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Sessualità

Priapismo questo sconosciuto

Nicoletta Remiddi Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3931272992

Priapo è il dio dell’istinto sessuale e della forza generativa maschile ed è noto, nella mitologia greca, per la grandezza dei genitali. Da queste sue fattezze prendono spunto le molte raffigurazioni che lo ritraggono in uno stato di erezione perenne.

Da Priapo deriva dunque il termine “priapismo” e, così come nella raffigurazione antica, la patologia maschile è caratterizzata da un’erezione persistente, dolorosa e non controllabile che, slegata dall’eccitazione e dal rapporto sessuale, si protrae per più di 6 ore.

Le cause di questo disturbo sono molteplici:

  • eventi traumatici accidentali e non;
  • malattie del sangue (anemia falciforme, mieloma, talassemia e leucemia);
  • diabete;
  • infiltrazioni tumorali;
  • danni al sistema nervoso;
  • abuso di psicofarmaci;
  • assunzione di sostanze stupefacenti;
  • abuso di farmaci vasodilatatori come il Viagra e anticoagulanti.
  • errata terapia contro la disfunzione erettile.

Si riscontrano due tipologie di priapismo, quello venoso e quello arterioso.

Nel priapismo venoso o “a basso flusso”, il pene si presenta totalmente rigido ad eccezione del glande e l’indurimento è causato dal mancato deflusso del sangue venoso dal pene; condizione questa a cui si associa l’assenza di ossigeno e la formazione di necrosi per ristagno ematico.

Nel priapismo arterioso o “ad alto flusso”, il pene appare molto caldo ma non necessariamente troppo rigido e questo è conseguenza di un abnorme afflusso di sangue nelle pareti cavernose del pene dovuto, nella maggioranza dei casi, ad un evento di natura traumatica e alla conseguente rottura di un’arteria dell’organo.

Il priapismo viene considerato un’emergenza urologica  e, se non trattato adeguatamente e tempestivamente, può provocare seri danni ai tessuti dell’organo maschile.

Nel 20-50% dei casi riportati nella letteratura scientifica viene riscontrata una terza tipologia di priapismo, quello idiopatico, ovvero senza causa apparente e quindi dovuto ad una  causa sconosciuta, per cui di probabile origine psicologica.

La percentuale, seppur in tendenziale riduzione, a seguito di una sempre maggiore precisione anamnestica, rappresenta un dato rilevante.

A differenza della disfunzione erettile, il priapismo è uno stato fisico che non si può nascondere. Un’erezione spontanea, persistente e fastidiosa, che nasce indipendentemente dal desiderio sessuale e che non si calma neppure dopo il compimento dell’atto e il raggiungimento dell’orgasmo, può essere fonte di forte imbarazzo. Nei contesti in cui non si è eccitati, né mentalmente, né fisicamente,  il fatto di avere un’erezione, magari anche visibile, può diventare un dramma.

Ma il priapismo è una patologia elusivamente maschile?

Stando ad uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, il priapismo è una patologia, che seppur in casi molto rari, può includere anche l’universo femminile. La rivista riporta il caso di una ragazza di 29 anni che ha subito un’erezione clitoridea per cinque giorni.

Il priapismo clitorideo è caratterizzato dall’erezione prolungata e dolorosa del clitoride e delle piccole labbra, che, anche in questo caso, si manifesta in assenza di impulsi sessuali.

A differenza di quello maschile, può determinare il raggiungimento di orgasmi multipli in un arco di tempo ristretto, questo però non implica necessariamente che si tratti di una condizione piacevole, al contrario può essere molto invalidante, in quanto non si osserva una riduzione del gonfiore dei geniali esterni.

Si possono avere difficoltà a sedersi e persino a camminare, con una compromissione dei normali rapporti sessuali. Il priapismo femminile viene anche definito PSAS (Persistent Sexual Arousal Syndrome o sindrome dell’eccitazione genitale permanente) ed è stato catalogato per la prima volta nel 2001, anche se ancora non ne sono chiare le cause.

Secondo alcuni studi all’origine potrebbe esserci, come per il priapismo maschile, una eccessiva produzione di adenosina, sostanza chimica che regola la dilatazione dei vasi sanguigni, ma è più probabile che tra le cause ci siano malformazioni del circolo venoso o anomalie del sistema nervoso periferico o centrale.

Nel trattamento terapeutico la somministrazione di farmaci decongestionanti, pur alleviando il fastidio nell’immediato, non risolve del tutto il disturbo.

Talvolta il priapismo femminile ha un decorso naturale e passa da solo, ma chi ne soffre per tempi prolungati può andare incontro a conseguenze serie, come, ad esempio, la perdita della sensibilità genitale.

Come per il priapismo maschile, anche per quello femminile l’erezione continua del clitoride potrebbe essere idiopatica, ovvero prodotta da cause idiopatiche. Sentimento comune in entrambi i sessi è l’imbarazzo, ma è necessario rivolgersi ad un professionista in tempi molto rapidi, per affrontare il problema e studiare una strategia di intervento.

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