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Mnemotecniche

La mnemotecnica è una tecnica adoperata per memorizzare rapidamente e più facilmente entità di difficile memorizzazione e va ad interessare la memoria a breve termine, cioè quella in cui sono impressi i ricordi per un periodo relativamente breve; si differenzia da quella a lungo termine, in cui le informazioni acquisite restano incise anche per tutta la vita.
Le mnemotecniche potenziano la naturale capacità dell’uomo di ricordare delle nozioni trasformandole in immagini o storie, consentendo di aumentare la capacità naturale della memoria di un soggetto. I metodi di memorizzazione più comuni ad oggi, tra cui la ripetizione, sono davvero poco efficaci, malgrado ciò questi continuano a venire utilizzati largamente in tutti i sistemi scolastici ed educativi.

La memoria può invece essere di molto esaltata con il contributo delle immagini e ancor più da un accorto processo di associazione delle immagini. Se per esempio dobbiamo ricordare un dato numero, ogni tanto saremo costretti a richiamarlo per non correre il rischio di dimenticarlo. Un accorgimento molto semplice, facente parte delle mnemotecniche, è quello di ricordarsi una immagine associata a quel numero, per esempio il nostro calciatore preferito, se il numero è composto, ne possiamo ricordare due e cosi via. Le possibilità di associazione, ricorrendo a questo “trucco” sono davvero infinite e sono affidate soltanto alla fantasia di chi intende avvalersene.

A conferma dell’importanza delle immagini nel processo di memorizzazione sta l’esperienza, sicuramente provata da tutti, di aver dimenticato un numero telefonico, ma di vederlo poi “ricomparire” allorché si pone mano alla tastiera dell’apparecchio telefonico: è l’immagine del dito indice, che fa un certo percorso sui tasti dell’apparecchio, a venirci in soccorso e a farci ricordare quel numero!

Ci sono invece soggetti che hanno particolarmente vivida quella che si definisce “memoria iconica” o “fotografica” e cioè la capacità di apprendere cose appunto “fotografandole”  attraverso sequenze di informazioni visive a tutto campo, come una serie di flash che si accendono, attimo dopo attimo, sulle varie informazioni visuo-spaziali che cadono dinanzi ai nostri occhi.

Se al processo di associazione delle immagini si aggiunge anche una certa carica emotiva, correlata magari al ricordo di una piacevole esperienza, allora il processo di memorizzazione subisce un ulteriore rinforzo. È anche per questo motivo che alcuni eventi, appresi in maniera giocosa durante l’infanzia, quando sono più che mai fervide l’emozione, la fantasia e la creatività, vengono trattenuti facilmente per anni con il persistente piacere di rievocarli. Al contrario, eventi dello stesso periodo carichi di emozioni negative cercheranno ben più facilmente la via del dimenticatoio.

Ciò significa che un apprendimento che avviene in maniera fantasiosa e divertente è destinato a lasciar traccia mnemonica ben più salda di un apprendimento effettuato all’insegna del continuo e tedioso ripetere.

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