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Scuola

Relazionarsi con gli adolescenti

Come relazionarsi con gli adolescenti
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli, Sessualità
Cell.: 3331146928

Dai numerosi studi e ricerche, effettuati nel mondo della scuola in questi ultimi anni, emerge con sempre maggior chiarezza l‘incidenza dello stile relazionale nei processi di insegnamento.

Si evidenzia infatti come la qualità della scuola non dipenda solo dall’efficienza organizzativa, dalla disponibilità di risorse economiche, dalla modernità degli strumenti didattici o delle materie proposte, ma soprattutto dalla qualità degli stili relazionali che gli insegnanti mettono in atto nella quotidianità della loro prassi professionale.

Se da un lato gli insegnanti sono sempre più consapevoli della centralità della relazione educativa, dall’altro lato però percepiscono il bisogno di rinnovarsi per poter essere incisivi; sempre più spesso riferiscono della fatica che trovano nell’entrare in relazione con i loro alunni e nell’instaurare con loro una comunicazione efficace.

Gli insegnanti, lo vediamo anche nella pratica clinica e gli adulti in generale, hanno difficoltà nell’ evolvere e rimettersi in gioco, andando a cercare attivamente nuove conoscenze e nuove modalità di lavoro, nuove modalità di essere e stare-con, non si aggiornano e si adeguano più, restando vicini a vecchi modelli che ormai sono superati perché, lo sappiamo, il mondo evolve molto velocemente.

Parola chiave:

riqualificare, riqualificarsi, aggiornarsi… entrare nel mondo dei giovani per conoscerli veramente.

Alla base vi è la convinzione che non può esserci contrapposizione tra ruolo e persona, in quanto nella gestione della relazione educativa si richiede di intervenire sia con le risorse derivanti dalla padronanza delle tecniche e delle materie, sia mettendo in gioco la propria personalità. Ma fino in fondo!

Come relazionarsi con gli alunni adolescenti?

Avere chiarezza e consapevolezza di chi si è, porterà a comunicare più efficacemente, con un messaggio più limpido e vicino al vero, che sarà sentito anche dall’alunno come più genuino…

Usare il proprio potere significa saper far uso dell’autorevolezza, del fascino di trasportare e condurre (sedurre, secum-ducere) portare con sé. L’insegnante ha la possibilità di affascinare i suoi allievi, di usare il suo potere in senso positivo e poter trasmettere all’altro, non è fatto né di autorità e minaccia, basandosi quindi sulla paura, né sulla volontà di cambiare e plagiare l’altro secondo propri dettami, né essere solo di mero supporto, andando oltre, aiutando l’altro a migliorarsi e crescere.

Purtroppo tutte le definizioni di adolescenza che sentiamo dai media sono tutte di stampo negativo e sono ben radicate e presenti anche nella gente comune.

Quello su cui chiedo di riflettere e fare maggiore attenzione è al fatto che siano definizioni prese dalle generalizzazioni che a volte si fanno, dai timori e dalle ansie degli adulti, che a ben vedere, hanno dimenticato completamente la loro adolescenza, l’hanno rimossa, e portano avanti solo giudizi più freddi e distaccati, ma si tratta solo di questo, appunto, di:

  • “giudizi”
  • interpretazioni dei comportamenti degli adolescenti che si appiccicano da fuori come etichette.

Ma saranno tutte vere? Saranno veramente tutti così gli adolescenti?

Non sanno fare progetti, non hanno sogni, ideali… alcuni insegnanti dicono e affermano, per fortuna, che nulla è più falso di questo! Quindi perché queste incongruenze?

Si pensa agli adolescenti solo con un’ottica di invidia? di ansia perché giudicati inconcludenti? perché hanno troppi sogni e progetti di cui noi adulti non intravediamo la concretezza e l’applicabilità?

Gli adolescenti hanno già da sé la capacità di appassionarsi alle cose, ma devono poterlo fare da soli, senza essere necessariamente guidati in maniera esplicita, passo per passo, seguendoli e correggendo il tiro ogni 2 minuti; lui ha già dei modelli a cui attenersi, da voler imitare, che sono sempre ideali di relazione; ciò che conta maggiormente a mio avviso è la coerenza nei comportamenti, non lunghi e noiosi discorsi da cui l’adolescente fugge, ma solo esempi concreti dal mondo degli adulti, che siano ancora capaci di affascinare anche silenziosamente.

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