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Rilassamento

Mindfulness: come liberarsi da preoccupazioni e stress

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cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

Abituati a vivere freneticamente, si fa sempre meno attenzione alle proprie sensazioni, ai propri pensieri e si finisce spesso ad agire con il pilota automatico. Vi è mai capitato di ritrovarvi ad essere trascinati da eventi ed emozioni e ritrovarvi a fare qualcosa di sbagliato di cui poi vi pentite? Di farvi una doccia per rilassarvi, dopo una giornata faticosa e ritrovarvi invece a pensare a quello che dovete fare il giorno dopo, con tutto il carico emotivo di preoccupazioni associate?

Oggi si ha sempre meno tempo per ascoltarsi e godere a pieno di quello che si sta facendo nel momento presente con il rischio di essere sempre insoddisfatti.

La mindfulness propone un approccio che consente di liberare la propria mente dalle abituali fonti di stress e di sofferenza emotiva. Fonda le proprie radici nelle antiche tradizioni orientali e integra le nuove scoperte scientifiche occidentali nell’ambito delle neuroscienze.

Diffusa negli ’70 negli Stati Uniti per la promozione della salute, grazie al medico americano Jon Kabat Zinn, dell’University of Massachusets, si è rilevata efficace nel promuovere il benessere in un’ampia gamma di problemi legati allo stress come ansia, depressione, dolore cronico, ma anche nell’incrementare le difese immunitarie e aumentare il potenziale curativo di varie terapie.

La mindfulness sostanzialmente è una meditazione di consapevolezza. L’idiogramma cinese per “mindfulness” è “nian” (?) che è la combinazione di due caratteri diversi, ognuno con un suo significato. La parte superiore dell’idiogramma significa “adesso”, mentre la parte inferiore significa “cuore” o “mente”. L’idiogramma completo indica letteralmente l’atto di vivere il momento presente con il cuore.

Secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn, mindfulness significa “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”.

Si tratta cioè di dirigere la propria attenzione a quello che accade nel proprio corpo e intorno a sé, ascoltando la propria esperienza più accuratamente, volontariamente, momento per momento e osservandola per quello che è, senza valutarla o criticarla. Si osserva in modo attento e consapevole non solo con la mente ma anche con il cuore e con il corpo: è un’osservazione partecipe nel senso che sentiamo lo stato emotivo, non ci limitiamo ad osservarlo da fuori.

Non si tratta di un modo per svuotare la mente o di un esercizio di rilassamento. L’obiettivo è quello di portare la mente al “qui e ora” e vivere con pienezza di sensazioni il momento presente, permettendo di mettere da parte le preoccupazioni per il passato e il futuro.

Uno dei modi più semplici ed efficaci di praticarla consiste:

  1. nell’osservare il proprio respiro
  2. concentrandosi su di esso ed osservando quello che accade mentre si respira
  3. cercando di mantenere l’attenzione alle proprie sensazioni corporee, momento per momento.

Se la mente si allontana dal respiro per focalizzarsi su pensieri lontani, la mindfulness prevede di non giudicare, né inseguire i pensieri, ma di riportare gentilmente la propria attenzione sul respiro. La mente in questo modo impara ad essere più stabile e meno reattiva.

La mindfulness propone per certi versi un lavoro controintuitivo e controcorrente. Rivolgendo l’attenzione a quello che accade nel momento presente ci mette in relazione anche più diretta con il disagio, con quello che non ci piace, che ci fa soffrire. La tendenza solitamente è quella di fuggire quello che crea disagio, sebbene questo abbia come effetto paradossale l’aumento del disagio, della propria sofferenza e del proprio livello di stress.

La mindfulness ci permette di osservare quello che ci accade, accogliendolo senza giudicarlo, senza trovare una risposta immediata, dandoci l’opportunità di coltivare un’attenzione compassionevole verso quello che ci succede. Focalizzando la propria consapevolezza sull’esperienza presente, sulle sensazioni, sulle emozioni, sui propri pensieri, permette di lavorare su di sé, imparando a lasciar fluire i pensieri, le sensazioni, ad osservarli senza identificarsi con essi.

È come se facesse da specchio ai nostri pensieri, alle nostre sensazioni e in questo modo ci permettesse di osservare attentamente i nostri automatismi, i nostri pensieri disfunzionali e sorprendentemente ci permette di fare spazio. La mindfulness permette che aumenti, dentro la nostra mente, lo spazio tra lo stimolo esterno e la nostra risposta emotiva e in questo modo possiamo capire meglio cosa ci sta succedendo, prendere decisioni più appropriate, che promuovono il cambiamento, consentendoci di ottenere uno stato di maggior benessere. L’atteggiamento opposto, invece, è quello per il quale si è portati a reagire in modo inconsapevole agli eventi, come se si fosse guidati da un pilota automatico, finendo con essere travolti dall’emozione.

Lo scopo finale della pratica mindfulness è quello di generalizzare questa modalità di portare l’attenzione a tutte le situazioni e i contesti della vita quotidiana, diventando un vero e proprio stile di vita. Si potrà coltivare la consapevolezza del momento presente quando si è presi dalle proprie attività quotidiane, quando si guarda, si ascolta, si pensa, si parla, si cucina, si mangia, si cammina o si lavora, nei momenti facili e in quelli difficili.

Vivere mindfulness significa mantenere il contatto con la realtà, per quella che è oggettivamente, senza arricchirla di significati derivati dal proprio modo giudicante di interpretarla che portano spesso a conclusioni spesso fuorvianti e nocive per il nostro benessere.

Vuol dire imparare a stare con se stessi qualsiasi cosa sta accadendo, senza etichettarlo come buono, cattivo, giusto o sbagliato, consentendo di accedere al potenziale di guarigione che è presente in ognuno di noi.

 “Scorri con ciò che accade e lascia che la tua mente sia libera. Rimani centrato e accetta qualsiasi cosa tu stia facendo. Questo è la massima realizzazione.”  (Chuang Tzu)

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