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Il pericolo Tamarreide…una Tv sempre più povera!

tamarri televisione adolescenti
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
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tamarri televisione adolescenti

Si discute ormai da tempo sul ruolo della televisione nella società e sui programmi trasmessi soprattutto per i giovani, sempre più incollati e catturati da questa scatola, spesso vuota di contenuti, con l’atteggiamento passivo di una “spugna” che assorbe.

Nell’era dei tronisti e dei reality show, dei social network, del culto dell’estetica a tutti i costi e del “tutto è concesso” la televisione diventa ancora di più il contenitore che veicola certe convinzioni e certi messaggi che arrivano potenti e senza filtri ostacolando spesso completamente un sano sviluppo critico.

Da una settimana a questa parte sta andando in onda il lunedì sera su Italia1 alle 21,10 un programma di cui già si parla molto e che sta destando forti perplessità e reazioni, “Tamarreide”, la prima docufiction prodotta da MadDoll in cui viene narrato un lungo viaggio di otto ragazzi (tamarri), quattro uomini e quattro donne che, a bordo di uno sleeper bus, percorrono le strade del nostro Paese. Fin qui tutto normale!

Ma di che viaggio si tratta nello specifico? E chi sono questi tamarri?

Tamarro è un termine italiano utilizzato per indicare una persona ritenuta rozza o comunque non stimabile, ed il suo utilizzo assume spesso un’accezione ironico/sarcastica. Nel gergo giovanile viene utilizzato per riferirsri ad una categoria specifica di persone, sia maschi che femmine, che assumono atteggiamenti abbastanza appariscenti con comportamenti piuttosto eterogenei e variabili a seconda della città/regione. Sostanzialmente questi comportamenti specifici riguardano l’aderenza a determinati modelli (vestiario, linguaggio, interessi) e al ceto/luogo di appartenenza o al tipo di macchina posseduta e si va dalla semplice rozzezza, al bullismo, finanche a forme di delinquenza giovanile.

Il viaggio sullo sleeper bus pensato nello specifico dal programma per aiutare a far conoscere le storie, le ambizioni e lo stile di vita dei tamarri, nella realtà assume l’aspetto di un viaggio verso il divertimento trasgressivo e senza limiti in cui stare insieme nel gruppo diventa disinibizione, mancanza di regole, andare oltre i limiti vantando muscoli e fisici nella gara a “chi è più tamarro”. In un momento storico complesso e di grossa crisi come quello che stanno vivendo oggi soprattutto le nuove generazioni senza obiettivi concreti, insoddisfatte e annoiate e in cui la famiglia ha perso gran parte delle sue funzioni educative, questi messaggi divengono ancora di più il modello a cui aderire, esaltando una realtà in cui regna l’apparenza e il piacere ad ogni costo e in cui vince l’equazione “palestrato e rozzo fa fico”. Il Codacons, associazione dei consumatori, ha già comunicato che presenterà un esposto per chiedere all’Agcom, l’autorità garante delle comunicazioni, la cancellazione immediata della trasmissione, dopo le tante segnalazioni ricevute ma soprattutto dopo le immagini pericolosamente diseducative andate in onda nella seconda puntata pochi giorni fa contraddistinte da sesso, violenza e torpiloqui.

Presentare un modello di comportamento in TV è qualcosa che dovrebbe richiedere non poche riflessioni da parte di autori, conduttori ect,  già solo nel momento in cui si individua un particolare target di riferimento, che in questo caso sono adolescenti e giovani adulti. Questo infatti è un momento dello sviluppo molto delicato, in cui tanti sono gli equilibri che iniziano a traballare a causa del cambiamento corporeo, del salto cognitivo ma soprattutto della definizione dell’identità. Il ragazzo inizia ad abbandonare il concetto di sé che si era costruito attraverso l’opinione dei genitori quando era bambino per sostituirlo con un’immagine di sé proveniente più dal giudizio dei coetanei dove assume una valenza importante l’aspetto fisico, la sessualità e l’intelligenza. Lo sviluppo di una propria identità però è un processo che non si esaurisce in breve tempo, anzi dura anni e si costruisce attraverso la sperimentazione e l’identificazione. Con la sperimentazione infatti l’adolescente in crescita  prova a vestire una molteplicità di panni diversi e a immedesimarsi in differenti ruoli per capire quello che sente più adeguato a sé, contemporaneamente sta insieme agli altri ne osserva e ne imita i vari comportamenti.

E’ muovendosi tra prove ed errori dunque che il ragazzo si sperimenta come individuo separato dagli altri con le sue risorse e i suoi limiti finchè non arriverà la scelta finale della propria identità. In un’ottica del genere dunque, in cui tutto ciò che viene proposto dal mondo esterno può facilmente diventare un vestito da indossare e un ruolo da imitare, è chiaro come certi messaggi possano essere davvero tanto pericolosi.

Diventa allora un obbligo morale quello di prestare una maggiore attenzione al tipo di proposte erogate da parte della televisione, di internet e del potente mondo dei mass media in generale, che spesso purtroppo si allontana e allontana lo spettatore dal “vero spettacolo”.

Sitografia:

http://www.psicopedagogika.it/view.asp?id=156

http://www.tirrenonews.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Tamarro

http://www.tv.mediaset.it/italia1/tamarreide/

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