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Disturbo dipendente di personalità

Il Disturbo dipendente di personalità  si caratterizza per un comportamento sottomesso e dipendente in genere collegato ad un eccessivo bisogno di essere accudito e alla incapacità di prendere decisioni in modo autonomo anche su questioni di ridotta importanza.

Il soggetto tende a subordinare le proprie esigenze a quelle degli altri e appare costantemente e ossessivamente alla ricerca di certezze, sicurezze e conforto da parte di familiari e/o amici ai quali richiede in continuazione consigli, conferme e rassicurazioni.

E’ caratterizzato da pessimismo, dubbiosità, passività e paura di esprimere i sentimenti aggressivi e sessuali tuttavia i comportamenti agiti possono manifestarsi in forme molto diverse: infatti alcuni soggetti affetti da questo disturbo evidenziano comportamenti remissivo/depressivi ma altri, al contrario, appaiono ossessivi e aggressivi, infine, nei casi più complessi  e intersecati con altri disturbi paralleli, il soggetto alterna in modo repentino entrambe le tipologie di comportamento.

Il soggetto evita l’assunzione di responsabilità, sia nella vita privata che in quella lavorativa, demandandola agli altri o alle situazioni esterne; manca di fiducia in se stesso e tende a provare un notevole disagio quando rimane da solo e, anche per questo, tende a cercare altre persone da cui dipendere improntando spesso relazioni invischiate e non basate sull’autonomia al punto da sopportare, anche per molti anni, comportamenti violenti, offensivi, non rispettosi pur di non perdere la/e persona/e da cui dipende…

Cause

Definire le cause specifiche nell’insorgenza di un disturbo di personalità è decisamente poco fattibile, infatti come la personalità detta “normale” anche le personalità dette “patologiche” tra cui quella dipendente si strutturano a partire dai primi anni di vita fino all’età adulta in base alla  convergenza di una molteplicità di diversi fattori:  ambientali, biologici, relazionali, traumatici ecc. Le persone con malattie fisiche croniche nell’infanzia possono essere maggiormente predisposte a questo disturbo, statisticamente più comune fra le donne che fra gli uomini.

Trattamento

In linea generale trattamento di un disturbo di personalità si configura notevolmente complesso in quanto la natura stessa di tali disturbi porta le persone che li presentano a non avvertire la propria condizione come patologica e, di conseguenza, a non ricercare o a rifiutare qualsiasi forma di intervento.  I soggetti con disturbi di personalità negano e non avvertono i loro problemi molto di più e molto più frequentemente rispetto agli individui con altre tipologie di disturbi (d’ansia, disturbi depressivi) e in tal senso appaiono non motivati al cambiamento piuttosto cercano di cambiare le condizioni, le situazioni, le persone e l’ambiente a loro circostante.
Proprio per tale assenza di motivazione, spesso l’inizio del percorso terapeutico avviene grazie all’intervento o alla spinta di familiari o a seguito dell’invio fatto dal medico di base o, ancora, per richieste formali di presa in carico del soggetto.

Il trattamento richiede tempi generalmente molto lunghi, sia per la suddetta mancanza di motivazione del soggetto sia in considerazione del fatto che, come detto, la strutturazione stessa della personalità istrionica avviene nel corso di molti anni. Raramente un trattamento di breve durata può essere risolutivo rispetto ai disturbi di personalità: anche se per alcuni cambiamenti di comportamento possono essere necessari pochi mesi o un anno, in genere il lavoro sugli atteggiamenti interpersonali e le modalità relazionali richiedono tempi molto più lunghi.

Le psicoterapie a orientamento psicodinamico permettono ai pazienti di comprendere gli antecedenti del loro comportamento e, con il sostegno di un terapista, possono diventare più indipendenti, assertivi e fiduciosi in se stessi. Sono stati usati, in molti casi con successo, la terapia familiare e la terapia di gruppo.
A volte l’intervento psicoterapeutico viene integrato con la terapia farmacologia che, anche se non può intervenire sulla modifica dei tratti di personalità, può tuttavia essere usata per arginare e contenere i principali sintomi emotivi che possono accompagnarsi al disturbo (ansia e depressione ).

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