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Sculaccioni si sculaccioni no?

roberta-mattozzi-psicologo-roma Roberta Mattozzi Colleferro ()
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ansia e Depressione, Genitori e Figli
Cell.: 3342724735

La Repubblica 05-02-10: Troppi sculaccioni ai figli: “Cambiamo modo di punire”
Punizioni corporali: secondo una ricerca di Save the Children un quarto dei genitori le utilizza. La soluzione: una campagna di sensibilizzazione e l’introduzione del divieto alla violenza per legge.
ROMA – Fare i genitori è complicato. Per quanto riguarda l’educazione e il rispetto delle regole, si rischia di finire con l’essere troppo indulgenti, permissivi e tolleranti, fino a farsi mettere i piedi in testa, o a mal-educare i propri pargoli. All’opposto il ischio è di utilizzare metodi “antichi”, come le sculacciate o i ceffoni, che spesso causano nei genitori pentimento e senso di colpa.
Occorre trovare un compromesso. Ciò è possibile, mantenendo disciplina e autorevolezza anche attraverso sistemi educativi non violenti. La soluzione al dilemma la fornisce la nuova ricerca di Save the Children. Per essere dei buoni genitori: il dialogo prima di tutto. Per aiutare i genitori a “comportarsi” bene la Onlus avanza una proposta: una campagna di sensibilizzazione all’utilizzo di metodi educativi improntati sul dialogo e non sulla violenza. Se è vero che il 66% dei genitori si dichiara sensibile ad una campagna antischiaffo dove nel quesito si fa riferimento a non meglio precisate punizioni corporali, è vero anche che l’87% di mamme e papà, se si parla banalmente di sculacciate, risponde che “ogni tanto ci vogliono”.
? Andiamo a vedere nel dettaglio i dati dell’indagine realizzata da Save the children in collaborazione con Ipsos, presentata il 5 febbraio ad un convegno del Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia). Dal sondaggio effettuato su 600 genitori e 500 ragazzi, emerge che nell’educazione impartita ai figli, gli italiani dosano vari ingredienti:
· prevale l’affetto (37%)
· segue il dialogo (30%)
· quindi le regole (23%)
· infine i sistemi di punizione (10%).

Nel 59% dei casi i genitori di oggi si descrivono come meno severi rispetto ai propri, anche se affermano di apprezzare i valori trasmessi dai loro genitori. Un quarto delle famiglie italiane che dice di ricorre alle punizioni corporali per educare i propri figli, dallo schiaffo alla sculacciata. Dalla ricerca emerge che quelle considerate più efficaci sono spesso le punizioni “morali”: l’imposizione di una restrizione (nel 71% dei genitori), “sgridare i figli con decisione” (nel 32% dei genitori) e costringerli a svolgere delle attività non gradite” (21% degli intervistati).
Ma delle volte, anche le ritorsioni di questo tipo si rivelano insufficienti. Il 25% dei genitori italiani cede infatti alla tentazione delle punizioni corporali: sculacciate come metodi correttivi. Secondo Save the Children è considerata la “peggiore delle alternative”. In virtù della persistenza delle punizioni corporali in ambito familiare (benché minori rispetto al passato), la Onlus propone una campagna di sensibilizzazione che “opererà un cambiamento culturale”, con l’intento di “approdare ad una riforma normativa”.
Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, parla di “una legge in materia di punizioni corporali che permetterebbe all’Italia di fare un ulteriore passo avanti in materia di tutela dei minori”. Al 13% dei genitori questa legge non dispiacerebbe affatto e anzi la riterrebbe “fondamentale”. Tirando le somme e considerando l’insieme della popolazione italiana, il 36% dei genitori – riporta Save the Children – è pronto ad accogliere una legge del genere mentre il 26% direbbe di no: temendo applicazioni discrezionali e ambigue e un’intromissione dello Stato nell’intimità familiare.


PARERI DIFFERENTI

· Maria D’Alessio preside della facoltà di Psicologia de La Sapienza di Roma commenta così: “Punizione corporale non significa niente. Quello che fa la differenza è il piano della colpa. Una punizione è una punizione a prescindere. Tutto dipende da quanto e come colpisce il piano emotivo. Uno schiaffo inserito nel giusto contesto non fa niente di male. Bando alla violenza certo, ma senza esagerare. Le punizioni devono semplicemente essere proporzionate alla competenza e crescita del bambino. L’importante è evitare gli strascichi. Evitare che uno schiaffo sporadico faccia paura al piccolo.”
· La sculacciata rende i bambini irritabili e aggressivi.
Questo il pensiero di Edwige Antier, pediatra e deputato dell’Ump, il partito del presidente Nicolas Sarcozy. La famosa pediatra, che aveva già pubblicato un libro sull’argomento, alimentando il dibattito tra i pro e i contro sculacciata, ha presentato una proposta di legge al parlamento in cui mette nero su bianco l’intenzione di creare un nuovo reato nel codice civile, proprio come in Germania.
· Non tutti gli esperti condividono il pensiero della Antier. Lo psichiatra dell’infanzia Claude Allard osserva invece che “la sculacciata è sempre un fallimento dei genitori ma se è data in un momento di esasperazione non è detto che sia un trauma per il bambino”.
·
Dominique Marcilhacy, presidente dell’Unione famiglie francesi, dichiara “Un divieto assoluto non ha senso. I genitori devono poter decidere come educare i propri figli”.


Fonti:


La Repubblica.it – Homepage

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