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Sonno e riposo

Il sonno è comunemente definito come uno stato di riposo dell’organismo contrapposto alla veglia, durante il quale i processi di coscienza sono modificati e l’organismo recupera energia.
Tale definizione appare però incompleta in quanto, c’è da aggiungere che benché il sonno sia rappresentato da un apparente stato di quiete, durante questo stato avvengono complessi cambiamenti a livello celebrale che non possono essere spiegati solo come un semplice stato di riposo fisico e psichico, come la veglia. Il sonno, infatti, è un processo fisiologico attivo che coinvolge l’interazione di componenti multiple del sistema nervoso centrale e autonomo.(Ci sono alcune cellule celebrali che in alcune fasi del sonno hanno una attività 5-10 volte maggiore rispetto alla veglia).

I meccanismi del sonno sono regolati da una sorta di orologio biologico.
Il funzionamento di questo orologio corrisponde al ciclo  circadiano (dal latino circa diem = circa un giorno),  che regola attraverso l’azione di messaggeri chimici e nervosi,  i processi organici che avvengono ogni giorno nel nostro corpo (come ad esempio: la digestione, la minzione, l’evacuazione, la crescita e il ricambio cellulare).
Una regolare alternanza o ciclo di sonno e veglia fa si che il nostro orologio biologico influisca positivamente sulla produzione ormonale ottenendo una sufficiente condizione di vigilanza diurna e un soddisfacente riposo notturno.

È stato evidenziato che il sonno non è uguale per tutta la sua durata ma è caratterizzato dalla presenza di 2 fasi principali:

  • la fase non- REM
  • la fase REM detto anche “sonno paradosso”

Il termine REM deriva dal fatto che durante tale fase gli occhi si muovono con movimenti ritmici rapidi (dall’inglese rapid eye movements = movimenti oculari veloci). È in questa fase (che si verifica normalmente 4 o 5 volte per notte) che si sogna. Il termine sonno paradosso deriva proprio dal fatto che l’elevata attività celebrale e i rapidi movimenti oculari che caratterizzano questa fase sono in contrasto con il grado di generale rilassamento muscolare.
Durante la notte, inoltre, si verificano diversi cicli del sonno, della durata di 90-100 minuti, caratterizzati dal passaggio attraverso vari stadi del sonno e la fase REM. Si distinguono 4 stadi:

  1. stadio 1 – L’attività celebrale rallenta e le onde alfa dell’elettroencefalogramma, che sono tipiche dello stato di veglia in rilassamento ad occhi chiusi, vengono sostituite da ondulazioni abbastanza regolari.
  2. stadio 2 – “SONNO LEGGERO”. In questo stadio prevalgono le onde con brevi esplosioni di attività celebrale, “fusi del sonno”.
  3. stadio 3 – “SONNO PROFONDO”. Le onde cerebrali diventano lente e grandi. È il primo sonno vero e dura circa la metà del tempo totale del sonno.
  4. stadio 4 – “SONNO PROFONDO EFFETTIVO”. È quello del sonno più profondo, quando il nostro organismo si rigenera. Le onde corrispondenti all’attività cerebrale di questo momento sono piuttosto lente.

Le fasi di sonno REM, durano circa 15 minuti, sono caratterizzate da sogni intensi.
Nel corso della notte diminuiscono progressivamente le fasi di sonno profondo e aumentano di durata e di intensità le fasi REM.

Un giovane adulto arriva al sonno REM più o meno 90 minuti dopo l’addormentamento; questa fase, che si ripete all’incirca ogni 2 ore, dura sempre un po’ di più fino ad arrivare al momento più lungo che precede il risveglio.
I vari studi sul sonno concordano nell’affermare che sia il sonno REM che quello non-REM sono necessari per essere in buona salute, ma ancora non si conosce bene il ruolo specifico di ognuno. Sappiamo che durante il sonno non-REM si ha una produzione elevata dell’ormone della crescita che è vitale per la salute fisica, mentre nel sonno REM aumenta il flusso sanguigno verso il cervello e questo è utile per la salute mentale. Se una persona è disturbata in fase REM o nel momento di sonno profondo, facilmente presenta sintomi di stress e di nervosismo.

Esistono diverse teorie sul possibile significato del sonno:

  • TEORIA DEL RECUPERO. Secondo questa teoria, il sonno avrebbe una funzione di recupero sull’organismo soprattutto durante le fasi NREM e di recupero (svolgendo un ruolo di riprogrammazione genetica dei comportamenti innati) e fissazione della memoria (facilitando l’incorporazione di nuovi comportamenti appresi in veglia) durante le fasi REM.
  • TEORIA DI CONSERVAZIONE DELL’ENERGIA. Questa teoria si fonda sull’osservazione che durante il sonno si assiste ad una riduzione dell’attività metabolica del 10% e della temperatura del corpo. Questo dato ha poco valore nell’uomo ma assume grande significato dal punto di vista evolutivo. Rispetto ad esempio agli animali poichilotermici come i rettili, i mammiferi e gli uccelli.
  • TEORIA DELL’APPRENDIMENTO. Secondo questa teoria il sonno e soprattutto il sonno REM avrebbe un ruolo determinante per la maturazione del Sistema Nervoso Centrale;  infatti durante la fase REM si assiste ad un incremento dell’attività cerebrale. I neonati presentano una percentuale maggiore di sonno REM rispetto agli adulti ed agli anziani, parallelamente alla maggiore capacità di apprendere.
  • TEORIA EVOLUTIVA. Il sonno secondo la teoria evolutiva si sarebbe sviluppato in relazione al concetto di rapporto preda-predatori ovvero in relazione alle influenze dell’ambiente. Durante il sonno le prede attraggono meno l’attenzione dei predatori ma dall’altra parte sono anche più vulnerabili in quanto meno sensibili agli stimoli. Ad esempio gli erbivori dormono per periodi brevi in modo da avere tempo di procacciarsi il cibo e vigilare contro i predatori. Gli animali carnivori essendo meno in pericolo e procacciandosi più velocemente il cibo possono dormire più a lungo. Basti pensare che l’animale che presenta la quantità di sonno REM maggiore (circa 200 minuti) è proprio l’animale meno a rischio ambientale: il gatto domestico.

Il sonno quindi è un attività necessaria, fondamentale dell’organismo e vi sono due elementi importanti nel riposo affinché il sonno sia veramente ristoratore.

  • qualità. Dormire male, in contesti o luoghi non favorevoli non consente la rigenerazione dell’organismo. Molto importanti sono la qualità dell’aria e il contesto in cui si dorme. Alcune regole perché il sonno possa essere ristoratore sono: riposare in ambienti favorevoli, ben arieggiati, con la giusta temperatura, su letti con superficie uniforme, in luoghi bui o con poca luce e silenziosi;
  • quantità. Varia da persona a persona, a seconda dell’età e del momento particolare che sta vivendo. Ad esempio quando si è malati occorre dormire di più. Inoltre ognuno di noi è diverso: se per alcuni 6 ore sono sufficienti, per altri occorrono almeno 9-10 ore.

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