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Senso del dovere e/o piacere?

dovere-piacere
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3923186851
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Quando il senso di responsabilità lavora a favore della persona, e quando invece diviene il suo principale nemico, trasformandosi in doverizzazione?

Incontro Ambra che decide di iniziare un percorso psicologico perché non accetta che la propria fragilità possa interferire con gli obiettivi che si pone con scrupolosa cura e determinazione.

Che ruolo ha il senso del dovere sull’ equilibrio ed il benessere di Ambra?

Ambra è una studentessa universitaria di 29 anni. La sera lavora come cameriera in un ristorante per non gravare economicamente sui genitori; provvede alle faccende domestiche nonché alle esigenze dell’anziana nonna.

Ambra si siede davanti a me e mi mostra il suo libretto universitario: il corso di laurea in medicina è ormai al termine, i voti sono molto alti; Ambra guarda quel tripudio di successi, piange. Le chiedo: “perché piangi quando guardi il tuo libretto universitario?”.

Lei prende fiato. “Perché rappresenta il mio fallimento”.

Ambra ha saltato una sessione d’esame. Mi spiega che dopo la morte di suo nonno, il suo affetto più caro, non è riuscita più a studiare; tutte le sue energie sembravano essersi dissolte insieme all’assenza della persona amata. Ambra riprende: “Questa non sono io. Ho sempre fatto il mio dovere, ho sempre assolto i miei compiti, non è accettabile ciò che è successo!” Non è accettabile, Questa non sono io.

Queste frasi mi risuonano nella mente come una litania stonata. Ho di fronte a me una ragazza brillante il cui impegno è encomiabile, ma agli occhi di sé stessa è detestabile.

Il dovere è la stella polare a cui fa riferimento per orientarsi, per decidere in che direzione muoversi, quali mete raggiungere, quali obiettivi perseguire; per Ambra non è accettabile aver ceduto al dolore ed aver perso di vista i propri impegni, sente di aver fallito quando le sue emozioni hanno preso il sopravvento.

Quando il senso del dovere pervade la vita della persona in modo totalizzante, questa è portata a reprimere i propri bisogni, impulsi, passioni e desideri allo scopo di fare ciò che è giusto fare. Si parla in questo caso di doverizzazione, che comporta una estrema rigidità nel focalizzare la propria attenzione su una vita quotidiana strutturata all’insegna di compiti che devono essere eseguiti scrupolosamente, senza se e senza ma. Subentrano degli standard di comportamento dettati dal bisogno di prendersi cura degli altri e soddisfare le altrui necessità; le proprie emozioni e la ricerca del proprio piacere vengono recepiti come punti di debolezza e ben presto archiviati, seppelliti insieme ad un’anima che diviene indifferente a sé stessa.

Il nostro senso di responsabilità può costituire un valore a noi utile, o al contrario lavorare contro di noi ed ostacolare ciò che vorremmo realizzare nella nostra vita.

Essere responsabili è senza dubbio essenziale; ma diviene pericoloso aderire rigidamente al senso di responsabilità nel momento in cui questo diviene prioritario rispetto alle nostre esigenze ed agli obiettivi che vorremmo effettivamente raggiungere. Aderire ciecamente alle imposizioni della doverizzazione può impedirci di scoprire chi effettivamente siamo e che tipo di contributo e di esperienza vorremmo apportare nella nostra vita.

Ambra dice “io non sono questa”: sembra voler escludere dalla sua vita ogni altra possibilità che non sia aderente a ciò che è dover fare. La paura dell’ignoto la induce a rimanere sulla stessa strada, quella che è abituata a percorrere. Permanere nella stessa situazione significa però precluderci di provare qualcosa di nuovo, limitando il nostro potenziale ed i risultati che saremmo in grado di raggiungere.

La persona non dovrebbe mai trascurare di ascoltarsi, ascoltare cioè il proprio cuore, la propria mente, il proprio corpo e la propria anima. Riconoscere che il senso di responsabilità e del dovere sta fagocitando i nostri bisogni è importante, per poter fermarsi a riflettere e compiere un passo indietro, e decidere poi consapevolmente se vogliamo continuare a vivere in osservanza ad un copione che già conosciamo a memoria.

Quando invece il senso di responsabilità può lavorare a nostro favore?

Pianificare e progettare nuovi obiettivi per il futuro, ad esempio è un modo per consentirci di accogliere un cambiamento e di affrontare un nuovo viaggio. Prendere decisioni si rende spesso un compito difficile, poiché implica una scelta tra opzioni e possibilità diverse; il senso del dovere e di responsabilità verso le richieste, spesso perentorie, degli altri, può costringerci inconsapevolmente a percorrere una strada già nota, a seguire un percorso tracciato da altri.

È invece opportuno entrare in contatto con sé stessi, porsi delle domande ed ascoltare con attenzione le risposte:

  •  L’istinto è una delle voci che possiamo ascoltare: cosa intuiamo sia meglio fare?
  • Il corpo comunica potenti messaggi; cosa dice? Il nostro fisico non è in forma? Parla di stanchezza, di stress, di debolezza?
  • La mente produce pensieri; la nostra componente razionale richiede quella componente responsabile che ben conosciamo?
  • Le emozioni sono connesse ai nostri pensieri: quali sono le nostre emozioni rispetto ad un contesto, una situazione, un evento?

Ambra ha acquisito consapevolezza rispetto alla sua resistenza a far spazio all’ambito del piacere, in favore di quella potente doverizzazione che le nega la possibilità di pianificare azioni per lei buone. Con grande sforzo affronta il cambiamento e talvolta cede alla tentazione di sentirsi giusta ed irreprensibile;  a piccoli passi sta cercando però di ascoltare quell’ armonia tra il suo cuore, il suo corpo, la sua mente e le sue emozioni, riscoprendo mille nuovi scenari e possibilità di vita, e tanta aspetti di sé stessa per lungo tempo oscurati.

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