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B4U > Disagio sociale > Timidezza

La timidezza è il senso di disagio e di impaccio che si prova nel rapporto con gli altri, la mancanza di disinvoltura, l’incapacità di parlare in pubblico. Una persona timida si sente goffa, ha paura che gli sguardi convergano su di lei, non osa farsi avanti.

La timidezza è il tratto che caratterizza in varia misura un atteggiamento esitante, carico di vergogna e di imbarazzo. Ai suoi livelli massimi si può manifestare come fobia sociale o sfociare in attacchi di panico in caso di pubblica esposizione. Sebbene non sia da considerare una patologia, la timidezza è uno dei problemi psicologici più diffusi al mondo, circa il  40% della popolazione occidentale ne soffre. La timidezza  può diventare invalidante sia per la vita di tutti i giorni e nei rapporti sociali, sia nell’ambito lavorativo.

Ci sono due manifestazioni della timidezza:

  • la sottomissione, quando il timido è una personalità con un marcato senso di inferiorità, arrossisce e si scusa ad ogni occasione;
  • l’aggressività, quando il timido maschera la propria insicurezza mostrando spacconeria e spavalderia.

Alla radice della timidezza sia quella ” genuina” sia quella mascherata da un atteggiamento aggressivo e sicuro, c’è una concezione negativa di sé: il timido non riesce a stabilire un contatto con gli altri perché non si ritiene all’altezza, gli altri a loro volta, hanno la sensazione di essere respinti e si allontanano.

La timidezza si manifesta con un grande timore di disapprovazione, del giudizio e dell’accettazione degli altri, accompagnato ad un senso di inferiorità e di inadeguatezza, disistima ed ansia eccessiva. Per questi motivi, il timido tende ad isolarsi, evita gli incontri sociali, l’intimità, il pubblico e il confronto con gli altri. Un tale orientamento lo porta spesso a vivere in solitudine, a non imparare mai le abilità sociali e a non farsi strada nella vita. Occorre ricordare che non sempre la timidezza è da considerare una caratteristica negativa, talvolta se ben affrontata, può dar luogo ad una consapevole e fruttuosa introversione della personalità, che diventa intensa e riflessiva.
SINTOMATOLOGIA

La timidezza è facilmente riconoscibile e viene manifestata dal rossore in viso, dalla sudorazione, dal battito cardiaco accelerato, dai tremori, da nausea ed ansia, tutte sensazioni che comunque variano sensibilmente da persona a persona. L’atteggiamento che si avverte con più facilità e con più frequenza è la mancanza di contatto con lo sguardo della persona con cui si parla,  che mantiene una certa rigidità e compostezza, cerca di controllare le proprie reazioni emotive, evita di parlare per non sentirsi al centro dell’attenzione, convinta che i suoi discorsi siano poco interessanti.

TRATTAMENTO

Il trattamento basato sulla terapia cognitivo-comportamentale si è rivelato di grande utilità se seguito con costanza e determinazione. Possiamo dare qui un accenno della suddetta: la persona timida stende una lista di 10 situazioni particolarmente ansiogene (es. fare una telefonata a qualcuno che conosci poco, chiedere appunti ad un compagno di corso e così via), dalla più lieve alla più marcata. Si inizia con “l’esercitarsi” nella prima situazione menzionata, allenandosi fino a quando si riesce a gestire quella data situazione, si passa quindi alla seconda e si procede via via fino alla decima.

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