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Infanzia e Adolescenza

Selfie sui binari: quando crescere è pericoloso

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Dipendenze, Sessualità
Cell.: 3804739760

Gli ultimi fatti di cronaca hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica una moda pericolosa che sembrava essersi attenuata: i selfie sui binari del treno.

A Bologna, un agente della polizia ferroviaria, ha sorpreso dei ragazzini intenti a farsi dei selfie sui binari dell’alta velocità. Prontamente l’agente è riuscito ad avvertire la centrale fermando il treno che stava sopraggiungendo ed evitando una probabile tragedia.

Cosa c’è dietro questo comportamento?

Prima di tutto bisognerebbe parlare dell’età e del periodo evolutivo dei soggetti che si cimentano in questa sorta di prova estrema. Si tratta per lo più di ragazzi intorno ai quindici anni, appena entrati della fase adolescenziale della loro vita.  Sappiamo che durante questo periodo è fondamentale, per la persona, mettere alla prova i propri limiti, osare, trasgredire e sperimentare. Sono atteggiamenti che servono alla crescita dell’individuo che, iniziando ad affacciarsi al mondo adulto, è alla ricerca della sua identità, di capire cosa vuole diventare distaccandosi proprio dagli adulti che lo hanno guidato, per costruire un proprio “io” unico.

Altro aspetto da analizzare per comprendere questo fenomeno è l’influenza dei social e il loro utilizzo. Ormai il virtuale, soprattutto per le nuove generazioni, rappresenta un elemento imprescindibile nella vita quotidiana. Il social è diventato una vera e propria “piazza” dove incontrarsi per scambiarsi informazioni e condividere esperienze. I social modificano il linguaggio parlato, il modo di apprendere e, di conseguenza, influiscono sugli atteggiamenti e i comportamenti, soprattutto dei più giovani.

Tornando al discorso di prima, se tempo fa l’adolescente, per trasgredire, doveva esser visto da un adulto (genitori, professori etc…), ora è la “piazza social” quella dalla quale si vuol essere guardati e osservati. Un comportamento, per essere giudicato “fico” e audace, deve essere riconosciuto dalla comunità social. Il problema è che internet connette milioni di persone, quindi, per emergere, bisogna sempre alzare l’asticella delle proprie azioni, ricercare qualcosa che nessuno ha mai fatto oppure compiere imprese sempre più pericolose.

Cosa possiamo fare?

Un altro aspetto che caratterizza questi giovani è l’apparente assenza di concetto di “conseguenza”. Chi compie queste azioni sembra non aver la minima concezione delle potenziali conseguenze e del pericolo che si sta correndo, soprattutto commisurato all’azione stessa, ovvero quella di farsi una semplice foto. Questo tipo di assenza, credo, abbia molto a che fare sia con  i cambiamenti valoriali della nostra società, sempre più incentrata sull’importanza dell’immagine, dell’apparenza e del successo; dall’altra parte anche con le difficoltà che spesso i genitori si trovano ad affrontare nel comprendere i propri fig.

I gap generazionali, con la rapidità dell’evoluzione tecnologica, aumentano sempre di più e, di conseguenza, è sempre più difficile comunicare con i propri figli. Quello a cui bisogna prestare attenzione è l’importanza del ruolo genitoriale, come presenza, sia fisica che immaginifica. Bisogna fare un passo verso i nostri figli, sforzarci di capire il loro mondo e, quando non ci si riesce, farcelo spiegare con pazienza. Imparare il loro linguaggio, sempre nuovo e in aggiornamento, per migliorare la comunicazione e poter insegnare l’importanza della vita e la facilità con la quale si può cadere in pericoli e trappole evitabili. Guidarli senza giudicarli ed opprimerli.

Il genitore deve tornare ad essere la persona dalla quale l’adolescente vuole essere guardato mentre sbaglia, trasgredisce e cresce.

Tutti i bambini indossano un cartello con la scritta “Voglio essere importante!”. I problemi nascono quando nessuno legge questa scritta” – Dan Pursuit –

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