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Paure e Fobie

Nomofobia: paura di restare senza smartphone

La nomofobia, paura e smarrimento quando lo smartphone non funziona.
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347/6790034

Avete mai dimenticato, perso o rotto il telefonino e avvertito per questo una sensazione di smarrimento e agitazione? Potrebbe essere stata Nomofobia. Da non molto è stato coniato questo strano termine per descrivere un comportamento patologico, riconosciuto come fobia, che riguarda l’utilizzo del cellulare/smartphone.

Il nome nasce dall’unione dell’abbreviazione di “no-mobile-phone” e  “phobia“ e tecnicamente si riferisce alla paura di restare senza il proprio smartphone.

Sappiamo di vivere in un’epoca tecnologica e computerizzata che ha modificato molto il modo di comunicare e stare insieme e questo sembra essere una consapevolezza abbastanza diffusa, quello che forse però non lo è mai abbastanza sono i comportamenti che, in conseguenza a questo, mettiamo in atto quotidianamente nonostante tale consapevolezza. Non a caso oggi si parla di “nuove dipendenze”, facendo riferimento ad atteggiamenti nuovi che sono entrati nella vita di tutti i giorni e che ci imprigionano e passivizzano privandoci del potere mentale e spesso anche fisico.

Quando parliamo di dipendenza infatti ci riferiamo alla presenza costante di qualcosa che ci serve, che si avverte come necessaria e senza la quale non riusciamo a stare; così è per l’alcool, il fumo, le droghe o le persone nelle dipendenze affettive.

Il cellulare, oggetto nato per facilitare meglio la comunicazione fra le persone, sembra assumere da un po’ di tempo sempre di più la funzione di un oggetto non solo importante per telefonare, ma necessario per comunicare e relazionarsi, senza il quale dunque sembra ci manchi qualcosa e percepiamo difficoltà e paura di essere “tagliati fuori” dal mondo.

 Ma come mai il pensiero di non avere a portata di mano la realtà virtuale del nostro smartphone ci fa avere la sensazione di essere “tagliati fuori dal mondo”? Probabilmente il problema principale sta proprio in questa distorta convinzione, che nasce in conseguenza dell’uso/abuso quotidiano che facciamo del cellulare. E’ così tanto il tempo in cui siamo online nel mondo virtuale infatti, da confondere e invertire quasi le due dimensioni, con il rischio di sentirci persi, agitati e offline nella realtà.

Un recente studio effettuato da Morningside Recovery (centro di riabilitazione mentale di Newport Beach) ha potuto dimostrare che milioni di Americani sono affetti da nomofobia e che molti di loro raggiungono stati elevati di agitazione incontrollata se si accorgono di non possedere il proprio cellulare/smartphone. Circa 2/3 della popolazione sembra soffrire di nomofobia e, negli ultimi due anni, proporzionalmente allo sviluppo tecnologico, i nomofobi risultano aumentati del 13%.

Come possiamo renderci conto se siamo affetti da nomofobia?

Gli studi di Morninside Recovery hanno dimostrato che sono tre i segnali d’allarme che possono aiutarci a capirlo:

  • controllo frequente del proprio telefono
  • utilizzo dello smartphone in posti poco pertinenti
  • controllo costante del livello di batteria del dispositivo per assicurarsi che non si possa scaricare per eventuali operazioni importanti.

C’è da dire che la tecnologia sempre più avanzata, che rende oggi i telefonini multitasking, certamente non aiuta tutto questo, anzi, se mai, contribuisce ad aumentare il legame dipendente con il nostro dispositivo elettronico. Pensiamo ad esempio al fatto che il telefono è diventato anche la nostra personale agenda su cui trascrivere appunti e contatti importanti o alla facilità con cui possiamo fermare istantaneamente un momento della nostra vita o fotografandolo o videoregistrandolo; quanto riusciamo davvero a godere di quel momento? Vacanze, concerti, eventi, esperienze sono diventati oggi sempre di più momenti da fotografate e registrare, per avere poi l’occasione di rivederli o postarli sui socialnetwork in attesa di milioni di like. E’ ovvio che non si vuole qui né screditare, né sminuire lo sviluppo della tecnologia, che è stata al contrario, e continua ad essere, di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’uomo in molti aspetti della vita, ma riflettere sui rischi che un utilizzo sbagliato di essa può provocare sicuramente sì.

Come si può allora aumentare la consapevolezza di questi pericolosi fenomeni e sviluppare anche un autocontrollo su di essi?

  • intanto conoscerne l’esistenza, come pure sapere che, nonostante la consapevolezza possiamo rimanerne vittime.
  • riflettere sull’uso reale che si fa del proprio smartphon e monitorarlo attivamente, per non rischiare di passivizzarsi e sviluppare dipendenza
  • sapere che è stata creata anche un’applicazione che si chiama Checky proprio con lo scopo di aiutarci a creare più consapevolezza sulla smartphone-dipendenza.

Una divertente animazione sulla dipendenza da smartphone può aiutavi forse ancora meglio a riflettere sull’argomento.

Buona visione!

https://youtu.be/SQVUXprptTU

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