Trova il tuo Psicologo
       Psicoterapeuta B4U

B4U > Magazine > Ben-Essere > Autostima > Noi e la nostra autostima

Autostima

Noi e la nostra autostima

autostima
Roberta Michelotto Roberta Michelotto Villatora di Saonara (PD)
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347 1243081

autostima

Una delle più grandi paure per l’individuo è quella di non valere agli occhi degli altri, di poter essere considerato in modo negativo oppure con ostilità.

Provare questa sensazione può voler dire che dentro di noi si stanno muovendo ricordi emotivi di ferite che la nostra autostima ha subito durante l’infanzia. Ferite, legate soprattutto ad una non adeguata relazione con le figure di riferimento con le quali ci si confrontava, oppure le ferite all’autostima possono derivare da episodi particolari come: abbandoni, ritiri degli affetti, ingiustizie, critiche malevoli, ferite dell’amor proprio e così via…

Si tratta di un insieme di traumi grandi e piccoli che possono riemergere in determinate situazioni, oppure possono diventare un complesso di “paura sociale” perennemente presente.

L’autostima rappresenta il modo in cui ognuno di noi si valuta, si giudica, si critica all’interno di un contesto di relazione. Ci fa interiorizzare uno schema di riferimento che, a seconda del nostro stile di attaccamento sicuro o insicuro, ci guiderà nel rapporto con noi stessi e con il mondo.

Ogni bambino interiorizza i valori e la morale della sua cultura in un modo personale. Al termine di questo processo di transizione, l’individuo avrà acquisito e simbolizzato dentro di sé una serie di modi, abitudini e attitudini per poter essere in grado di pianificare e mettere in atto delle scelte da solo. Sarà consapevole del fatto che fare una scelta può significare rinunciare a qualcos’altro.

Questo implica la capacità dell’individuo di riflettere su di sé in maniera consapevole e di orientare i propri comportamenti verso una meta.

L’autostima si alimenta giornalmente ed è determinata da informazioni soggettive e oggettive che si riferiscono a tre tipi di sé:

– Il Sé reale, rappresenta la valutazione oggettiva delle nostre competenze effettive.

– Il Sé percepito, si riferisce a come valutiamo il nostro sé reale. Molto spesso, il Sé reale e il Sé percepito non sono concordi; il rischio è sempre quello di commettere l’errore di sopravvalutarci o al contrario di sottovalutarci.

– Il Sé ideale, si riferisce a come vorremmo effettivamente essere ed è influenzato dalla cultura e dalla società.

I maggiori problemi legati all’autostima, sorgono quando si rileva una grossa discrepanza tra il Sé percepito e il Sé ideale, in pratica quando il sentirsi in un modo particolare, non coincide con il desiderio di come vorremmo effettivamente essere. Quindi quando il nostro modello ideale di come vorremmo essere, ci sembra troppo lontano e irraggiungibile, ne soffriamo.

L’autostima e la sicurezza interiore, possono essere considerati come due fari che ci orientano e ci guidano nel nostro percorso di autorealizzazione.

Il concetto di autostima si inserisce all’interno di diversi contesti:

- sociale, in relazione alla cerchia di amici  e al rapporto con il partner;

- scolastico/lavorativo, dove il sentirsi più o meno bravi nell’affrontare un compito scolastico o una sfida lavorativa può comportare dei vantaggi come: buoni voti, carriera, soddisfazione ecc..;

- familiare, legato alla sicurezza affettiva;

- corporeo, per quanto riguarda l’aspetto fisico e le prestazioni fisiche.

L’autostima, influenza l’autoefficacia, cioè la consapevolezza di poter raggiungere degli obiettivi, influenza il tono dell’umore e le relazioni affettive. In generale influenza il successo nella vita e le scelte di ogni tipo.

Oggi la cultura moderna impone all’individuo il raggiungimento di modelli inarrivabili che lo mettono a confronto con il dover essere perfetto, adeguato e all’altezza delle situazioni. Da qui si origina il senso di colpa, di impotenza, di ansia o di aggressività per eventi di cui ci riteniamo responsabili o che crediamo avremmo dovuto impedire. E così succede che nei periodi critici o traumatici le voci di dentro si disgelano e gli episodi difficili del nostro passato, che albergano in noi, emergono come fantasmi per scoprire una verità disperata o un’esperienza forte.

È in questi momenti che l’autostima entra in gioco e impone pensieri, emozioni comportamenti e convinzioni per mantenere il più possibile intatta l’idea che abbiamo di noi stessi.

L’autostima ci rimanda continuamente l’immagine che abbiamo di noi stessi e degli altri, ci impone percezioni e dettami sui nostri comportamenti.

La sicurezza interiore e un sano senso di sé si costruiscono nella relazione.

Acquisire una buona autostima vuol dire imparare a stare nella relazione e ad uscirne, per poi rientrare. Significa imparare a gestire l’autonomia nella relazione, non svincolandosi da essa, ma anzi, imparando attraverso la conoscenza consapevole delle proprie modalità di contatto, i nostri stili di attaccamento.

Alcuni consigli per migliorare l’autostima:

– Curare l’aspetto fisico: l’immagine che abbiamo di noi stessi è determinante per la nostra autostima. Mantenere un aspetto curato, pulito e non trasandato aiuta anche nelle relazioni con gli altri.

– Allenare la mente: il livello di autostima è direttamente proporzionale al livello di preparazione. Questo vale in ambito scolastico, in quello lavorativo e nel confronto quotidiano con le persone che ci circondano.

– Allontanare i pensieri negativi: sono i peggiori nemici di noi stessi. I pensieri negativi possono letteralmente distruggere l’autostima. Ripetersi continuamente frasi del tipo “non sono all’altezza”, “non ci riesco”, “non sono capace” è un modo per la psiche di creare delle scappatoie quando si ha paura di affrontare qualcosa. È bene diventare consapevoli dei propri pensieri negativi e cercare di sostituirli con pensieri positivi come: “Ho già affrontato il problema xy posso affrontare anche questo”, “ho ottenuto questo risultato, posso raggiungere anche questo obiettivo”.

– Conoscere se stessi: la carenza di autostima è generalmente legata ad una scarsa considerazione che abbiamo di noi stessi. Conoscere realmente i nostri difetti e le nostre qualità può aiutare ad avere un’immagine di se stessi più oggettiva e quindi a migliorare sensibilmente la propria autostima.

– Imparare a dire qualche No: saper dire No quando serve, è una dimostrazione di autorevolezza soprattutto in ambito lavorativo. Dire ogni tanto un No può aiutare ad affermare le proprie posizioni e di conseguenza accresce la stima che si ha di se stessi.

– Fare volontariato: contribuire al benessere di un’altra persona fa sentire bene e migliora la percezione che si ha di se stessi.

– Sorridere di più: Un sorriso cordiale, sincero e semplice è il modo migliore per presentarsi bene agli altri e a se stessi.

– Fissare un piccolo obiettivo e fare in modo di raggiungerlo: le vittorie influenzano la considerazione che abbiamo di noi stessi. E’ bene iniziare fissando dei piccoli traguardi, raggiunti i quali si può passare ad obiettivi più difficili.

BIBLIOGRAFIA:

– Menditto M. : “Realizzazione di sé e sicurezza interiore” 2006 Edizioni Erickson

Commenti

Una risposta a “Noi e la nostra autostima”

Lascia un commento

Scegli l'account con il quale vuoi firmare il commento

Benessere4u è un sito web dedicato al benessere psicofisico continuamente alimentato dalla professionalità e competenza di centinaia di psicologi e psicotepeuti professionisti sparsi in tutta italia. Trova lo specialista più adatto alle tue esigenze!

Altro... Autostima
dire no
Imparare a dire No

Quanti di voi hanno sperimentato disagio o difficoltà nel dire no a qualcuno? Può essere capitato nella nostra vita, pur...

Chiudi