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Infanzia e Adolescenza

Obesità infantile: bisogna fermarla!

Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3470571342

In questi giorni, tanto in Italia quanto in America, sono stati puntati i riflettori sul tema dell’obesità infantile.

ITALIA:
Nel corso della IV edizione di “Nutrimi”, convegno internazionale di Nutrizione Pratica tenutosi in questi giorni a Milano, Valeria Del Balzo, del Dipartimento di Scienze dell’Alimentazione all’Università “La Sapienza” di Roma, denuncia l’elevata –frequente esposizione dei bambini a spot di prodotti alimentare.

Infatti, ogni cinque minuti vengono proiettati spot di alimenti, nella fascia oraria e tra i programmi per i bambini. Un qualsiasi bambino italiano che guarda la televisione per tre ore al giorno è esposto a circa 32.850 pubblicità in un anno.

AMERICA
In America il problema dell’obesità è molto forte.
In California si cerca di affrontare il problema vietando di abbinare, ai prodotti alimentari che facilitano lo sviluppo di obesità, regali-giochi.
Lo scorso 28 aprile, il New York Times presenta l’iniziativa legislativa promossa in alcune aree della California. Viene vietato ai ristoranti di abbinare, alla vendita di prodotti alimentari non sani, giocattoli.

L’Organizzazione Mondiale della Salute definisce l’obesità infantile come uno dei più seri problemi di salute che ha subito una netta crescita nel 21° secolo.
Globalmente, nel 2010, il numero di bambini in sovrappeso stimato dall’OMS è di oltre 42 mila (ovviamente concentrati nei paesi industrializzati).
In questi giorni, tanto in Italia quanto in America, sono stati puntati i riflettori sul tema dell’obesità infantile.

ITALIA:
Nel corso della IV edizione di “Nutrimi”, convegno internazionale di Nutrizione Pratica tenutosi in questi giorni a Milano, Valeria Del Balzo, del Dipartimento di Scienze dell’Alimentazione all’Università “La Sapienza” di Roma, denuncia l’elevata –frequente esposizione dei bambini a spot di prodotti alimentare.

Infatti, ogni cinque minuti vengono proiettati spot di alimenti, nella fascia oraria e tra i programmi per i bambini. Un qualsiasi bambino italiano che guarda la televisione per tre ore al giorno è esposto a circa 32.850 pubblicità in un anno.

AMERICA
In America il problema dell’obesità è molto forte.
In California si cerca di affrontare il problema vietando di abbinare, ai prodotti alimentari che facilitano lo sviluppo di obesità, regali-giochi.
Lo scorso 28 aprile, il New York Times presenta l’iniziativa legislativa promossa in alcune aree della California. Viene vietato ai ristoranti di abbinare, alla vendita di prodotti alimentari non sani, giocattoli.

L’Organizzazione Mondiale della Salute definisce l’obesità infantile come uno dei più seri problemi di salute che ha subito una netta crescita nel 21° secolo.
Globalmente, nel 2010, il numero di bambini in sovrappeso stimato dall’OMS è di oltre 42 mila (ovviamente concentrati nei paesi industrializzati).

Per quanto Italia e America siano due realtà culturali e dai ritmi quotidiani tra loro differenti, in questo caso da entrambe arriva il monito a voler contrastare quelle forme di facilitazione-incentivazione dello sviluppo di obesità.

Quanto viene proiettato in TV rappresenta uno stimolo, complesso, veloce, di natura sia visiva che uditiva.
Come verificato, la capacità di comprendere in senso critico il messaggio che viene mandato è molto bassa, per l’adulto ma ancor più per il bambino.
Inoltre, la natura ripetitiva – costante di questi stimoli ne rende ancora più forte il potere influenzante.

Allo stesso modo, dare un gioco insieme ad un cibo:
-rende più appetibile l’idea di mangiare quel cibo;
-rappresenta un distruttore verso uno spirito critico.

In entrambi i casi:
-il cibo proposto non è sano bensì ricco di zuccheri e grassi;
-si avvicina il bambino verso la scelta di questa categoria di cibo;
-si distrae il bambino dal mangiare pensando solo al gioco.

Questa categoria di alimenti, detta “fast-food” si caratterizza per un sapore molto appetibile ma per l’abbondanza di elementi fritti, grassi, salati e zuccherati.

L’assenza di controllo nella gestione del cibo, del senso di fame o sazietà risente molto di questi meccanismi e facilita l’insorgere dell’obesità.
Questo rappresenta un importante fattore di rischio perchè, in età evolutiva, si gettano le fondamenta per lo sviluppo della capacità di gestire, scegliere cosa e come mangiare.

Quanto viene proiettato in TV rappresenta uno stimolo, complesso, veloce, di natura sia visiva che uditiva.
Come verificato, la capacità di comprendere in senso critico il messaggio che viene mandato è molto bassa, per l’adulto ma ancor più per il bambino.
Inoltre, la natura ripetitiva – costante di questi stimoli ne rende ancora più forte il potere influenzante.

Allo stesso modo, dare un gioco insieme ad un cibo:
-rende più appetibile l’idea di mangiare quel cibo;
-rappresenta un distruttore verso uno spirito critico.

Dott.ssa Chiara Iazzolino, Ordine Psicologi Lazio, n. 17378.

Riferimenti bibliografici

D’alessio M., (2003), Posso guardare la TV?, FrancoAngeli, Milano.

ANSA.it

The New York Times – Breaking News, World News & Multimedia
www.who.int

Congresso internazionale di nutrizione pratica 2010

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