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Quanto tempo dedicate al piacere?

Conosciamo la nostra dimensione del piacere?
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3297220788

Se è vero che la primavera è una stagione di rinascita, di sole, di colori e profumi intensi, di attività all’aria aperta, è anche vero che per molti comporta un periodo di adattamento a nuovi ritmi che genera spossatezza, malessere, difficoltà a concentrarsi, o a dormire. Per affrontare al meglio questo passaggio alla bella stagione è importante dedicare un po’ di tempo e di attenzione a se stessi per scaricare la tensione e recuperare energia fisica e mentale.

Non lasciamo che il malessere e la negatività generino un atteggiamento passivo che finisca con lo spegnere ogni entusiasmo. Invece di lamentarci proviamo a prenderci cura di noi stessi. 

In che modo?
Non dobbiamo mai sottovalutare il potere rigenerante e defaticante insito nel vivere a contatto con la nostra dimensione del piacere, per affrontare con più entusiasmo e con maggiore carica vitale anche le situazioni che ora vi sembrano troppo faticose ed insormontabili.
Ma cosa intendiamo quando parliamo di piacere?
Probabilmente ognuno di noi ha la sua idea di cosa è il piacere e di cosa è piacevole per sé:

  • sessualità
  • piaceri della tavola
  • ascolto di buona musica
  • passeggiata al sole
  • etc. 

È importante esplorare questa dimensione del piacere e avere chiaro quali sono gli elementi che contribuiscono al nostro piacere, altrimenti difficilmente potremmo ricorrervi nei momenti di difficoltà, o per prepararci ad affrontare la nostra giornata.

Per capire quali sono gli ingredienti della propria dimensione del piacere proviamo a chiederci cosa ci fa sentire bene. Lowen ci fa notare come il piacere sia associato con l’idea di “buono” o di “bene”. Le sensazioni piacevoli ci fanno sentire bene, il cibo che ci dà piacere ha un gusto buono, e un libro piacevole da leggere viene considerato un buon libro.

Quindi la chiave del piacere è una soddisfazione edonistica dei sensi? Sicuramente aprirsi agli stimoli sensoriali che provengono dall’esterno e vivere in armonia con i nostri sensi (il gusto del cibo, il suono della musica, il contatto con gli altri, il sesso, i profumi, la vista del bello) può migliorare il nostro stato d’animo, regalarci momenti di benessere e di felicità.

Ma non diamo per scontata la capacità di ascoltare le proprie sensazioni piacevoli.

A volte è necessario recuperare il contatto con le nostre sensazioni recuperando il contatto con:

  1. corpo
  2. emozioni
  3. parte più creativa. 

Pensiamo i bambini che giocano, disegnano o ballano. Lo fanno per il puro piacere di farlo, la loro gioia e soddisfazione è legata a quel momento, senza nessun fine. Sentirsi liberi di esprimersi permette loro di essere pienamente coinvolti e soddisfatti di quel che stanno facendo. Da adulti questa dimensione viene meno. Il piacere stesso viene inseguito con fatica e, nel momento stesso in cui lo raggiungiamo, lo perdiamo. Più che un obiettivo da raggiungere, dovremmo pensarlo come un’esperienza quotidiana.

Il piacere diviene così un’espressione creativa di sé, una spinta vitale fondamentale, una vera e propria fonte di salute.

Penserete che non è facile, che proprio non ne avete le forze o il tempo.
Spesso dedichiamo buona parte del nostro tempo in ciò che devo… al lavoro, alla casa, agli amici, o per la famiglia o per il compagno. Sicuramente ognuna delle attività che vi sono venute in mente a riguardo sono utili e importanti, ma se queste attività vi lasciano stanchi, se alla fine della giornata sentite un senso di malessere, fate le cose contro voglia, o vi sentite irritabili e stressati chiediamoci anche quanto tempo dedichiamo a ciò che invece mi piace, a ciò che mi fa stare bene e ricarica le mie energie.
Chiediamoci se possiamo trovare il tempo prenderci cura di noi. Dedicare del tempo alla nostra dimensione del piacere non è sicuramente facile, ma se ci diciamo che è impossibile, non facciamo altro che sabotare la nostra possibilità di stare bene. Prenderci cura di noi stessi è una scelta che mettiamo in atto consapevolmente ogni giorno. Educarsi alla cura di sé significa anche allenarsi a prestare attenzione ogni giorno a questo aspetto e dare il giusto rilievo a tutto quello che innalza il mio livello di benessere.

Proviamo con un piccolo esperimento: l’orologio del piacere.

La nostra vita è regolata dal tempo, la sveglia la mattina, la pausa pranzo spesso scandita dalle esigenze del lavoro, un’ora in palestra, il timer per la cena; proviamo ad utilizzare anche un orologio “paradossale”. L’orologio del piacere. Chiedetevi: quanto tempo posso o voglio dedicare ad un’attività che contribuisce al mio benessere?

  1. 1 ora
  2. 30 minuti
  3. 5 minuti

Programmiamo il tempo del nostro piacere!

Scegliamo il luogo adatto, il momento della giornata, consideriamo le fonti di disturbo e come arginarle, e poi.. via con il timer. L’unica regola è che quel tempo non deve essere interrotto da elementi esterni… pensate a cosa succederebbe se interrompeste prima del tempo la cottura dell’arrosto!

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