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B4U > Disturbi Ansia > Gestione del trauma psichico

Il trauma è un’insieme di reazioni psicofisiologiche ed affettive, a forte valenza negativa, che si verifica in seguito ad un’esperienza percepita dall’individuo così grave da compromettere l’incolumità fisica o psichica, propria o di qualcun altro.
Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM IV-TR) gli eventi traumatici sono:

  • Esperienze vissute direttamente dalla persona (aggressione personale violenta, disastri naturali, gravi incidenti stradali, ricevere la diagnosi di una malattia grave);
  • Eventi vissuti in qualità di testimoni (osservare il ferimento o la morte di qualcuno in seguito ad atti violenti o incidenti di diversa natura);
  • Eventi molto gravi (aggressione, morte o incidenti) di cui si è venuti a conoscenza e che riguardano persone care.

Un avvenimento grave, improvviso e inaspettato, determina inizialmente un’intensa risposta di allarme che scuote l’intero organismo e a livello psichico suscita vissuti di angoscia, impotenza, annichilimento, perdita di controllo e difficoltà a mentalizzare l’accaduto. A livello comportamentale si possono percepire agitazione o inibizione motoria e affettiva (freezing) (Lalli, 2005).

In un secondo  momento la situazione può evolvere verso un’elaborazione dell’esperienza fino a un ritorno alla normalità o, nei casi peggiori, verso la formazione di un’organizzazione difensiva rigida che può gettare le basi per una psicopatologia. L’esito dipende dalla gravità dell’evento, dalle caratteristiche di personalità  (sistema di difese, resilienza, locus of control, livello di autostima, storia personale ecc.) e dalla fase evolutiva che l’individuo stava attraversando al momento dell’esperienza che lo ha turbato gravemente.

Il DSM IV –TR include nell’ambito dei Disturbi d’Ansia due condizioni che sono state riconosciute nelle vittime di eventi intensi e dolorosi: il Disturbo Post Traumatico da Stress e il Disturbo Acuto da Stress. In entrambi si riscontrano:

  • Rivivere il ricordo dell’evento traumatico;
  • Evitamento degli stimoli associati al trauma;
  • Sintomi ansiosi (difficoltà di addormentamento e concentrazione, ipervigilanza, esagerate risposte di allarme, irritabilità).

La differenza tra i due disturbi sta nella durata:

  • Il Disturbo Post-traumatico dura più di un mese e non meno di tre;
  • Il Disturbo Acuto può durare da due giorni fino a un massimo di quattro settimane.

Tali reazioni e disturbi si verificano di fronte ad eventi estremi che oggettivamente sarebbero vissuti come scioccanti dalla maggior parte delle persone. In realtà una lettura più ampia del concetto di trauma permette di riconoscere che una qualunque esperienza può diventare sconvolgente perché ciò che conta è la percezione soggettiva, carica di emotività, che trasforma un’esperienza in un evento traumatico. Adottando quest’ottica anche una separazione, un licenziamento, essere costantemente oggetto di scherno possono essere vissuti come traumatizzanti.

A volte alcuni fatti dolorosi quando vengono vissuti non sono traumatici ma lo diventano se si ripetono nel tempo. Si parla infatti di micro-traumi ripetuti che solo successivamente assumono la valenza di un trauma e incidono sul processo di sviluppo della personalità (Baranello, 2001). Le tracce mnestiche delle esperienze vissute possono, infatti, essere recuperate, elaborate emotivamente e cognitivamente e diventare falsi ricordi di eventi traumatici. Questo processo suffraga la teoria secondo cui sia la percezione di un evento che il ricordo dello stesso rappresentano delle ricostruzioni di fatti oggettivi che entrano a far parte della personale “mappa del mondo”.
TRATTAMENTO

Il trattamento psicologico delle persone che hanno subito un trauma grave richiede la costruzione di un clima di fiducia prima di accedere a una fase di rielaborazione che consenta il superamento del blocco emotivo e/o esistenziale provocato dall’esperienza vissuta. Le peculiari modalità di reazione al trauma e i sintomi, acuti e cronici, che ne conseguono richiedono interventi integrati e commisurati alle caratteristiche dell’individuo. Possono, dunque, essere usate tecniche come la desensibilizzazione sistematica che prevede una graduale esposizione agli stimoli associati all’evento, come anche trattamenti psico-corporei che si concentrano sui sintomi somatici e i blocchi energetici sedimentati nel corpo.

A volte i traumi possono avere una preziosa valenza trasformativa. Si parla, infatti, di “post-traumatic grouth” (crescita post-traumatica) e fa riferimento alla possibilità di trasformare un evento fortemente doloroso e negativo in uno stimolo al cambiamento. Questa esperienza sembra molto più frequente nelle donne e si riscontra soprattutto nei giovani. Gli aspetti in cui si evidenziano maggiormente i segnali di crescita e miglioramento sono:

  • L’auto-percezione: cresce la valutazione positiva di sé, delle proprie risorse e capacità di resistere agli eventi difficili;
  • Il modo di vedere la vita: cambia l’atteggiamento verso molti aspetti dell’esistenza e si realizza una ricostruzione della gerarchia delle priorità;
  • I rapporti interpersonali: cresce l’empatia, intesa come capacità di sentire il dolore degli altri e migliora la qualità delle relazioni perché si dà maggior valore alla vicinanza dei propri cari.

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