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Sessualità

Quando parlare di sessualità ai figli

Psicologo
Aree di Competenza: Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3517236198

L’adolescenza è quel particolare e delicato periodo di vita che va dai 12 ai 17 anni  durante il quale i giovani diventano consapevoli della loro sessualità. E’ l’età in cui si scopre il sesso con tutti i dubbi ed interrogativi ad esso connessi.

Nonostante l’adolescente nutra dubbi rispetto a questo tema, tendenzialmente preferisce raccogliere maggiori informazioni confrontandosi con gli amici o ricorrendo ad internet, piuttosto che discuterne con i genitori per vergogna e per il bisogno di mantenere la propria privacy.

Il risultato è che molto spesso raccolgono tutta una serie di informazioni erronee rispetto ad una sessualità “sicura” che li portano a correre elevati rischi per la loro salute psicofisica. Il riuscire ad instaurare un dialogo aperto ed accogliente con il figlio, in rapporto alla sessualità, è un fattore di prevenzione primaria di fondamentale importanza, alla base della salute sessuale del giovane.

Delle volte il genitore aspetta il momento giusto per parlare al proprio figlio di sessualità, in quanto sulla base della propria esperienza personale,  ritiene che  la sua giovane età non lo esponga anora ad esperienze di questo tipo. In realtà, seguendo questo ragionamento, si corre il rischio che il giovane sperimenti il sesso senza avere chiare e precise informazioni.

Eurispes e Telefono Azzurro, infatti  hanno condotto un’indagine su un campione di 2.470 adolescenti italiani tra i 12 e i 19 anni che ha evidenziato come il 38,4% degli intervistati hanno avuto il primo rapporto completo tra i 14 e 15 anni, mentre l’11,7% ancora prima tra gli 11 ed i 13 anni. Nonostante la sessualità abbia un ruolo fondamentale nella vita dell’adolescente in realtà questa, fa parte della natura umana sin dai suoi primi momenti di vita ed per questo motivo L’OSM (Organizzazione Mondiale della Sanità) propone una guida all’educazione sessuale per i giovani dai 0 ai 16 anni:

  • 0 a 4 anni: questa è l’ età de “la scoperta del corpo e dei genitali”. Il tatto è infatti il senso più utilizzato dai bambini in questa fascia di età per esplorare il loro corpo, compresi i loro organi sessuali. Questa è una fase molto importante e delicata, in quanto il bambino inizia a conoscere se stesso attraverso l’esplorazione.  Il bambino non  deve venir colpevolizzato o sgridato con frasi come “non si fa”, “smettila”……, in quanto lo porterebbe a pensare che quello che sta facendo è sbagliato, quando invece è parte del normale processo di crescita! Quello che può invece fare il genitore è aiutare il bambino a dare un nome alle varie parti del suo corpo.
  • 4 a 6 anni: secondo l’Osm questa è l’età ideale per iniziare a “parlare di questioni sessuali”. Il bambino crescendo esplorerà sempre di più l’ambiente circostante, si confronterà con ciò che non conosce che è diverso da lui. La sua curiosità e voglia di conoscere lo porterà a farci delle domande. “Come nascono i bambini?” E’ una delle domande classiche che vengono rivolte. Altre possono riguardare gli organi sessuali del bambino o delle sorelline o fratellini. Anche in questo caso è importante essere accoglienti verso dubbi e perplessità, vincere l’imbarazzo dando risposte semplici e chiare che sostengano il bambino nel processo di crescita e conoscenza di se stesso e del suo corpo! Queste domande nascono dal fatto che il bambino vive fenomeni nuovi che non può controllare e che non conosce. Il genitore, se in difficoltà, potrebbe aiutarsi  in questo compito educativo, attraverso l’uso di un libro illustrato di educazione sessuali per bambini che possa aiutarli a superare l’imbarazzo e rispondere con la giusta naturalezza alle domande poste dal bambino.
  • 6-9 anni: è questa l’età in cui si arriverà a parlare di vera e propria “educazione sessuale”! Il bambino/o bambina inizierà a sperimentare la masturbazione. Anche in questo caso non bisogna umiliare il bambino con frasi tipo “ Cosa stai facendo!” “Queste cose non si fanno!” In questo modo il bambino proverà vergogna e si sentirà in colpa per non essersi comportato ”bene” andando così ad inibire il suo comportamento evolutivo. Il genitore, può semplicemente spiegare che è normale ciò che sta facendo (messaggio implicito è “non devi vergognarti”) ma che è bene farlo quando si è soli lontani da occhi “indiscreti”! Questa inoltre è la fase che precede la pubertà, l’età dei cambiamenti fisici ed emotivi che possono recare turbamento al giovane. Proprio per questo motivo,  si dovranno iniziare a dare informazioni circa i  cambiamenti a cui andrà in contro il corpo durante la pubertà, per evitare che arrivino del tutto impreparati ad affrontare questi importanti e profondi cambiamenti. E’ bene dunque che si inizino a dare informazioni sulle mestruazioni ed eventuali polluzioni notturne. Questo è inoltre il periodo in cui iniziare a dare informazioni sull’identità sessuale e sull’orientamento sessuale, rimanendo sempre aperti al confronto ed al dialogo di fronti a paure o perplessità vissute dal giovane!
  • 9 anni, fino ai 12:  in base allo sviluppo raggiunto dal ragazzo/a si potranno iniziare a dare informazioni sui “rischi e conseguenze delle esperienze sessuali non protette”, ovvero le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate. Dal momento che oggi, attraverso l’uso di internet, i giovani possono accedere facilmente ad informazioni riguardanti la sessualità ( che nella maggior parte delle volte risultano essere false e legate alla pornografia)  sarebbe opportuno informarsi e supervisionare le fonti da cui provengono le sue informazioni per poter eventualmente colmare dubbi e lacune e fugare falsi miti. Questa è la fase della pubertà, la fase dei cambiamenti fisici, emotivi e sociali che molto spesso destabilizzano il giovane lasciandogli un senso di insicurezza e paura. E’ molto importante quindi sostenere il ragazzo anche da un punto di vista emotivo, accogliendo i suoi dubbi e le sue emozioni, facendogli capire che tutto ciò che prova e pensa è normale data la sua età, che ci siamo passati anche noi e che con il tempo tutto migliorerà!
  • 12 ai 16 anni: arrivati a questa fase è importante anche di parlare di sentimenti con il giovane adolescente, in quanto potrebbe  non avere gli “strumenti” necessari per affrontare questa nuova esperienza, quale è la sessualità, non tanto da un punto di vista pratico quanto affettivo. Con la sessualità, l’adolescente entra in relazione con un ragazzo/a  ed è importante trasmettergli il messaggio che la sessualità comprende molto di più del rapporto sessuale. Bisogna insegnare loro a rispettare l’altro all’interno di una relazione e a farsi rispettare dall’altro.  Sottolineare che ognuno di noi ha la facoltà, possibilità  di dire NO e quindi di rifiutare, non solo in risposta ad avance ma anche come limite sessuale impostato rispetto a determinate esperienze e/o situazioni. Aiutarli  quindi ad essere consapevoli dei propri valori e desideri. Dare informazioni dettagliate sui rischi a cui si può andare incontro praticando del sesso non sicuro e che metodi contraccettivi poter usare. Per facilitare questa ultima discussione, genitore e figlio potrebbero guardare insieme uno dei programmi trasmessi in televisione riguardanti tematiche importanti per  gli adolescenti che  darà  modo al genitore di mantenersi aggiornato, al passo con i tempi! Sarà più facile in questo modo per il genitore, trovare il pretesto da cui partire per creare un contatto con  il ragazzo, permettendogli così di avere tutti gli strumenti e le informazioni utili che gli consentano di vivere una sessualità responsabile non solo da un punto di vita fisico ma anche emotivo!

Per il genitore può non risultare facile affrontare il tema della sessualità con il figlio/a adolescente, un po’ per pudore e vergogna, un po’ perché può aver difficoltà ad accettare che il suo ”bambino” è ormai un giovane adulto pronto a vivere le sue esperienze. Non c’è dubbio che parlare di sessualità con i figli può rappresentare per il genitore uno dei compiti più difficili, ma così come abbiamo insegnato loro a camminare, parlare, scrivere e a comportarsi in un certo modo, si ha il dovere di educarli ad una sessualità più responsabile e consapevole.  Il non parlare della sessualità in famiglia o l’assumere un atteggiamento giudicante, può portare il giovane a pensare che sia un argomento tabù e che quindi deve essere tenuto nascosto ai genitori in quanto comportamento di cui doversi vergognare. Questo potrebbe portare l’adolescente ad assumere un atteggiamento di chiusura verso i genitori e ad affrontare da solo questa nuova esperienza e le eventuali difficoltà che incontra.

Quali sono i rischi a cui può andare in contro un adolescente che affronta la sessualità senza le adeguate informazioni?

La precocità con cui vengono vissute queste esperienze, associate ad una cattiva informazione, hanno come risultato che le malattie a trasmissione sessuale sono sempre più diffuse soprattutto tra i giovani di età compresa tra i 15-24 anni e 25-34 anni. L’Istat ha inoltre condotto uno studio sulla diffusione della gravidanza nella giovani adolescenti italiane, sotto i 19 anni, evidenziando come ci sia stato un aumento pari allo o,5% nell’arco di 12 mesi. Nel 2006, le adolescenti diventate madri sono state 9.525, arrivando a 9.583 nel 2007.  In Italia, il 50% dei giovani , quando fa sesso non usa né il profilattico né altri metodi contraccettivi. Per di più, è stato evidenziato come il 40 % dei giovani tra i 13 ed i 17 anni non sappia cosa significhi la parola “contraccettivo” e lo comprende solo quando si parla di preservativo. Inoltre la maturità psicologica non sempre coincide con quella fisica, ed il rischio è che l’adolescente viva questa esperienza precocemente, senza essere in grado di elaborarla anche da un punto di vista emotivo e psicologico, oltre che fisico.

Solo attraverso una adeguata educazione sessuale, l’adolescente può godere di una salute sessuale:

 “La salute sessuale è uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale relativo alla sessualità; non consiste nella semplice assenza di malattie, disfunzioni o infermità. La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali come pure la possibilità di fare esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizione, discriminazione e violenza. Per raggiungere e mantenere la salute sessuale, i diritti sessuali di ogni essere umano devono essere rispettati, protetti e soddisfatti .”

(Organizzazione Mondiale della Sanità, 2002)

Qual’è il messaggio che dovrebbe arrivare?

  • La sessualità non deve essere ridotta al rapporto sessuale in sè, in quanto include tutta una serie di aspetti emotivi e relazionale a cui bisogna prestare attenzione per poter vivere una sessualità soddisfacente e consapevole. Le emozioni sono importanti tanto quanto l’atto fisico in sé e la sessualità deve dunque poter essere vista dal giovane adolescente come uno scambio in cui si desidera ricevere e dare e non come una gara o una performance di cui vantarsi con gli amici.
  • La sessualità consapevole implica anche rispettare i propri tempi e propri valori, imparando a dire NO quando non ci si sente pronti a partecipare a questo scambio d’amore. Per questo è importante che il giovane conosca il suo corpo, cosa prova e cosa desidera rispetto alla sessualità e come affrontarla.
  • Sottolineare si l’importanza dell’uso del contraccettivo per prevenire le malattie a trasmissione sessuale, senza però creare un clima di terrore! La sessualità, infatti se responsabile e voluta e vissuta all’interno di relazione d’amore, è un’  esperienza ancora più emozionante e piacevole da vivere.

Per poter proteggere, rispettare e soddisfare i propri diritti, il giovane deve conoscere il suo corpo, il suo funzionamento e  le conseguenze che potrebbero scaturire dalle sue azioni sia punto di vista fisico che emotivo.

Non si può impedire al figlio adolescente di avere rapporti sessuali ma si può educarli ad un sesso più sicuro, nel rispetto di se stesso e dell’altro. Dal momento che parlare di sessualità potrebbe imbarazzare entrambi le parti, iniziare a parlarne fin da quando i figli sono molto giovani permetterà di creare con il tempo il giusto dialogo, fondato sull’ascolto e sull’accettazione che  consentirà al giovane di vivere la sessualità  non come un aspetto di cui vergognarsi ma come componente naturale  della sua vita di cui  prendersi cura!

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