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Identità di genere

Omofobia: intolleranza, paura del diverso o semplicemente frustrazione inespressa?

omofobia
roberta-mattozzi-psicologo-roma Roberta Mattozzi Colleferro ()
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ansia e Depressione, Genitori e Figli
Cell.: 3342724735

 

  • La Repubblica, 29 agosto 2009: “Brutto frocio”!! E a suon di pugni gli hanno fratturato entrambi gli zigomi e il naso.
    Emilio Rez, giovane eccentrico cantautore gay e ospite frequente di trasmissioni televisive, ha denunciato di essere stato aggredito in piena notte da un folle che lo ha rincorso e pestato davanti a una decina di persone in una cornetteria al centro di Roma: «Tranne un ragazzo di colore che ha cercato di darmi una mano, nessuno è intervenuto per difendermi; né il proprietario né i clienti in attesa dei cornetti».
  • L’inviato Speciale, settembre 2009: Firenze, pestato un gay nella giornata del corteo anti-omofobia.
    Il bersaglio della violenza nel capoluogo toscano è stato un giovane gay di 26 anni che in serata, aveva partecipato al corteo anti-omofobia nel centro storico. La denuncia è stata resa nota solo in seguito dalla sede dell’Arcigay di Firenze “Il Giglio Rosa”, parchè i familiari del ragazzo non erano a conoscenza dell’orientamento sessuale del figlio. In merito all’aggressione al giovane gay avvenuta proprio la sera della manifesta-zione contro l’omofobia organizzata sull’Arno si è pronunciato anche l’assessore ai lavori pubblici, manutenzione e decoro, Massimo Mattei del consiglio comunale di Firenze: «Mercoledì notte, alcune ore dopo la manifestazione contro l’omofobia,  in piazza Salvemini nei pressi di un locale gay, c’è stata una vile aggressione nei con-fronti di un giovane che aveva la sola colpa di essere dichiaratamente omosessuale. Un ragazzo che aveva partecipato poche ore prima alla manifestazione e che in quel locale voleva soltanto passare una serata».
  • La Repubblica, settembre 2009: a Roma nuovi attacchi omofobi, bombe carta con-tro la gay street!
    Due bombe carta, centinaia di ragazzi che fuggono urlando, un mo-torino a fuoco, il segno di un piccolo cratere nell’asfalto, una fioriera devastata e un ra-gazzo che si tiene le orecchie dal dolore: dieci minuti prima di mezzanotte, la comunità gay romana è sprofondata di nuovo in un incubo. Stavolta nel mirino è stata la Gay Street della Capitale, dopo le coltellate e le bottigliate per un bacio omosessuale, dopo le bombe incendiarie sul portoncino del locale “Qube” che ospita “Muccassassina “, la festa gay più famosa d’Italia. «Bisogna isolare le frange violente della città» dice l’Arci-gay, e chiede “a tutta gli iscritti di non avere paura”, ma gli omosessuali sono spaven-tati. Troppi episodi di intolleranza verso i gay in questi giorni per non credere in una re-crudescenza omofoba.

Molti di noi restano basiti e inorriditi ascoltando queste notizie che pensavamo non ci avreb-bero più riguardato, e forse lo pensavano anche gli omosessuali che cercano di vivere la pro-pria vita e quindi anche la propria sessualità, senza doversi proteggere da intolleranze inaudite!!

In ultimo proprio pochi giorni fa – il 19 settembre ancora aggressioni nei confronti della comunità gay e verso chi solidarizza con essa, nella serata di inaugurazione del centro sociale di destra Gens Romana, in zona Tuscolana a Roma, sono state gettate delle bombe molotov proprio rivolte al locale che ospitava omosessuali. Sempre nella stessa giornata di nuovo un attentato incendiario presso la discoteca “Qube” che era già stata obiettivo di un’altra intimidazione nel corso dell’estate in quanto locale ad alta frequentazione di omosessuali. Secondo quanto si è appreso la bomba molotov ha causato un principio di incendio ma nessun ferito. Una persona che ha avvertito i carabinieri avrebbe riferito di aver visto due giovani a bordo di una moto che lanciavano il rudimentale ordigno. Questo episodio è solo l’ultimo di un escalation di violenze ed aggressioni che hanno colpito la comunità omosessuale della capitale nel corso dell’estate.(Rainews24). Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha espresso la sua totale condanna per il nuovo attentato commesso contro un locale frequentato da persone omosessuali: «Mentre attendiamo l’esito delle indagini, nella certezza che gli inquirenti assicurino alla giustizia i responsabili, è assolutamente necessario – sottolinea Alemanno – un forte coinvolgimento di tutte le istituzioni contro qualsiasi forma di discriminazione razzista e omofoba. Per questo dobbiamo impegnarci affinché la fiaccolata in programma a Roma per il 24 settembre trovi larghissima partecipazione di tutte le forze politiche e sociali della nostra città».

Giovedì 24 settembre è stata organizzata a Roma una fiaccolata contro la violenza, l’intolleranza e a ogni forma di razzismo, si parte alle ore 19 da piazza Santi Apostoli fino ad arrivare al Colosseo.

Queste sono solo le ultime notizie raccolte in poco più di un mese e ci parlano di un sentimento di intolleranza nei confronti della comunità omosessuale che ci porta di nuovo ad affrontare il fenomeno dell’ omofobia!

Cos’è in realtà l’omofobia?

L’ OMOFOBIA può manifestarsi in modi molto diversi tra loro, dalla battuta su un una persona gay che passa per la strada, alle offese verbali, fino a vere e proprie minacce o aggressioni fisiche. In seguito all’omofobia, ad esempio, alcuni eterosessuali raccontano di sentirsi a di-sagio in presenza delle persone gay o lesbiche, altri si mettono a ridere quando le incontrano per strada. Altri ancora dicono di essere disgustati dai loro comportamenti, arrabbiati o indi-gnati. Anche la parola “frocio” può essere considerata come espressione di omofobia, perché di solito viene usata con una connotazione negativa . Un recente sondaggio condotto da Fo-cus Italia rileva come la parola “frocio” sia assieme a “mafioso” e “nazista”  uno degli insulti più gravi per gli italiani dopo le bestemmie.

Come nasce l’omofobia?

L’omofobia deriva dall’idea che tutti sono eterosessuali e che è normale e sano scegliere un partner del sesso opposto (eterosessismo). Tale considerazione è basata anche sulla falsa credenza che in natura non esistano comportamenti omosessuali. Molti animali, invece, pre-sentano comportamenti omosessuali, ad esempio i topi, criceti, porcellini d’India, conigli, porcospini, capre, cavalli, maiali, leoni, pecore, scimmie, e scimpanzé.

Il pregiudizio è rinforzato dall’ignoranza e dalla mancanza di contatti con la comunità omo-sessuale. Gli individui omofobici, di fatto, non conoscono la realtà gay e lesbica e ne hanno un’idea astratta basata su ciò che hanno sentito dire dagli altri. Tendenzialmente si agisce in modo coerente con ciò che viene ritenuto desiderabile e giusto in base alle convenzioni so-ciali dominanti. Questo meccanismo, ad esempio, è alla base del fatto che si è soliti deridere i gay perché è consuetudine farlo.
Il termine omofobia indica nell’accezione popolarmente condivisa, un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti contrari all’omosessualità o alle persone omosessuali.
Si possono distinguere tre tipi di omofobia.

  • L’omofobia pregiudiziale: riguarda le persone che giudicano l’omosessualità immora-le, contronatura, pericolosa; chi ha questa credenza ritiene che gli omosessuali non abbiano diritto a determinate condizioni sociali. A tale livello di omofobia non si manife-stano aggressioni nei confronti degli omosessuali.
  • L’omofobia discriminatoria: è caratteristica di quei soggetti che ledono la dignità e i diritti dell’omosessuale, per esempio sul posto di lavoro, nelle istituzioni, denigrandoli o aggredendoli verbalmente e fisicamente.
  • L’omofobia psicopatologica: in questo caso l’atteggiamento di rifiuto e intolleranza è considerato come una fobia, cioè una irrazionale e persistente paura e repulsione nei confronti degli omosessuali che compromette il funzionamento psicologico di chi pre-senta detta fobia.

Letteralmente OMOFOBIA deriva dal greco homos (stesso, medesimo) e fobos (paura), quindi significa “paura dello stesso”, tuttavia il termine “omo” è ormai largamente usato in rife-rimento ad omosessuale. Possiamo riflettere sui comportamenti quotidiani di intolleranza e si può  ipotizzare che in realtà tale atteggiamento non sia legato ad una credenza politica o ad un livello culturale, ma piuttosto al livello di equilibrio del singolo individuo. Facendo un qua-dro delle persone che tendono all’omofobia si possono riscontrare dei tratti comuni, come una personalità autoritaria e rigida, che si sente minacciata dal diverso da sé, anche se non ne-cessariamente omosessuale. Alti livelli di omofobia si possono riscontrare anche in persone in lotta con una forte omosessualità latente o repressa, come a negare e a combattere un lato della propria personalità che non si accetta o che spaventa. Volendo dare una sorta di spie-gazione a questo fenomeno si può ricercare un particolare atteggiamento già in adolescenza, quando è possibile che si insinui una personalità omofoba. Lo psichiatra e psicoanalista ne-wyorkese Richard A. Isay spiega come capiti spesso che alcuni adolescenti siano soliti tor-mentare e picchiare i gay. In questa età le fantasie omosessuali possono essere particolar-mente vivide a causa del conflitto evocato dal contrasto tra il bisogno di essere dipendenti dai genitori e la pressione culturale a separarsi da loro. Molti adolescenti percepiscono questi bi-sogni e desideri di dipendenza come femminili. Per sfuggire all’intenso desiderio di essere ancora dipendenti dalle loro madri, molti adolescenti hanno bisogno di affermare la loro ma-scolinità. L’odio per i gay è proprio una manifestazione particolarmente virulenta del tentativo degli adolescenti di negare i desideri regressivi di dipendenza esprimendo la loro aggressivi-tà, che viene fatta coincidere con la virilità (Isay, 1996).

Da qui può nascere la  paura di poter essere considerati omosessuali, ed i conseguenti com-portamenti volti ad evitare gli omosessuali e le situazioni considerate associate ad essi. Di conseguenza l’omofobia non solo tende ad allontanarsi da tutto ciò che possa essere asso-ciato all’omosessualità, ma purtroppo tende anche ad emarginare e perseguitare le persone che ad esempio possono sembrare “effeminate” o che non rientrano nel comune stereotipo del genere sessuale, netto e inequivocabile di uomo o donna.

Quindi, l’omofobia può essere correlata al timore di essere considerati omosessuali. Erich Fromm afferma che questo timore sia più frequente negli uomini che nelle donne, perché dal punto di vista culturale il maschio omosessuale viene considerato una “femminuccia”, e nel pensiero sessista dominante se un ragazzo viene definito “femminuccia”, si sente bollato e umiliato dal gruppo, se una ragazza è invece definita un “maschiaccio”, a ciò non si accom-pagna uguale disapprovazione, anzi spesso diventa motivo di orgoglio.

Un’interessante visione la propone il teorico Calvin Thomas affermando che «il terrore di es-sere considerati omosessuali domina le menti dei “normali eterosessuali”, perché proprio questo terrore costituisce la mente di un “normale eterosessuale». È esattamente questo or-rore per le “abiette” passioni omosessuali, prodotto e rinforzato dalla società, che crea e fa perdurare le mentalità dei “normali eterosessuali” in quanto tali e che governa l’istituzione del-la “normativa etero” . L’omofobia comporta non solo la paura di coloro che sono spregevol-mente identificati ma anche la paura di essere a propria volta spregevolmente riconosciuti: la paura, come dal significato letterale della parola, di essere “uguali a”. Quest’ultima paura è una componente considerevolmente più forte nell’omofobia che nel sessismo o nel razzismo, perché il maschio sessista o il bianco razzista corrono molto meno il “pericolo” di essere scambiati per una donna o un non-bianco, rispetto a un “normale eterosessuale” di essere “scambiato” per un omosessuale”.

L’ OMOFOBIA paradossalmente colpisce anche gli stessi gay e lesbiche ed è quella interio-rizzata, e consiste nell’accettazione da parte degli omosessuali di tutti i pregiudizi, le etichette negative e gli atteggiamenti discriminatori verso l’omosessualità. Questa interiorizzazione del pregiudizio è per lo più inconsapevole e può portare a vivere con difficoltà il proprio orienta-mento sessuale, a contrastarlo, a negarlo o addirittura a nutrire sentimenti discriminatori nei confronti degli omosessuali.
L’ OMOFOBIA non è solo insulti e aggressioni che rendono difficile la vita nella società, ma spesso anche grande sofferenza e difficoltà a scuola, nel lavoro, con manifestazioni di bulli-smo, di mobbing. Secondo l’Agenzia per i diritti Fondamentali (FRA) dell’Unione Europea, l’omofobia nel 2009 ha già danneggiato la salute e la carriera di quasi 4 milioni di persone in Europa. L’Italia è il paese dell’Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, poli-tica ed istituzionale.

Forse discriminazioni, manifestazioni razziste, intolleranze, schernimenti e violenza non ces-seranno mai di esistere, dobbiamo convivere con questa consapevolezza e mettere in conto che la diversità che noi accettiamo deve includere anche quel “diverso” che invece non accet-ta le sfumature della natura e della vita!!
In un certo senso lo sforzo più grande è proprio quello di accettare chi non accetta e cercare di vivere serenamente questa realtà.

Bibliografia:

  • Pedote P., Lo Presti G.,2003 Omofobia. Il pregiudizio anti-omosessuale dalla Bibbia ai nostri giorni, Stampa alternativa, Roma.
  • A.Isay R.,1996, Essere Omosessuali. Omosessualità maschile e sviluppo psichico, Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Comuicato Stampa del Comune di Firenze, ANSA, Arcigay, Repubblica, Rainews24, L’inviato Speciale.

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