cortisolo, sono importanti regolatori del sistema immunitario e riducono l’infiammazione; questi meccanismi funzionano perfettamente quando il corpo reagisce ad uno stress momentaneo attivando gradualmente il sistema immunitario; se siamo in presenza di stress cronico si interrompe la corretta comunicazione tra sistema immunitario e l’asse HPA di cui abbiamo parlato, ciò può determinare lo sviluppo di varie problematiche a livello fisico e mentale, come affaticamento cronico, disordini a livello metabolico (diabete ed obesità), depressione.

Possiamo concludere ricordando che è essenziale saper riconoscere la necessità di confrontarsi con un professionista della salute mentale che possa aiutare la persona ad identificare il disagio ed i motivi che generano lo stress che affligge la vita quotidiana e che possa facilitare la ricerca di modalità più adeguate per incrementare la salute mentale, così strettamente legata al benessere del nostro corpo fisico.

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