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Scuola

Se mio figlio non vuole andare in gita?

Perchè un ragazzo non vuole andare in gita?
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3470571342

La gita scolastica è anche chiamata gita d’istruzione, ossia un viaggio fatto durante l’anno scolastico con la classe e l’insegnante. Molti studenti, soprattutto quelli delle scuole medie e superiori aspettano con trepidazione ed eccitazione la gita; ma non sempre è cosi!

Le gite scolastiche possono durare un solo giorno come un’intera settimana.

Voglia di divertirsi, voglia di evadere, stare insieme ai propri pari lontano dalla famiglia. Eppure alcuni bambini e/o ragazzi non vogliono partire e lo possono manifestare o dicendolo apertamente e rigidamente chiudendo l’argomento oppure con sintomi ansiogeni (malesseri fisico che si accentua a pochi giorni dalla gita).

La voglia di sperimentarsi è sicuramente un anello centrale dello sviluppo ma proprio per questo rappresenta una prova da superare da non dare per scontata.

La gita scolastica è ad esempio un’occasione per sperimentare il confronto con la sessualità tenendo presente che si è più liberi ma con un adulto nelle vicinanze (l’insegnante).

Con cosa si sperimentano i ragazzi quando vanno in gita:

  • confronto con i pari
  • distacco dai genitori

Ma l’ansia per l’allontanamento dai genitori è vissuta solo dai bambini piccoli? Assolutamente no! 

I genitori rappresentano la base sicura di un figlio pertanto, come una barca che si allontana dalla riva, questo vive la sensazione di esplorare nuovi posti, ma potrà sperimentare ansia e al contempo eccitazione non conoscendo i dettagli della nuova meta (sarà altrettanto sicura?).

I bambini, possono agitarsi in caso di separazione dai genitori per la paura di rimanere soli ed essere abbandonati; un adolescente può non sentirsi pronto per fare un’esperienza di confronto diretto con i pari.

I genitori, come possono gestire le situazioni nelle quali si accorgono che il figlio non vuole partire? Imporre una decisione non è mai la strada vincente!

Aiutare il proprio figlio a dare significato a ciò che prova e ciò che sceglie sarà un buon modo per far si che si senta libero e accettato anche nel caso in cui non si senta pronto.

La gita può portare a galla eventuali screzi o disguidi tra i ragazzi nella dimensione amicale. Questo è un altro motivo per il quale la gita può favorire agitazione e disagio.

Un genitore ha gli strumenti per capire se il proprio figlio sta sviluppando un disturbo da ansia di separazione? Chiaramente una diagnosi è possibile solo attraverso l’intervento di un professionista. Ad ogni modo ricordiamo che una reazione di angoscia nel caso di allontanamento da un legame significativo ed importante è una reazione normale; è importante prestare attenzione a come si gestisce la fase successiva e quindi un successivo rassicurarsi placando l’angoscia.

Quale risorsa hanno i genitori?

  • il dialogo con la scuola
  • il dialogo con il proprio figlio.

La gita scolastica e la scelta dei propri figli di partecipare oppure no rappresenta un’occasione per poter andare oltre l’idea di come sono e cosa scelgono  “tutti i ragazzi” e capire meglio com’è, cosa pensa proprio: NOSTRO figlio.

Buon viaggio….

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