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neo-Mamme & neo-Papà

Quando nasce un papà

Psicologo
Aree di Competenza: Ben-essere, Dipendenze, Sessualità
Cell.: 392/9292955

Quando nasce un bambino e si diventa genitori, nasce una mamma ma nello stesso tempo nasce anche un papà.

La percezione emotiva della paternità si costruisce in tempi molto più ristretti rispetto alla maternità: mentre la donna infatti, durante la gestazione, ha la possibilità di vivere in prima persona sia i cambiamenti fisici che emotivi indotti dalla gravidanza, per l’uomo i vissuti sono tendenzialmente indiretti e ricevuti dai racconti della partner, almeno fino a quando nasce il bambino.

 E’ molto importante che il papà avvii la relazione con il proprio piccolo già durante la gravidanza, favorendo e consolidando la costruzione della triade madre-padre-bambino.

Per i genitori l’arrivo di un figlio rappresenta senza dubbio un momento di grandissima felicità, di festa e di gioia, ma può essere anche un momento di forte stress e stanchezza a cui la coppia è sottoposta. È vero che tendenzialmente chi ha più bisogno di riposo e di tempo per accudire il piccolo è la mamma, ma questo non vuol dire che il papà sia esente da responsabilità ed oneri per i quali la sua presenza costante non è solo consigliata, ma anche indispensabile.

Concepire, avere ed educare un figlio comporta una ridefinizione ed una fortificazione della coppia genitoriale. La nascita e la gestione del bambino è compito sia della mamma che del papà, in termini diversi ma altrettanto importanti. I padri devono entrare a pieno titolo nell’educazione dei figli fin da quando sono piccolissimi, stando vicino alla partner, aiutandola nelle cose concrete, interagendo con il figlio.

 E’, inoltre, concretamente accertato che il partner che assiste la neomamma nei suoi bisogni fisiologici e psicoaffettivi favorisce da una parte l’accostarsi dell’uomo all’accudimento del bambino, dall’altra promuove lo straordinario e delicato compito di traghettare la vita di coppia verso la vita familiare, senza che la coppia stessa ne risenta bruscamente.

I papà hanno un ruolo fondamentale nella vita familiare al momento della nascita, non solo come concreto aiuto per le mamme nelle funzioni principali che riguardano il nascituro, ma anche in tutte le funzioni e le incombenze che la mamma non può fare (come per esempio badare ad altri figli ed alla casa) partecipando in modo attivo alla formazione del nuovo nucleo familiare.

 Come si impara ad essere papà oggi?

 La difficoltà dell’uomo moderno nel suo essere padre può essere l’assenza o la scarsa presenza di un valido modello paterno. Questo perché i padri delle precedenti generazioni si sono comportati diversamente, secondo gli schemi e le abitudini del loro tempo.

Si può affermare che i papà di oggi imparano a fare i papà in maniera molto più esplicita che in passato, confrontandosi con tre tipi di relazione:

  • la prima è una relazione che riguarda il rapporto tra generazioni di padri, cioè il rapporto del nuovo padre con il padre che ha avuto e con l’esperienza che ha avuto come figlio;
  • la seconda è il rapporto con l’altro sesso, sia nella dimensione della relazione con la partner, sia nella dimensione del rapporto con la madre. C’è un riconoscimento dell’autorevolezza femminile, dell’importanza della competenza relazionale che molti padri riconoscono e che in parte cercano di far propri (per esempio l’attenzione all’altro, la capacità di ascolto e l’empatia);
  • la terza è il rapporto con i propri figli, non c’è più una gerarchia rigida (la dimensione relazionale fra padre e i figlio, non è più verticale ma orizzontale), c’è un modello molto più complesso in cui anche i padri imparano qualcosa dai figli.

I papà di oggi avvertono poco ripetibile il modello passato e si impegnano, al contrario,  ad investire in un rapporto papà-figlio alimentato dall’energia dell’uomo che si sente, si  riconosce e vuole essere padre come prima non era mai accaduto.

Vi lascio con un breve testo sul “mestiere del padre” e con un video divertente sulla preparazione all’essere padre 

La cosa più difficile, forse, nel fare bene il mestiere di
padre, sta proprio nell’ accogliere, fare spazio, alla
figura paterna dentro di sé e nella propria vita. E
quindi, innanzitutto, nell’ accettarsi come figli,
tranquillamente grati di ciò che dai nostri padri
abbiamo ricevuto. Pronti a perdonare ciò che non
hanno saputo o potuto darci.

(C. Risè, 2009, Il mestiere di Padre)

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