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Stealthing, un abuso mascherato

stealthing
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Dipendenze, Sessualità
Cell.: 3804739760

Lo stealthing, dall’inglese traducibile in “farlo di nascosto”, è una pratica in cui l’uomo, durante il rapporto sessuale, sfila il preservativo di nascosto alla propria partner.

Una ricerca di Alexandra Brodsly, per il National Women’s Law Center pubblicata nel 2017, evidenzia come questo comportamento sia più diffuso di quanto si pensi (sia in ambiente eterosessuale che omosessuale). Il termine stealthing è stato coniato in Gran Bretagna  nei primi anni duemila, quando questo tipo di pratica  conquistò, negativamente, una certa ribalta mediatica. Nel paese anglosassone divenne un problema a tal punto da essere riconosciuto legalmente, in poco tempo, come un vero e proprio abuso sessuale. Considerazione che verrà poi fatta da altri paesi europei.

Purtroppo, negli ultimi anni, anche l’Italia non è stata risparmiata dalla diffusione di questo tipo di comportamento.

Perché si attua lo stealthing?

Statisticamente sono più gli uomini a metterlo in pratica rispetto alle donne (anche se esistono esempi in cui è la partner a cercare di danneggiare il preservativo di nascosto, ma sono più rari). Perché lo fanno? Ovviamente non esiste una risposta diretta e univoca a questa domanda. Secondo le ricerche effettuate le motivazioni principali sembrano essere due.

La ricerca di un maggiore piacere. Statisticamente agli uomini non piace molto l’utilizzo del preservativo, considerato come un ostacolo nel provare sensazioni più piacevoli. Lo stealthing, dunque, diventa un comportamento attraverso il quale ottenere un piacere più appagante dal rapporto sessuale.

Il secondo motivo, invece, è una dinamica di potere che si mette in atto con l’altro. Attraverso lo stealthing si aggira il consenso dell’altra persona, sperimentando la sensazione di violare qualcosa, mettendo in atto un comportamento che spesso viene sottovalutato. Dalle persone che hanno ammesso questo tipo d’ azione emerge raramente un senso di colpa. Riconoscono di essere stati scorretti e aver fatto qualcosa che, in qualche modo, ha invaso i confini dell’altro, ma tendono a sminuirlo etichettandolo come un comportamento tutto sommato normale e poco rischioso.

Entrambe queste motivazioni derivano da distorsioni cognitive piuttosto diffuse. Il preservativo, considerato nemico del piacere, è spesso una semplice questione di abitudine e può rivelarsi uno strumento divertente, come un gioco, da usare con il proprio partner. Inoltre ne esistono tipologie diversissime che hanno come caratteristica quella di aumentare il piacere stesso e le sensazioni legate al sesso.

La seconda problematica riguarda il sottovalutare un comportamento che può portare a conseguenze anche molto gravi, come gravidanze indesiderate e l’esposizione al rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Il preservativo resta il miglior metodo contraccettivo per difendersi dal contagio di eventuali malattie sessuali.

Cosa fare? La zona grigia di chi lo subisce

Come abbiamo visto lo stealthing è un comportamento violento classificabile come un vero e proprio abuso, atto a ledere la libertà dell’altro. Purtroppo, però, viene spesso sottovalutato, non solo da chi lo mette in atto ma anche da chi lo subisce. La “vittima”, non appena si accorge di quello che è accaduto, riconosce la sensazione di essere stata violata, prova disagio e malessere. A questo, però, si accompagnano spesso sentimenti di vergogna, paura di deludere l’altro o di apparire troppo rigida/o. In poche parole chi subisce lo stealthing tende a soffocare la rabbia relativa all’atto subito sminuendolo insieme al partner, pur riconoscendo di aver subito qualcosa di estremamente spiacevole.

Ricordiamo che il consenso non è un optional. Lo stealthing è un atto che va riconosciuto e condannato per quello che è, ovvero un comportamento abusante. il sesso necessita di regole che vanno condivise e soprattutto rispettate; non bisogna scendere a compromessi, per vergogna o per far contento l’altro, che possano mettere a rischio la nostra salute. Dobbiamo rispettare il nostro corpo, che ci appartiene e sul quale solo noi abbiamo totale libero arbitrio. Dobbiamo ricercare il nostro benessere, riconoscendo i nostri confini, mostrandoli agli altri e allontanando chi cerca di violarli egoisticamente. Non dobbiamo aver paura di riconoscere di aver sbagliato o di esserci fatti ingannare, tiriamo fuori le nostre sensazioni e diamo voce a quello che sentiamo dentro, trasformando quello che proviamo in strumenti che possano proteggerci.

Ricordiamo che un no è sempre un no, senza eccezioni.

Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.- Dalai Lama -

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