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Il sogno lucido

Sogno lucido
Dott.ssa Simona Toto Fuorigrotta ()
Psicologo
Aree di Competenza:

L’articolo introduce alla conoscenza della fenomenologia dei sogni lucidi.

Tutti noi sogniamo, un sogno lucido invece non è esperienza di tutti.

Esso esiste nella cultura orientale e indiana da migliaia di anni, e ha iniziato ad interessare gli scienziati occidentali agli inizi del 900. Il termine “lucido” è stato coniato da Frederik van Eeden, psichiatra olandese e noto scrittore cui si deve la prima seria ricerca in questo campo, e sta ad indicare la lucidità mentale che caratterizza tale stato di coscienza all’interno del quale il sognatore in questione, detto onironauta, può con la pratica, esplorare e modificare a piacere il proprio sogno.

Prima di definire cosa sia un sogno lucido, è necessario però definire cosa sia un sogno.

I sogni costituiscono gli esiti rappresentazionali (mentali) di particolari stimolazioni bioelettrochimiche endogene sottocorticali (in particolare i potenziali ponto-genicolo-occipitali), che a partire dal tronco encefalico coinvolgono la corteccia visiva e i depositi mnestici delle aree associative ed elaborative da cui viene tratto il materiale rappresentato.  Questo processo avviene per lo più nella fase REM, in cui vi è una particolare attivazione corticale con tracciato elettroencefalografico simile a quello della veglia, aumento generale dell’attività metabolica del cervello, inibizione attiva del tono muscolare e una disattivazione temporale del meccanismo omeotermico. Quale sia la finalità di questa fase del sonno non ci è dato saperlo con certezza.

Tra le ipotesi più accreditate, c’è quella di Michel Jouvet, scienziato francese, considerato il massimo esponente al mondo di onirologia, il quale sostiene che esso sia il residuo di un momento necessario al processamento di informazioni filogeneticamente rilevanti destinate all’adattamento e alle strategie di sopravvivenza, un meccanismo avente lo scopo di proteggere le caratteristiche individuali di personalità e l’eredità psicologica dell’ego profondo.

Il sogno lucido invece ci fa entrare in un altro vissuto. E’un sogno sperimentato con la piena consapevolezza di stare sognando, anche se nell’effettiva condizione di sonno. Ciò sembra contraddittorio, per l’ineccepibile logica che ci porta a pensare che se si dorme non si è coscienti, se si sogna si dorme, quindi se si sogna non si è coscienti. Le premesse però del ragionamento non sono del tutto vere, perché la condizione del sonno in questi casi, non esclude completamente la condizione di coscienza. Infatti nel sogno lucido accade che una persona pur dormendo, sia cosciente, e pertanto è cosciente dell’unica cosa di cui può esserlo in quel momento, cioè di sognare.

Il sogno lucido è pertanto un sogno cosciente, e la “coscienza”implica almeno due aspetti: innanzitutto, l’aspetto fenomenico e funzionale connesso con le esperienze percettivo – sensoriali, con la loro focalizzazione selettiva e rappresentazione Questa attività cognitiva costruttiva accompagnata dal vissuto fenomenico di sentirsi immersi nella realtà sensoriale, implica l’intenzionalità, cioè la presenza di un oggetto di coscienza e la direzione su tale oggetto. Inoltre la coscienza implica l’esperienza di sé, nel senso di consapevolezza soggettiva.

Nel sogno lucido si crea una condizione molto simile a quella appena descritta, cosciente.

Sperimentare un sogno coscientemente significa essere coscienti “dell’oggetto del sogno”, cioè esserne in pieno contatto, e nello stesso tempo sapere che si sta vivendo un sogno e non la realtà .

Ciò che contraddistingue il sogno lucido è, dunque, l’aspetto metaprocedurale. Quando si sa di stare sognando, si può utilizzare la propria consapevolezza per creare il sogno che, in queste condizioni, non viene subito passivamente, né vissuto da spettatore: il sognatore diventa attore protagonista che vive in una scena nella quale può interagire in modo creativo.

F. Van Eeden, sostiene che nel sogno cosciente si ha la consapevolezza di possedere due corpi: il corpo fisico, addormentato e il corpo del sogno, attivo. Nel sogno lucido, la sensazione di avere un corpo con occhi, mani, una bocca che parla e agisce, è perfettamente chiara; ciò nondimeno, nello stesso tempo, noi sappiamo che il corpo fisico sta dormendo in una postura affatto differente. Il sogno lucido dunque mostra lo sdoppiamento del soggetto che vive un’esperienza particolare, profondamente assorbito in essa e allo stesso tempo la vive come una sorta di gioco dal quale sa che potrà risvegliarsi.

La possibilità di decisione e di azione offerta dalla consapevolezza di poter essere svegli dentro un vero sogno consente esperienze altrimenti impossibili, una sorta di realtà virtuale naturale. L’irrompere nel sogno di una coscienza riflessiva determina due cose: da un lato modifica il sogno stesso concorrendo alla costruzione di un impianto onirico in parte strutturalmente atipico, inoltre trasforma il rapporto tra sognatore e sogno.

Quali sono le caratteristiche di questi sogni? Un’intervista condotta su un campione di sognatori lucidi spontanei e abituali, ha posto in evidenza alcune caratteristiche comuni:

1. La consapevolezza del sogno è descritta come un fenomeno transitorio labile e incostante: si passa con frequenza da una situazione di lucidità in cui ci si sente dentro il sogno e fuori dal sogno, ad una situazione di non lucidità, in cui partecipa al sogno ma lo scambia per la realtà.

2. La durata dell’azione onirica sembra essere proporzionale alla durata della stessa azione se la si svolgesse realmente.

3. L’esperienza della propria immagine è caratterizzata da una certa difficoltà a vedere il proprio volto, si vedono da tergo o il volto è poco visibile e definito.

4. Le emozioni spiacevoli vengono evitate e quelle troppo intense provocherebbero il risveglio. Vengono invece evocate e costruite sensazioni che si accompagnano ad una certa eccitazione, un misto di inusualità, stupore, rischio, tensione.

Da alcune indagini svolte sotto forma di colloqui individuali, sono emerse caratteristiche personologiche comuni a questa tipologia di sognatori: un vivo interesse introspettivo, desiderio e curiosità di capire e conoscere se stessi, attenzione verso il mondo psicologico, alcuni tratti di introversione, locus of control interno e un certo orientamento intrapersonale.

Pur essendo ancora in atto ricerche sulla relazione tra storia personale, aspetti cognitivi e di personalità dei sognatori lucidi, si ha però la certezza che questi, al contrario di molti che non ricordano i loro sogni, possono durante il sonno estendere il campo della loro vita cosciente, raggiungendo momenti di sperimentazione e integrazione psicologica, grazie alla loro palestra onirica nella quale compiono processi di identificazione e distanziamento. La consapevolezza che si ottiene durante il sonno ha un impatto anche nella vita di veglia, come se la personalità del sognatore si fortificasse grazie alle azioni che può compiere, come se avesse una maggiore consapevolezza di poter agire sugli eventi e sulle interpretazioni delle situazioni di vita reale, come se si sentisse più padrone di cambiare la reazione alle situazioni della propria vita in base a come le vuole vivere..così i sogni lucidi diventano una palestra in cui ci si allena per sviluppare le proprie potenzialità e le proprie capacità decisionali.

Bibliografia e sitografia

Stephen La Berge, Sogni coscienti, Armenia editore

Fabrizio Speziale, Sogni lucidi, Edizioni Punto

http://www.humantrainer.com/articoli/tecniche-induzione-sogno-lucido.html

Gianluca Volarici, Risvegliare il potere psichico, Oscar Mondadori

Tart Charles T., Stati di coscienza, Edizioni Astrolabio

Hobson J. Allan,  La macchina dei sogni, Giunti editore

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