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Gestione del peso corporeo

Il sovrappeso e l’obesità sono condizioni provocate da un’eccessiva presenza di massa grassa rispetto a quella magra. Questo sbilanciamento è determinato da un’introito calorico che supera il dispendio energetico. Generalmente viene usato l’Indice di Massa Corporea (IMC) come criterio per definire il grado di aumento di peso.

Esso viene calcolato come il rapporto tra il peso (Kg) e la statura (m) elevata al quadrato: Kg/m².
Si potranno, così, ottenere dei valori che faranno rientrare il peso in un range che varia dal sottopeso all’obesità:

  • Sottopeso:  IMC < 18.5
  • Normopeso: IMC 18.5-24.9
  • Sovrappeso: IMC 25-29.9
  • Obesità: IMC 30-34.9;    IMC 35-39.9;    IMC > 40

Anche la distribuzione dell’adipe in eccesso è un valore significativo. Se è maggiormente localizzata nella zona addominale, sia per gli uomini che per le donne, definendo una tipologia corporea “androide”, si creano delle condizioni di maggior rischio per l’insorgenza di patologie cardiovascolari e del metabolismo (diabete, sindrome metabolica), rispetto a una localizzazione nella parte inferiore del corpo: tipologia“ginoide”. Sono stati, inoltre, definiti dei parametri per stabilire il maggior o minore rischio di sviluppare complicanze legate al sovrappeso e all’obesità utilizzando la misura della circonferenza della vita:

BASSO RISCHIO                                  ALTO RISCHIO

Uomini: < 102 cm                               Uomini: >102 cm
Donne: <88 cm                                   Donne: >88 cm

Per evitare che condizioni di sovrappeso raggiungano livelli di obesità che siano rischiosi per la salute della persona è necessario tenere sotto controllo i fattori che determinano un incremento di peso: uno stile di vita sedentario, l’uso di alimenti ad alta densità energetica e l’esposizione continua a pubblicità di prodotti ipercalorici. Ancel Keys, il padre della dieta mediterranea ha dimostrato che la conformazione fisica, il livello di colesterolo, la pressione del sangue, la frequenza cardiaca e la risposta allo sforzo possono essere influenzati dal tipo di alimentazione.

Di conseguenza, l’uso di alimenti di origine vegetale, l’olio di oliva, i carboidrati complessi (pasta, riso, pane), il pesce, la preferenza per una maggiore quantità di carni bianche rispetto a quelle rosse, un consumo limitato di dolci e formaggi e praticare  una moderata attività fisica, favoriscono il mantenimento del peso corporeo a livelli normali e tengono basso il rischio per lo sviluppo di obesità e di patologie ad essa correlate.

L’OBESITÁ

L’obesità è il disordine nutrizionale più frequente nei Paesi ad alto tenore socio-economico e rappresenta il problema più spesso rilevato in età infantile. In Italia la prevalenza di obesità e sovrappeso raggiunge il 36% ed è la più alta in Europa, con una maggiore frequenza nel meridione, soprattutto negli uomini. È una condizione determinata da una predisposizione genetica sulla quale si stagliano altri fattori come uno stile di vita sedentario e un’alimentazione ipercalorica e iperlipidica. Nella storia personale di alcune persone obese possono essere presenti obesità infantile e/o adolescenziale, aver subito “etichettamenti” per la conformazione fisica, oppure traumi o abusi, aver avuto una pubertà precoce o tardiva, aver utilizzato per anni il cibo come ricompensa, compensazione affettiva, o come mezzo per riempire il vuoto relazionale o del tempo.
INTERVENTI PER PERDERE E MANTENERE IL PESO

Le diete dimagranti, specialmente quelle “fai da te”, non rappresentano una soluzione efficace e duratura per la perdita di peso perché agiscono soltanto sul piano alimentare senza tenere conto delle caratteristiche di personalità, dello stile di vita e dei significati peculiari che ognuno attribuisce al cibo. Per determinare il raggiungimento di un peso forma che sia soddisfacente per la persona e che faccia rientrare il rischio per lo sviluppo di patologie legate all’aumento di peso, è necessario un cambiamento degli aspetti emotivi, cognitivi, e comportamentali.

Un approccio integrato, medico e psicoterapeutico, permette una presa in carico del paziente in modo olistico, garantendo un progressivo cambiamento delle abitudini alimentari, favorendo uno stile di vita più attivo e agevolando un disinvestimento dell’eccessiva importanza data al cibo fino a quel momento. Un intervento può rivelarsi maggiormente efficace se prevede anche dei programmi psico-educativi rivolti al contesto familiare del paziente obeso o in sovrappeso per correggere un eventuale approccio al cibo poco salutare condiviso anche dagli altri membri della famiglia.

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    1. […] Il diario alimentare è uno strumento che lo psicologo del comportamento alimentare propone ai propri clienti per educare ad una alimentazione sana e alla gestione del peso corporeo. […]



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