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Dipendenza affettiva

Stalking: cosa fare?

stalking
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli
Cell.: 3937877581

Con la legge del 2009, che riconosce lo stalking come un comportamento perseguibile per legge,  anche in Italia abbiamo iniziato a sentir parlare di questa problematica, ma cos’è davvero lo stalking?

Per “stalking” si intendono comportamenti di minaccia e persecuzione ripetuti nel tempo diretti verso una persona (spesso l’ex partner) con l’intento di infondere timore ed esercitare potere e controllo.

Le condotte di stalking, pur essendo innocue ed evitabili, se prese singolarmente, configurano invece una gravissima invasione della sfera personale della vittima, che si trova costretta a cambiare abitudini, recapito telefonico, lavoro, talvolta anche domicilio e vivere un’esistenza sempre condizionata dalla presenza del molestatore

…non ti lascerò mai… in pace.

Si attua con:

  • Comunicazioni indesiderate, rivolte anche a familiari/amici/colleghi (sms, telefonate, email, lettere).
  • Contatti indesiderati, mirati ad avvicinare la vittima (pedinamenti, appostamenti, recarsi negli stessi luoghi frequentati dalla vittima o svolgere le stesse attività)
  • Comportamenti associati, (far recapitare cibo o oggetti a casa della vittima anche a tarda notte, cancellazione di servizi quali la carta di credito, l’elettricità o la fornitura di gas).

Le condotte di stalking assumono nel tempo un carattere ossessivo, che suscita paura e comparsa di sintomi psicosomatici e relazionali nelle vittime, nei loro familiari e conoscenti.

i sintomi più comuni sono:

Nel 2002 è stato creato l’osservatorio nazionale stalking (ONS) con lo scopo di :

  • Rilevare l’incidenza sulla popolazione italiana
  • Monitorare tutti i casi individuati
  • Sensibilizzare, informare e formare gli operatori socio-sanitari e della sicurezza
  • Raccogliere dati e divulgare ricerche scientifiche
  • Creare una rete di collaborazione nazionale e internazionale
  • Offrire con il centro d’ascolto e di orientamento, sostegno psicologico e legale alle vittime, ai loro familiari e agli operatori

Il primo studio epidemiologco sullo Stalking è stato condotto dall’ONS tra il 2001 e il 2007. la ricerca è stata effettuata su 16 regioni italiane somministrando 9.600 questionari

I risultati:

  • 20% della popolazione monitorata è stata vittima di stalking
  • 80% delle vittime è di sesso femminile
  • 90% degli autori sono partner o ex partner
  • 70% soffre di disturbi psicosomatici o relazionali come conseguenza dello stalking
  • 17% delle vittime ha sporto denuncia

Le molestie vengono agite:

  • 55% circa nelle relazione di coppia
  • 25% circa tra condomini
  • 15% sul posto di lavoro
  • 5% circa in famiglia, tra figli, fratelli e genitori.

Come difendersi dallo stalking

Le strategie per difendersi sono molte ma non adatte a tutte le situazioni. La vittima dovrà individuare gli strumenti più idonei alla propria situazione.

Alla vittima viene consigliato di:

  • evitare tutti i contatti con lo stalker
  • cercare l’aiuto delle autorità
  • elaborare un piano di sicurezza(elaborare strategie per sentirsi al sicuro)
  • adottare misure preventive per tutelare la privacy e la sicurezza (rendere sicure porte e finestre, utilizzare una casella di posta privata, cambiare serrature)
  • elaborare il proprio vissuto con personale qualificato

Profili di Stalker

ex partner respinto

La maggioranza dei comportamenti assillanti viene messa in atto da partner o ex-partner di sesso maschile. In genere agiscono (in modo intrusivo) per recuperare il rapporto o per vendicarsi di essere stati lasciati.

stalker in cerca di intimità

Lo stalker può essere anche un conoscente, un collega, un estraneo che prende di mira la vittima al fine di stabilire una relazione sentimentale. Può essere molto insistente nei suoi approcci perchè pensa che la vittima cederà. Il rischio di violenza aumenta con il passare del tempo.

il corteggiatore inadeguato

Persona incapace di stabilire una relazione e incapace di accettare il rifiuto. Cambia bersaglio ogni volta che fallisce il tentativo di “corteggiamento”. Può diventare violento se la vittima oppone resistenza.

il rancoroso

Desidera vendicarsi e creare paura. Si percepisce come vittima che deve difendersi da presunti persecutori e per questo si sente giustificato nel proprio comportamento. La vittima viene scelta a caso come simbolo di tutte le persone che lo hanno vessato.

il predatore

Si prepara ad un’ aggressione sessuale nei confronti della vittima. Pensa alla vittima ossessivamente in termini sessuali.

Cosa differenzia lo stalking da un comportamento normale

  • Produce ansia e timore
  • Si protrae per lungo tempo (anche per anni)
  • Lo stalker non comprende che la vittima non è interessata a stabilire/riprendere una relazione

per saperne di più: www.stalking.it

numero verde nazionale: 06.44.24.65.73

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