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Coppia

Quando l’amore è corrisposto: parte 2

Nicoletta Remiddi Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3931272992

L’amore è l’espressione più bella e intensa che si possa sperimentare nella vita: è un sentimento potente che regala emozioni forti e che ci porta a desiderare la vicinanza e la presenza dell’altro. Questo è l’amore, quando è corrisposto.

Quando, diversamente, l’amore si esprime con atteggiamenti di disinteresse o con comportamenti incomprensibili, veicola un messaggio chiaro e inequivocabile, che dice :«Non mi piaci abbastanza!».

Questo è l’amore, quando non è corrisposto. Quando, nelle relazioni sentimentali, si sperimenta il rifiuto, il dolore emotivo che ne scaturisce  può interferire negativamente con il benessere psicologico e avere ripercussioni sulle emozioni, sui pensieri e sui comportamenti.

 Quali sono le REAZIONI più comuni al rifiuto e quali le RISPOSTE per reagire.

Le REAZIONI più comuni al rifiuto sono:

  • La rabbia: la rabbia è una delle reazioni più comuni al rifiuto che si manifesta in maniera automatica;
  • Il senso di colpa: solitamente la reazione più comune dopo la rabbia e la perdita di controllo è il senso di colpa. Dopo aver riflettuto su quanto successo, invece di assumerci solo la parte di responsabilità che ci compete, ci sentiamo in colpa per quanto accaduto e ci puniamo per gli errori che, non sempre realisticamente, ci attribuiamo;
  • L’ossessione: in alcuni casi il rifiuto può causare una vera e propria ossessione. Un’ossessione malsana che ci porta a desiderare ardentemente ciò che ci è stato negato, trasformandolo in una fissazione;
  • Minore lucidità mentale: il rifiuto non ci permette di essere mentalmente lucidi e abbassa temporaneamente il nostro quoziente intellettivo. Uno studio ha dimostrato come basti chiedere a degli individui di ricordare una recente esperienza di rifiuto e sottoporli successivamente a dei test d’intelligenza, per ottenere punteggi significativamente inferiori, in particolare per quanto concerne la memoria a breve termine e le abilità di decision making.

Quando qualcuno ci rifiuta, ci sta respingendo, ci sta escludendo e ci sta dicendo chiaramente che non ci vuole e questo, innegabilmente, è fonte di sofferenza. Il rifiuto è una ferita dell’anima molto dolorosa, che destabilizza il nostro “bisogno di appartenenza e che viene percepita come un attacco diretto al nostro “io”, in grado di influenzare l’autostima e di veicolare sentimenti di colpa e inadeguatezza. Il rifiuto ci porta a dubitare del nostro valore e a mettere in discussione molti altri risultati che abbiamo raggiunto nella vita, questo rende più difficile reagire.

Il rifiuto mina l’equilibrio emotivo e, spesso, viene vissuto come un momento di crisi personale.

Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo davanti ad un rifiuto: le reazioni non sono legate tanto all’evento in se, quanto alla percezione che ciascuno ne ha, alle aspettative collegate e all’importanza che se ne attribuisce.

Per affrontare e gestire in maniera funzionale un rifiuto è necessario modificare alcune convinzioni e trovare le RISPOSTE giuste per reagire.

  • Parla bene di te stesso. Il rifiuto innesca sentimenti negativi che inducono a pensare di “Non essere abbastanza”; abbastanza buoni, abbastanza capaci o meritevoli di attenzione e/o di amore.

Non valiamo meno se qualcuno ci respinge e, soprattutto, il rifiuto non è indice dei nostri limiti. Una risposta giusta per reagire è imparare a parlare bene di se stessi e a non sottostimarsi.

  • Non prenderla sul personale. Uno degli errori di giudizio più frequenti è quello di assumere il rifiuto come un affronto personale. È importante tenere a mente che non veniamo rifiutati come persone, perché chi ci sta respingendo non ci conosce. Una risposta giusta per reagire è evitare di interiorizzare o personalizzare.
  • Cerca conforto. Riavvicinarci a coloro che ci amano, ci accettano, con cui sentiamo forte affinità e che apprezziamo, ci permette di lenire il dolore emotivo provato.
  • Concediti tempo. Il rifiuto è un dolore e, come tale, va elaborato.

È giusto quindi prendersi del tempo per lasciare asciugare la ferita e riflettere su quanto successo, ma non è giusto lasciare che quella ferita ci impedisca di proseguire. Non permettiamo che il dolore emotivo ci lasci sospesi in un momento passato. Per affrontare le ferite causate dal rifiuto in modo efficace dobbiamo affrontare nel tempo ciascuna delle nostre difficoltà psicologiche: lenire il nostro dolore emotivo, ridurre la nostra rabbia e aggressività, proteggere la nostra autostima e stabilizzare il nostro bisogno di appartenenza.

Una seconda risposta giusta per reagire è imparare a guardare all’amore con occhi chiari, semplici e senza illusioni. A guardare con nitidezza le cose come sono e non aggrapparci a scuse o giustificazioni, provando a considerare che il nostro lieto fine, a volte, consiste, semplicemente, nell’accettare e nell’andare avanti.

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