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Siii viaggiare…ma guidando con molta attenzione!

si viaggiare, sicurezza viaria
foto piccola Monica Valli Roma (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ben-essere, Dipendenze

Siamo ormai in pieno clima vacanziero e sempre più italiani si apprestano a spostarsi sulle autostrade per raggiungere le varie località turistiche. Mai come in questo periodo il tema della sicurezza stradale assume una particolare importanza.

Proprio in questi giorni l’ANIA (Fondazione per la Sicurezza Stradale) ha lanciato la campagna di comunicazione “Pensa a Guidare” volta a sensibilizzare sui pericoli della guida distratta, attraverso l’utilizzo di spot e manifesti. I video contengono scene abbastanza forti anche se assolutamente prive di immagini cruenti, dove tutto è lasciato all’immaginazione di chi vede o ascolta gli spot.

In Italia, la guida distratta è un problema tra i meno conosciuti e contrastati poiché difficilmente misurabile.
Spesso c’è la tendenza ad assumere un falso senso di sicurezza nell’abilità alla guida che spinge ad ignorare una parte delle evidenze relative alle situazioni di rischio effettive.
Nel 2008 sulle strade italiane si sono verificati oltre 3milioni e mezzo di incidenti e i 2/3 sono stati causati da errate condotte di guida: tra le attività più pericolose alla guida gli italiani indicano l’utilizzo del PC (90%), mangiare o bere (82%), fumare (60%), ma anche parlare con il cellulare (50%), digitare un SMS (76%) o comporre un numero telefonico (45%).

Emerge, inoltre, come soprattutto tra i giovani, le regole relative al codice stradale siano spesso percepite solo come fastidiosi ostacoli all’essere più veloci e all’arrivare prima.

Affinché un intervento preventivo nel settore della sicurezza stradale sia efficace, sono necessarie alcune caratteristiche di base:
essere tempestivo e costante;
accompagnare tutte le fasi di sviluppo dell’individuo;
essere specifico e indirizzato verso rischi effettivi.

E’ certamente importante fornire una corretta informazione sui rischi di incidenti stradali, dovuti ad esempio all’assunzione di sostanze, alcol e farmaci, al non utilizzo dei dispositivi di sicurezza o, appunto, alla distrazione ecc. Tuttavia risulta estremamente difficile modificare il comportamento dell’utente della strada con interventi di breve durata. E’ possibile, infatti, avere risultati costanti nel tempo solo se l’individuo ha sviluppato comportamenti adeguati alla sicurezza stradale e ne ha fatto “schemi comportamentali” in quelle fasi di strutturazione della personalità, come nella seconda infanzia e nella preadolescenza. E’, dunque, soprattutto a queste fasce di età che le azioni di educazione/informazione dovrebbero rivolgersi.

Fonti
– Anna De Santi, “La prevenzione dei comportamenti a rischio di incidente stradale”, in I dati socio-sanitari della sicurezza stradale, a cura di Franco Taggi e Gioia di Cristofaro Longo, Istituto Superiore di Sanità, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Roma, 2001, pp. 289-302
Fondazione ANIA – Associazione Nazionale Fra Le Imprese Assicuratrici
reppublica.it – Le migliori risorse e informazioni sul tema: Repubblica.

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