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Istruzioni per l'uso

Orgasmo maschile e femminile: come viverlo in modo pieno

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli, Sessualità
Cell.: 3331146928

La parola stessa, per anni è stata vissuta con ambiguità e timori, ansie, imbarazzo e pudori, tornata alla ribalta dopo gli anni del femminismo, oggi se ne parla nei modi più variegati, da quelli scientifici e curati nei dettagli delle fonti, a quelli più incerti e romanzati, poiché ancora c’è molta confusione sull’argomento.

Molte sono le differenze tra orgasmo femminile e maschile, e anche all’interno dell’universo femminile stesso. Le differenze e le curiosità ruotano intorno alle famose definizioni tra orgasmo vaginale e clitorideo, la ricerca del fantomatico punto G, le teorie sull’eiaculazione femminile, su cui ancora ci si interroga se appartengano o meno al mondo della leggenda.

Per molte donne, in percentuale piuttosto elevata, circa il 40%, l’orgasmo in sé è un traguardo mai raggiunto, mai sperimentato. Sempre se vogliamo intenderlo come un traguardo, dato che per molte coppie la vita sessuale è considerata soddisfacente pur non raggiungendo necessariamente l’orgasmo.

Questo ovviamente nel caso della donna, poiché nell’uomo è considerato una prerogativa indispensabile, e quando viene a mancare, si entra già nel campo della patologia, sia essa di natura organica che psicogena.

Molte donne invece, causa anche una cultura che per anni, forse secoli, ha negato l’universo sessuale femminile e il suo pieno riconoscimento, non lo vivono come un problema da dover affrontare e risolvere, bensì come una condizione a cui sono abituate o a cui occorre rassegnarsi.

Doverosa una premessa introduttiva, che spieghi cosa si intenda per orgasmo, nell’uomo e nella donna: è lo stato di massimo piacere raggiunto durante  l’atto sessuale, sia in coppia che da soli, con la masturbazione, con la penetrazione, o con la stimolazione orale, che presenta delle caratteristiche e delle fasi ben definite; queste vanno da un aumento graduale dell’eccitazione fino ad un punto di non ritorno, in cui l’orgasmo è, appunto, inevitabile.

Lo stato di coscienza è effettivamente alterato, alcune zone del cervello, si è visto, mostrano una sorta di sincronizzazione simile ad uno stato di tilt, in cui c’è uno spegnimento di alcune funzioni, che dura pochi secondi, seguito da un rilasciamento della muscolatura e da un generale senso di appagamento e rilassamento.

Per l’uomo la conseguenza più evidente è ovviamente l’eiaculazione, mentre per la donna la parte finale dell’orgasmo è data, fisiologicamente parlando, da una serie di contrazioni ritmiche involontarie della muscolatura perivaginale, che permettono la raccolta del liquido seminale, oltre alle componenti, ovviamente, di intenso piacere. Per questo alcuni hanno detto che a livello evoluzionistico l’orgasmo maschile ha un senso e un motivo d’esistere, mentre per quello femminile c’è una maggiore incertezza sui “perché”, che si sia d’accordo o meno.

Ciò che preme maggiormente raccontare è la componente psicologica che precede, accompagna e segue l’atto sessuale, con e senza orgasmo. Sono necessarie tutta una serie di condizioni che favoriscono l’eccitazione, sia nell’uomo che nella donna, le corrette stimolazioni sono ovviamente la premessa e le dovremmo dare per scontate, così come è necessaria ad esempio, una buona intesa sessuale con il proprio partner, dato che le cause dell’anorgasmia, ovvero della mancanza di orgasmo, in particolare nella donna, vanno ricercate soprattutto in questa serie di fattori. Ovviamente dopo aver escluso fattori di tipo organico che impediscono o frenano l’atto sessuale, ciò che interessa andare ad indagare è tutta la complessa sfera dell’emotività personale e della vita di relazione, questione forse ancor più complessa.

Le questioni organiche possono essere varie, e occorre poterle escludere con le dovute visite mediche e ginecologiche, per poter poi andare ad analizzare con l’aiuto di un esperto, possibilmente uno psicologo o psicoterapeuta con competenze in materia di sessuologia, quali elementi blocchino o frenino il desiderio in una donna o la fase finale dell’orgasmo.

Sì, perché anche qui occorre una distinzione: il mancato raggiungimento dell’orgasmo può essere vissuto con un senso di frustrazione per molte donne, che si avvicinano così al sesso in modo svogliato se non proprio distaccato, portandoci a parlare di disturbi nella fase preliminare, cioè del desiderio, piuttosto che della fase finale, quella del raggiungimento del piacere, rendendo il sesso un compito e un dovere onerosi, svolto solo per compiacere il partner. Si parla qui di disturbo del desiderio, e non di anorgasmia, che ne è la diretta conseguenza.

Le cause dell’anorgasmia possono essere ricercate in un’educazione rigida e sessuofoba, per cui la donna porta con sé dei divieti introiettati e molti severi che la inibiscono, in una scarsa conoscenza del proprio corpo, data anche da una totale mancanza di auto-masturbazione, effettuata con curiosità e con il piacere della scoperta dei propri limiti e delle proprie possibilità. O ancora, le cause si ascrivono in nevrosi di tipo ansioso-depressivo, o anche, nei casi limite, in psicosi e timori di disgregazione. Alcune donne infatti temono di perdere la propria identità e di dissolversi nel momento dell’orgasmo, ma parliamo comunque di casi limite. Per l’uomo le difficoltà sono incentrate soprattutto sul suo raggiungimento troppo prematuro o nel ritardo eccessivo, ovvero nella cosiddetta eiaculazione precoce o ritardata, in cui l’ansia gioca una componente fondamentale, in entrambi i casi, impedendo un sereno appagamento e godimento dell’atto in sé.

Altra questione che si può analizzare è sicuramente il rapporto di coppia, se c’è una buona intesa e comunicazione dei propri desideri e se il partner è sufficientemente esperto da sapere come muoversi e come stimolare la compagna, dato che molte donne vivono il mancato raggiungimento del piacere con sensi di colpa e autocritica molto forti, facendosi carico di tutte le colpe.  Trovarsi in un ambiente adeguato, sufficientemente tranquillo, non avere timori di malattie o di gravidanze indesiderate, tutto concorre ad una sessualità vissuta in maniera serena. Sentimenti di ansia, connessi al fenomeno dello spectatoring, l’auto-osservazione fatta in maniera ossessiva di se stessi visti da fuori, monitorando ciò che succede e che porta grande senso di aspettativa, sono sicuramente altri fattori inibenti.

Sicuramente la componente cognitiva e razionale durante il rapporto dovrebbe scivolare in secondo piano, lasciando spazio all’emotività, alle sensazioni corporee, alle fantasie, meglio se condivise con il partner e verbalizzate, in modo da facilitare anche la conoscenza dell’altro e delle sue richieste che più ricerca e gradisce, finalizzate d’altronde, anche al raggiungimento dell’orgasmo. In particolare per le donne è tipica la tendenza ad essere maggiormente passive nell’attesa che sia l’uomo a fare il suo “dovere”, nascondendo così sentimenti di vergogna, o per l’uomo il non chiedere alla compagna cosa desidera di più, in che modo vorrebbe essere toccato e stimolato,  poiché molti vedono nelle compagne la donna santa, la madre dei loro figli, la donna “pura”, che non compie certe azioni poiché ritenute di basso livello e di pertinenza magari delle prostitute.

L’orgasmo è inoltre un atto spontaneo, che non va ricercato ossessivamente, in particolare per la donna, né temuto come un evento che arrivi del tutto inaspettato e incontrollabile, nel caso dell’uomo che senta di soffrire di eiaculazione precoce. Tanti poi sono i miti intorno all’orgasmo simultaneo, visto come un traguardo da raggiungere a tutti i costi, senza il quale il rapporto può considerarsi un fallimento. O ancora, esiste il mito degli orgasmi multipli per la donna: una base di fondatezza scientifica può esserci per la diversa modalità di reazione fisiologica, che prevede per l’uomo dei tempi più lunghi di ripresa e una refrattarietà ad una nuova erezione nel periodo immediatamente successivo al rapporto, mentre per la donna il rapporto può continuare e portare a ulteriori orgasmi; ma questo di fatto non sempre coincide con la realtà o con gli effettivi desideri delle donne, che magari si reputano comunque soddisfatte e assaporano la distensione successiva al coito insieme al compagno, o magari presentano anch’esse un periodo di refrattarietà, in cui si è ipersensibili e ogni ulteriore stimolazione risulta fastidiosa, se non dolorosa. Sono solo modi differenti di vivere la sessualità, che non è un’attività fisica da allenare in palestra per raggiungere risultanti strabilianti, da vivere con competizione, bensì un’attività che porta piacere e soddisfazione se vissuta senza ansie, timori infondati e con la giusta complicità di coppia.

 

Bibliografia:

Il caso dell’orgasmo femminile. Pregiudizio nella scienza dell’evoluzione, Lloyd Elisabeth A.;

La funzione dell’orgasmo, Wilhelm Reich;

www.benessere.com/sessuologia

Frammenti di sesso, Il meglio di Sessuologia News, G. Rifelli.

 

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