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Il termine  “bullismo” indica il fenomeno delle prepotenze ripetute tra pari in un contesto prevalentemente scolastico.
Viene spesso associato al fenomeno del Mobbing nei contesti lavorativi, tanto che il bullismo viene a volte chiamato “mobbing dell’età evolutiva”.

Si possono distinguere diverse tipologie di bullismo:

  • bullismo fisico: va dai calci o spinte, fino alla violenza sessuale
  • bullismo verbale: la vittima viene presa in giro e derisa in vari modi, utilizzando nomignoli offensivi o minacce
  • bullismo psicologico: reclusione dal gruppo e diffamazione
  • cyberbullismo: vengono utilizzati dei mezzi elettronici (chat, telefono, sms, foto, filmati…)  per molestare o diffamare la vittima

I luoghi dove più comunemente si compiono questi atti sono: bagni, corridoi, cortili, spogliatoi. Negli episodi di bullismo possiamo riconoscere diversi protagonisti;

  • Il Bullo: leader negativo che mette in campo attività aggressive verso un singolo o un gruppo, incoraggiando gli altri a partecipare
  • La vittima: chi o coloro che sono oggetto di ripetute aggressioni fisiche e/o verbali. E’ spesso l’elemento debole del gruppo, a volte caratterizzato da uno stigma, un difetto fisico o una evidenza comportamentale (balbuzie, disabilità varie, ecc.)
  • Gli aiutanti: elementi più passivi dei bulli, che li aiutano direttamente nelle attività, ma non le promuovono
  • I sostenitori: coloro che, davanti ad una situazione di bullismo, ridono per le offese verso la vittima e incoraggiano i bulli a continuare
  • I difensori: chi, davanti ad una situazione di bullismo, si trovano a difendere la vittima
  • Gli spettatori: coloro che, davanti ad una situazione di bullismo, mantengono le distanze

Il bullismo si colloca lungo un continuum, all’interno del quale occorre distinguere che:

  • Non sono ancora bullismo i comportamenti di gioco e scherzo tra coetanei
  • Non è più bullismo un comportamento gravemente lesivo della persona, per il quale si configura già un reato, punibile agli effetti di legge

È bullismo se:

  • C’è intenzionalità da parte del bullo nel compiere i suoi atti
  • L’atteggiamento si protrae nel tempo, per diversi mesi
  • La relazione è asimmetrica; non è un rapporto paritario, ma sbilanciato

Per prevenire il problema del bullismo, vengono strutturati numerosi interventi, che mirano a dare sia delle modalità alternative di espressione delle proprie emozioni ai bulli, sia delle tecniche di fronteggiamento della situazione alla vittima.
Molto importante in questo senso è lo sviluppo dell’assertività, e cioè la capacità di esprimere e far valere il proprio punto di vista.

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