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Famiglia

Perchè mio figlio mi racconta le bugie?

Mio figlio racconta bugie
fam Elena Grimaldo Venezia Mestre (VE)
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli, Sessualità
Cell.: 339.7517593

Mio figlio racconta bugie

Non c’è bambino che non dica le bugie. Vi ricordate la storia di Pinocchio? Quando diceva una bugia gli cresceva il naso. Povero Grillo Parlante! Non veniva mai ascoltato!!

Cosa sono le bugie?

Le bugie possono essere chiamate “storielle” quando permettono al bambino di affermare la propria autonomia e di tutelare il bisogno di avere uno spazio intimo tutto per sé, dove l’altro non può entrare.
Un esempio? Una ragazzina che dice alla mamma di uscire con un’amica anziché con un amichetto…
Se il bambino è trasparente, ovvero racconta tutto ai propri genitori significa che potrebbe non avere un posto “segreto”, ovvero il suo tentativo è dimostrare di avere una facciata perfetta. Soprattutto verso la preadolescenza (10-12 anni), i ragazzi che aderiscono ad un modello di perfezione evitano il compito evolutivo della loro età: mettere tutto alla prova, testare, trasgredire per poter formulare una lista di valori e principi che in seguito possono essere sentiti come propri.
Dimostrano, quindi, di incontrare una difficoltà o un disagio nella richiesta di una separatezza con le figure di accudimento, ovvero in ciò che consente la formazione e lo sviluppo.

I bambini raccontano le bugie. Perché?

Spesso le bugie nascondono un disagio, una difficoltà.
Allora orecchie ben aperte quando gli inganni si ripetono!
Si presenta, infatti, al genitore la necessità di andare oltre all’arrabbiatura per cercare di capire qual è il significato della bugia.
“Mio figlio mi racconta le bugie. Perché? Cosa mi vuol dire?” O ancora chiedersi “Quanto sono protettivo/a perché mio figlio deve escogitare qualcosa per non farmi sapere la verità? Quanto gli costa dirla e mantenerla in piedi per non essere scoperto? Quanto bene mi vuole per non farmi star male perché mi sente fragile verso tutti quei comportamenti che non si conformano alle regole?”

E i genitori, però, vorrebbero la Verità per stare tranquilli.

Come abbiamo già detto, per crescere i bambini hanno bisogno di uno spazio per sé. Pensiamo, ad esempio, alle scatoline, ai nascondigli, alle password del computer, ai lucchetti, ai diari segreti…
D’altro canto, i genitori sentono l’esigenza di sapere la “verità” per essere tranquilli che il loro bambino stia bene e cresca bene.
Quando un genitore intuisce che il proprio figlio mente, si arrabbia. E’ legittimo non essere sempre d’accordo ed è educativo sostenere il conflitto quando si presenta. Imparare a reggerlo è insegnare ai bambini che non succede nulla di catastrofico e di irreparabile. Essere arrabbiati per un comportamento scorretto non significa non volergli più bene. La relazione non si interrompe. Il messaggio che passa o che dovrebbe passare è, quindi, che si è in disaccordo. “Daniele sono proprio arrabbiata con te! Non dovevi strappare le pagine del libro. Adesso è tutto rovinato. Sono arrabbiata e resterò arrabbiata ancora un altro po’ finché non mi passerà. Ma ora sono proprio arrabbiata.”
Questo essere onesti nelle relazioni con i propri figli consente di aiutarli ad imparare l’importanza di ascoltare le proprie emozioni e i propri sentimenti, rispettarli e nominarli, nonché di dialogare e di scontrarsi. Per potersi incontrare di nuovo. Queste sono le basi per instaurare relazioni autentiche con gli altri.

Per concludere, i genitori riescono nel loro difficile mestiere se restano attenti ai messaggi e riescono anche a divertirsi insieme a loro perché dedicare del tempo per giocare con i propri figli porta ad una condivisione e ad una conoscenza più reale e profonda.
I bambini, dal loro punto di vista, sentono l’esigenza di avere vicini una mamma e un papà che li vedano e li ammirino; di sentire che entrambi sono fieri e soddisfatti di loro per quello che valgono.

Bibliografia
Francesco Berto e Paola Scalari (2001) “I figli ingannano. Bambini e ragazzi raccontano bugie. Quale verità possono cercare i genitori” Armando Editore

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