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Ansia e Depressione

Christmas blue:malinconia da Natale

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Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ansia e Depressione, Ben-essere
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Nel periodo che precede le festività natalizie è frequente, per alcune persone, avvertire una cupezza interiore che stride con le luci e i colori delle città vestite a festa, con la frenetica ricerca dei regali e soprattutto con le scene di vita familiare, a tavola, immerse in un’atmosfera magica, di armonia e serenità, rappresentate nelle pubblicità.


Luci e ombre del Natale

In realtà i significati che si celano dietro alla festività più dolcemente malinconica dell’anno rimandano a temi di morte e di rinascita. Il Natale ha radici lontane e prima di diventare un simbolo della cristianità, veniva celebrato dalle antiche civiltà pagane nel suo significato di rinascita dopo la lunga notte. In effetti questo è il periodo dell’anno in cui le giornate sono più corte e il buio sembra prevalere sulla luminosità. L’attuale rito di scambiarsi i regali, che oggi viene vissuto nei suoi aspetti più consumistici, in realtà ha un’origine molto antica e già nelle Saturnali dei romani, 1000 anni prima di Cristo, si offrivano doni ai defunti. Il nostro Natale è ancora più ricco se si pensa che in esso si depositano non solo i significati tramandati dalla nostra tradizione, prima pagana e poi cristiana ma anche simboli e miti provenienti dalle tradizioni nordiche.

Babbo Natale, che nella leggenda è San Nicola, viene ricordato per la sua bontà e generosità per aver donato sacchetti di monete, a tre donne povere che, senza dote, non avrebbero mai potuto sposarsi. E anche il nostro attuale rito di riunirsi in famiglia ha origini remote e lo ritroviamo anche nelle antiche tradizioni nordiche. Il vissuto malinconico che molti provano durante le feste di natale può quindi, in parte, essere dovuto a una sensibilità che permette di cogliere gli aspetti malinconici celati dietro ad una festività che viene attualmente vissuta soltanto nei suoi significati più superficiali. Il Natale, inoltre, coincide con una fase dell’anno in cui, spesso, si fanno bilanci e ci si domanda se i propositi e gli obiettivi con cui si è iniziato l’anno siano stati raggiunti o meno. Come da tradizione, poi, le feste di Natale prevedono delle frequenti riunioni con i parenti e questo, se da una parte consente di ritrovare gli affetti, soprattutto se la famiglia viene vissuta come fonte di sostegno e calore, dall’altra può generare qualche disagio se ci sono stati contrasti o lutti.

I pranzi e le cene con i familiari possono, inoltre, evocare ricordi della propria infanzia e questo può generare, a volte, dei vissuti di nostalgia che sfociano in malinconia se si pensa al passato come ad un periodo in cui si era più sereni o semplicemente si avvertiva di più la dimensione affettiva di questa festività. Il Natale può tingersi di ombre pesanti soprattutto per chi, in questo momento dell’anno, percepisce ancora più profondamente il proprio vissuto di solitudine, cosa che può capitare agli anziani o per chi già soffre di uno stato depressivo che, in questo periodo, può acuirsi.
Le ragioni biologiche

Il periodo  natalizio coincide con una fase dell’anno in cui la scarsa luminosità delle giornate influenza il tono dell’umore, in persone particolarmente predisposte, agendo su alcuni neurotrasmettitori. La luce, infatti, interviene nel metabolismo della melatonina e della serotonina, entrambe prodotte a partire dallo stesso aminoacido: il triptofano. Con la riduzione della luminosità diminuisce la sintesi di queste sostanze, con un conseguente abbassamento del tono dell’umore. Questo spiega anche la motivazione per cui ci si può sentire particolarmente attratti da cibi come i carboidrati in quanto, contenendo triptofano, agiscono innalzando le quantità di serotonina e aiutano a ripristinare uno stato di temporaneo benessere psicofisico.

Quale spirito per le festività?

Può, intanto, essere d’aiuto prendere consapevolezza del fatto che il Natale, proprio per i suoi significati intrinseci, percepiti più o meno intensamente da ognuno di noi, può indurre uno stato di lieve malinconia. Si può evitare anche di stravolgere eccessivamente i propri ritmi di vita consueti, lasciandosi andare un po’ troppo agli eccessi di cibo, alcol, sigarette e sacrificando il sonno. Un’ottima scelta è continuare a praticare una moderata attività fisica anche durante le feste. È stato, infatti, dimostrato che il movimento agisce positivamente sull’umore consentendo di produrre endorfine, le stesse sostanze che si mettono in circolo quando mangiamo la cioccolata. Se, invece, questo stato di malessere precede e segue le festività natalizie può richiedere un’attenzione in più e sollecitare delle riflessioni.


Fonti

  • Pallanti S. “Christmas blue-come stiamo e perché”, www.fondazioneidea.it.
  • Graziottin A. “Perché a Natale mi assale la malinconia?”, www.alessandragraziottin.it
  • D’Apremont A. “La vera storia di Babbo Natale”, Edizioni L’Età dell’Acquario.

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