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L’ortoressia nervosa: sto mangiando sano?

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347/6790034

Usciti dalle feste natalizie, si sa, il cibo diviene il centro di preoccupazioni, non solo per le lunghe organizzazioni e preparazioni ma soprattutto per  lo smaltimento poi di quantità e qualità di cibi a cui non siamo abituati nella quotidianità. Eppure c’è chi con il cibo ci lotta ogni giorno. Sempre di più oggi il cibo sta diventando qualcosa che fa paura. Costantemente sottoposti ad un bombardamento di informazioni su ciò che fa bene o fa male alla salute, sugli alimenti “buoni” e “cattivi”, infatti non c’è da meravigliarsi se il rapporto con il cibo si sia fatto sempre più complesso e problematico.

Recentemente, i mass-media e gli specialisti del settore  dell’alimentazione hanno segnalato la diffusione di un nuovo disturbo, chiamato Ortoressia nervosa (ON).

Il termine ortoressia (da orthos, corretto, e orexis, appetito) fu utilizzato per la prima volta nel 1997 dal dietologo americano Steven Bratman per descrivere l’ossessione patologica riguardo il consumo di cibi sani e naturali. Oggi, sebbene non esistano né una definizione universalmente accettata né dei criteri diagnostici formalmente riconosciuti, si intende per ortoressia nervosa (ON) l’ossessione patologica per i cibi “puri”.

Secondo i dati diffusi dal Ministero Italiano della Salute per i disturbi alimentari, le persone affette da ortoressia sarebbero 300 mila in Italia (a fronte di tre milioni di pazienti con disturbi alimentari), con una prevalenza maggiore tra gli uomini piuttosto che tra le donne (11.3% vs 3.9%)

Psicologicamente il cibo non ha a che fare solo con la nutrizione, anzi a mio avviso molto poco. Il valore simbolico che si nasconde dietro il mangiare, masticare, mettere in bocca contiene molto altro ed è collegato ai nostri stati d’animo, alle nostre emozioni nonché alle nostre relazioni affettive. L’aggettivo “nervosa” che si aggiunge infatti sia a questo tipo di disturbo che a quelli più conosciuti come la bulimia o l’anoressia non è certamente un caso, con la differenza che nell’ortoressia la fissazione è relativa più alla qualità che alla quantità del cibo ingerito.

Tale fissazione si presenta con dei caratteri molto precisi. Come possiamo riconoscere l’ortoressia?

  • Rimuginare sul cibo in modo ossessivo, dedicando anche 3-4 ore al giorno a pensare a quali cibi comprare.
  • Comportamenti e rituali ossessivi che riguardano selezione,ricerca, preparazione e consumo degli alimenti.
  • Insoddisfazione affettiva e isolamento dovuto alla preoccupazione di dover mantenere le proprie rigide regole alimentari.

Diventa chiaramente impossibile andare al ristorante o accettare un invito a cena da amici; con il passare del tempo, gli alimenti “concessi” diventano sempre di meno e la qualità del cibo arriva ad essere più importante dei valori morali, delle relazioni sociali, dell’attività lavorativa e della vita affettiva, minando il funzionamento globale ed il benessere dell’individuo.

Sebbene non ancora classificata all’interno del manuale diagnostico è chiaro come un atteggiamento che paradossalmente parte dall’idea di sanezza e salute ma sfocia in un pensiero e un comportamento ossessivo meriti attenzione e necessiti di cura.

Alcuni specialisti  hanno sviluppato l’ORTO-15, uno strumento per fare diagnosi di Ortoressia Nervosa. Si tratta di un questionario auto-somministrato composto da 15 item che valutano la presenza di comportamenti ossessivi relativi la selezione, acquisto, preparazione e consumazione dei cibi considerati salutari come ad esempio:

  • “Quando entri in un negozio di alimentari ti senti confuso?”
  • Sei disposto a spendere di più per avere cibi più sani?
  • Pensi che la convinzione di mangiare solo cibo sano aumenti la tua autostima?

Diversamente dai disturbi alimentari come l’anoressia e la bulimia l’origine non sembra avere però a che fare con una bassa stima di sé quanto piuttosto con una vera e propria fobia di contrarre malattie e contaminarsi.

Per molte persone, la salute rappresenta oggi una variabile molto importante nella pianificazione del menu e questo rappresenta sicuramente un atteggiamento sano e positivo verso la propria persona.

 Ma come trovare allora  il giusto equilibrio tra il mangiare sano e l’ossessione per il mangiare sano?

Come per molti altri aspetti della vita, la chiave è sicuramente la moderazione insieme ad un giusto livello di consapevolezza rispetto a quegli atteggiamenti che sembrano sfociare in fissazioni, facendosi  aiutare laddove non si riescano a frenare.

Ricordiamoci che un’alimentazione più sana deve avere un effetto positivo sulla propria salute, senza ridurre i piaceri della vita o influire sui rapporti con gli altri.

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