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Emozioni

Quanto è difficile perdonare?

Si può perdonare?
Roberta Michelotto Roberta Michelotto Villatora di Saonara (PD)
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347 1243081

Perdonare è un gesto intimo, profondo, puramente personale. L’atto consapevole del perdonare è solo per se stessi. Perdonare è molto difficile, non tutti ne sono capaci.

Riuscire ad accettare un dispiacere che non si è riusciti ad evitare, provare a lasciarlo scorrere via, vuol dire essere capaci di impedire che sentimenti di vendetta o di rancore ci rovinino la vita.

Quando si è vittima di un’offesa più o meno grave, ci si sente subito smarriti, indifesi, impotenti e si vivono emozioni fortemente negative come il rancore, la delusione, la frustrazione, la rabbia. Emozioni che vengono vissute in maniera più intensa quando chi reca l’offesa è una persona alla quale teniamo particolarmente: un amore, un compagno o una persona fidata.

In queste circostanze, fra vittima e offensore viene a crearsi un legame carico di tensione caratterizzato dall’odio che rischia di diventare un pensiero invadente nella quotidianità della persona offesa.

L’unico modo per liberarsi da un’emozione intensa e distruttiva come l’odio è perdonare.

Il perdono aiuta ad alleviare la sofferenza, a riguadagnare fiducia in se stessi e a ristabilire relazioni interrotte fra due persone, attraverso una rinegoziazione delle regole del rapporto.

Quando si perdona si riesce nel tempo a diminuire il risentimento, si eliminano i sentimenti di rabbia e di vendetta, e ci si sente finalmente più sollevati e liberi.

Se il nostro comportamento è guidato dall’odio e dal rancore per via di un torto subito, facciamo del male a noi stessi, perché perdiamo la gioia di vivere il quotidiano al quale si aggiunge il rischio di compromettere il nascere di nuove relazioni.

Quando a guidare i nostri pensieri sono sentimenti negativi in seguito ad un torto subito, rischiamo di:

  • pensare continuamente agli eventi che hanno caratterizzato l’offesa
  • assumere il ruolo di vittima
  • aumentare le esplosioni di rabbia non giustificate
  • sentirci sempre più incompresi
  • aumentare una qualsiasi forma di dipendenza, come alcol, fumo…
  • aumentare gli stati ansiogeni
  • pensare sempre più spesso in maniera negativa

Perdonare gli altri è importante tanto quanto riuscire a perdonare se stessi.

Il perdono può essere concesso, anche se non richiesto, può riguardare il presente ma anche il passato, può far riferimento a persone viventi o decedute.

Dal punto di vista cognitivo, riuscire a perdonare richiede molto tempo. Avviene dopo un processo mentale capace di far tacere il risentimento, la rabbia, il desiderio di vendetta o di punizione della persona che ha arrecato l’offesa. Il perdono quindi, rappresenta l’ultimo atto di questo percorso.

Dal punto di vista emotivo richiede un grande sforzo, perché vuol dire fare in modo che il ricordo non provochi più dolore.

Teniamo ben presente poi, che dimenticare non vuol dire perdonare. Perdonare non deve essere vissuto come un segno di debolezza, un non voler guardare la realtà.

Perdonare non vuol dire semplicemente lasciar scorrere l’offesa subita.

Per perdonare è fondamentale riuscire a mettersi nei panni dell’offensore, provando ad immaginare e a reinterpretare la realtà, guardandola da un’altra prospettiva. La cosa più difficile è proprio quella di provare a giustificare e comprendere quelle che possono essere state le motivazioni o le pulsioni delle quali possa essere stato a sua volta vittima chi ha offeso.

Solo se si riesce ad affrontare questa immensa fatica emotiva e cognitiva si è pronti per concedere il perdono. Dal punto di vista etimologico, perdonare significa proprio concedere un dono.

Più reputiamo l’offesa subita in maniera grave, intenzionale e se l’offensore non mostra alcun tipo di pentimento, concedere il perdono diventa un processo difficile e che richiede indubbiamente molto tempo.

Ricordiamoci inoltre che se riusciamo a perdonare lo facciamo per noi stessi e per il nostro benessere, non deve essere fatto per l’altro.

Un’utile riflessione, infine, può essere quella di pensare alle volte che noi abbiamo ferito gli altri e su quelle persone che sono riuscite a perdonarci. Se ricordiamo come ci siamo sentiti, può esserci d’aiuto per capire la posizione della persona che ci ha ferito.

Se c’è l’intenzione di perdonare, prima o poi si riuscirà nell’intento, non bisogna avere fretta.

Commenti

2 Resposte a “Quanto è difficile perdonare?”
  1. alessia corona scrive:

    Il perdono, l’unico modo di liberarsi del rancore: è ciò che spiegano praticamente tutte le ricerche di psicologia…: ad esempio: http://happily.it/liberarsi-dal-rancore-in-10-mosse/

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