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Identità di genere

Omosessualità femminile

Omosessualità femminile
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Dipendenze
Cell.: 3282133464

Omosessualità femminile

La diversità e le differenze sono parte integranti della nostra quotidianità avvicinandoci o allontanandoci dall’altro. L’omosessualità in particolar modo quella femminile rimane sempre sullo sfondo alimentando stereotipi e fraintendimenti.

Nel 1974 l’America Psychiatric Association, indisse un referendum tra i propri iscritti cercando di comprendere se l’omosessualità, fosse ancora considerata come una malattia mentale. Il 59% degli iscritti votò a favore dell’abolizione portando, quindi per la prima volta, a considerare l’omosessualità come una variante del comportamento umano e non più, come una patologia da curare.

Ancora oggi si trovano molti professionisti che alle richieste allarmate dei genitori, propongono interventi di “correzione” dell’orientamento sessuale con il risultato, spesso, di rinforzare un senso d’estraneità alla propria persona, senso di colpa e di rifiuto, verso se stessi.
Quando si parla d’identità sessuale e di genere solitamente si fa molta confusione e si utilizzano numerosi stereotipi. Per comprenderci, con il termine d’identità di genere ci si riferisce alla percezione che abbiamo di noi stessi definita non solo da come ci sentiamo ma anche dalla presenza di caratteri sessuali definiti. Questo ci porta a definirci come maschi o femmine. In merito all’identità sessuale invece si fa riferimento al così detto gusto sessuale che può essere, ossia orientato verso persone dello stesso sesso, eterosessuale ossia orientato verso persone del sesso opposto o bisessuale, ossia senza una netta differenziazione tra i due sessi. Ormai molti studi hanno dimostrato che c’è un continum  tra lo sviluppo dell’identità sessuale così detta normale ossia quella eterosessuale e quella omosessuale poiché l’oggetto del desiderio sessuale è indipendente dall’identità di genere. Dunque il pensare all’omosessualità come un arresto dello sviluppo psichico non sembra essere supportata dalle più recenti ricerche in campo psicologico.
E mentre la comunità gay italiana, decide di dichiarare in modo forte l’inaccettabilità di comportamenti di razzismo, costituendosi parte civile nel procedimento contro gli aggressori della coppia gay, ferita durante l’estate, sembrano ancora presenti necessità ideologiche e morali che giustifichino la diversità delle persone omosessuali. In particolar modo parlare del mondo femminile e della omosessualità femminile, sembra essere ancora piuttosto complicato, difficile da definire. A partire da Freud che considerava come causa dell’omosessualità femminile, un irrisolto passaggio nella fase edipica cosa che, avrebbe destinato la giovane fanciulla a divenire lesbica, molti teorici e approcci, hanno sviluppato tra le loro tecniche,  terapie riabilitative.  In particolar modo, diversi terapeuti omosessuali anche di formazione psicoanalitica, hanno sentito l’esigenza di organizzare degli interventi in modo tale da rispettare i propri pazienti e allo stesso tempo, la propria identità sessuale.  L’integrazione tra esperienze professionali e personali, con la pratica clinica, ricerca e strutture teoriche di riferimento, consentono di esplorare il concetto della sessualità,  entrando in punta di piedi nel vissuto della persona, ed iniziare il racconto di sé.
In relazione all’esperienza della pratica clinica, è possibile affermare che l’identità lesbica, è una normale variante della sessualità. Questo significa anche che contrariamente a quanto la cultura spesso ci imponga, non esiste necessariamente un’alterazione dello sviluppo psicologico nelle persone omosessuali sia uomini che donne. Infatti, non esiste sul piano psicologico in termini di sviluppo, alcuna differenziazione tra le caratteristiche di personalità, background familiare, psicopatologie che possano effettivamente determinare una differenziazione tra due donne una eterosessuale ed una omosessuale.
Culturalmente incappiamo spesso in stereotipi che considerano la donna lesbica come mascolina o riluttante al senso comune di femminilità. In realtà molte donne lesbiche così come quelle eterosessuali tengono molto all’aspetto estetico e alla loro femminilità. Piuttosto la difficoltà maggiore non è da riscontrarsi nell’acquisizione di strategie di azione e di comportamento, quanto nella frustrazione spesso molto pesante da sopportare dell’essere considerate come differenti e per questo marginalizzate nel caso in cui decidano di fare caming out ossia di comunicare la propria identità sessuale.
Così come per le donne eterosessuali anche le donne lesbiche presentano differenti sfaccettature nella definizione di loro stesse, in relazione ai propri comportamenti, al ruolo,  alle caratteristiche di personalità, alle loro origini e alle proprie esperienze di vita. Ad esempio alcune donne si sono sposate e sono diventate madri per poi scegliere una relazione omosessuale, altre donne invece possono aver vissuto la propria identità sin dalle prime relazioni affettive. Anche gli approcci psicoanalitici più avanzati considerano lo sviluppo omosessuale come un normale sviluppo della identità sessuale.
In particolar modo L. Horowitz descrive una serie di passaggi nello sviluppo dell’identità lesbica.

  1. Una prima fase di scoperta la persona che scopre il proprio interesse per la persona dello stesso sesso si può sentire alienata, sola e stigmatizzata. In molti casi, il tentativo di reprimere i propri sentimenti sembra essere la tecnica migliore lasciando così lo spazio a confusione e sofferenza che si accompagna alla crescente necessità di accettarsi.
  2. Nella seconda fase che l’autrice definisce come fase di esplorazione, la donna  sperimenta nuovi comportamenti adattivi e positivi che le consentiranno di entrare nella fase successiva ossia quella della prima relazione.
  3. In seguito la necessità di integrare la propria identità sarà caratterizzato da una fase di complesso sviluppo. Generalmente è in questa fase che le persone omosessuali trovano un riferimento importante in associazioni o militanza politica che consente di viversi liberamente secondo la propria identità.

Non possiamo però certamente pensare che questi passaggi si susseguano facilmente in tutte le donne che riconoscano la propria omosessualità. Infatti, la serenità e la facilità con cui questo avviene, dipende molto dalla relazione con la famiglia di appartenenza, i supporti sociali, la presenza di riferimenti positivi nella vita della persona.
Anche le relazioni interpersonali gratificanti, capaci di dare supporto in caso di necessità e le proprie risorse individuali, sono elementi fondamentali per affermarsi come persona. Soprattutto in quei contesti relazionali in cui non viene percepito il supporto necessario per la propria accettazione, la conquista della consapevolezza della propria identità sessuale, richiede molta energia psicologica ed in questi casi la determinazione con cui si affrontano le proprie scelte sessuali possono determinare non pochi stress che possono determinare un impatto profondo sulla propria personalità.
Le conseguenze quali  comportamenti difensivi, modalità relazionali, vulnerabilità, e sindromi sintomatiche, sono da relazionarsi a come la donna si pone nei confronti della propria diversità in relazione agli altri. Ad esempio nella scelta del coming out può presentarsi da un lato un vissuto di liberazione e completa accettazione o dall’altra un effetto drammatico tale da determinare la manifestazione di disfunzioni e sintomatologie.
Le donne devono essere supportate nella narrazione del loro vissuto senza  giudizio, alla scoperta della propria identità sessuale, esplorando il significato della loro esistenza e degli eventi che si susseguono in relazione alle proprie scelte.

Bibliografia:

American Psychological Association (1991), Bias in psychotherapy with lesbian and gay man (final report) Washington, DC, APA
Del Favaro R., Palomba M., (1996) Identità diverse, Edizioni Kappa, Roma
Giusti E., Lazzari A., (2005) Narrazione e autosvelamento nella clinica, Sovera edizioni, Roma
Goldstein E.D.; Horowitz L.C., (2003), Lesbian identity and contemporary psychotherapy, The Analytic Press, Inc.
www.ordinepsicologilazio.it rassegna stampa

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