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L’oroscopo… so che non è vero, ma ci credo!

credere all'oroscopo
Roberta Michelotto Roberta Michelotto Villatora di Saonara (PD)
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347 1243081

L’oroscopo, porta con sé un fascino particolare che ammalia una moltitudine di persone. Soprattutto in questo periodo, si è alla ricerca di previsioni personalizzate per l’anno nuovo e di conoscere quali sono le influenze astrali che potrebbero condizionare la nostra vita. Inoltre mai come negli ultimi tempi l’attenzione è rivolta anche alle varie profezie sulla probabile fine del mondo.

Ma perché c’è questo bisogno di credere all’oroscopo, di cercarlo sulle pagine dei quotidiani, in internet o di rimane incollati davanti alla TV quando si sente parlare di segni zodiacali?

“So che non è vero, ma ci credo”. Questo di solito, è l’atteggiamento di chi non sa fare a meno di leggere il proprio oroscopo prima di un esame o di un appuntamento importante.

Sembra che dare importanza a qualcosa di “soprannaturale”, possa proteggere dalla paura dell’ignoto, come se il credere che ci sia una forza misteriosa a dominare gli eventi possa rendere più facile tenere a bada l’ansia e tutte le angosce legate alle preoccupazioni.

In ogni momento della giornata, è possibile avere a disposizione oroscopi personalizzati che tentano di placare il desiderio tipicamente umano, di controllare il destino. E’ come se si fosse in uno stato di ricerca costante a non attribuirci la responsabilità di ciò che ci accade. Questo ci fa sentire meglio.

Attribuirsi la responsabilità per l’esito positivo di un evento, risulta più facile se il fato è favorevole. Si è più portati a correlare la buona riuscita di una particolare situazione esaltando le proprie capacità, l’impegno e altre caratteristiche proprie della personalità. Quando invece non si raggiunge un obiettivo, non avendo strumenti per interpretare il proprio modo di agire, si preferisce dislocare la responsabilità dell’accaduto fuori dal proprio controllo.  Per esempio se un esame è andato male si tenderà a dire: “Mi hanno fatto domande troppo difficili”, “non sono stato capito”…oppure “non era giornata”.

A questi livelli entrano in gioco elementi quali: l’autostima e la consapevolezza o meno delle proprie risorse.

Altro tema importante in questo contesto, è il mondo del “magico” che incuriosisce, appassiona, ma mette la persona in una disposizione a credere in assenza di consapevolezza.

L’astrologia è un’arte divinatoria antica e controversa; le prime testimonianze risalgono in Mesopotamia. Secoli di progressi scientifici però non ne hanno intaccato il fascino e diminuito l’interesse.

I Babilonesi furono i primi a credere che tra il moto del cielo eterno e gli avvenimenti terreni temporali, vi fosse una corrispondenza. Nei tempi antichi l’Universo era un mistero assoluto e ogni sua manifestazione come le comete e le eclissi erano temute quali testimonianze di una volontà superiore, segni di accadimenti positivi o negativi.

Nel giro di qualche secolo, l’astrologia si diffuse nel Mediterraneo e nel terzo secolo a.C. i Greci cominciarono a predire non solo il corso degli eventi ma anche il destino di ogni individuo in base alle posizioni dei pianeti.

Nell’uomo, esiste un forte bisogno di definire la propria personalità e quella degli altri nel modo in cui percepisce la realtà, modellando su di essa parte delle proprie aspettative.

Sembra che la possibilità di “conoscere” una persona attraverso alcune caratteristiche che vengono attribuite in maniera generica al suo segno zodiacale e che sono comuni a molte altre persone sia molto rassicurante. In poche parole: perché fare tanta fatica per analizzare e capire l’altro quando basta un semplice profilo zodiacale per sapere chi ci sta di fronte?

L’effetto rassicurante della genericità dell’oroscopo, è una componente fondamentale del suo indiscusso successo.

Una personalità per poter essere “indossata” da diverse persone deve necessariamente essere raccontata con un linguaggio vago ma non troppo generico in modo da avere le sembianze di un profilo personale nel quale ognuno si possa identificare.

Quando invece, il nostro carattere ci viene descritto da un amico o un conoscente, succede spesso che non ci ritroviamo, anzi talvolta ci irritiamo… Questo perché un amico può essere molto più preciso e puntuale rispetto ad un astrologo e può andare ad “incrinare” alcune nostre sicurezze.

È forte il bisogno di definire la propria personalità e quella degli altri in modo rassicurante, utilizzando criteri diversi da quelli abituali, come i profili zodiacali o le carte astrali che però non hanno niente a che vedere con la ragione.

Se a volte poi, ci sembra che gli oroscopi ci indovinino, è dovuto al fatto che ogni tanto la nostra mente di “inganna”.

Alcuni studi sulla percezione mettono in evidenza come la nostra mente interpreti e adatti alla nostra situazione ogni informazione che raccoglie.

Nelle parole di un astrologo o leggendo un oroscopo si tenderà a cogliere inconsapevolmente tutte quelle affermazioni che meglio si possono adattare alla nostra situazione ricordando in seguito solo quelle.

La stessa cosa avviene per le profezie sul futuro dell’umanità. Se si pensa ad alcuni grandi astrologi, di loro si ricorda solo quello che hanno azzeccato dimenticando tutto il resto, secondo un meccanismo di SELEZIONE DEI RICORDI.

Un altro motivo per cui a volte sembra che gli oroscopi funzionino, dipende dal fatto che chi ci crede, inconsciamente si comporterà in modo da farli avverare. La predisposizione psicologica infatti, influenza a tal punto il nostro modo di vivere le situazioni da talvolta riuscire a modificarne la realtà.

Lo psicologo R. Wieseman spiega il concetto di fortuna affermando che coloro che si sentono sfortunati, si aspettano di essere trattati male dagli altri. Il risultato è quello di mettere in atto un atteggiamento difeso e scontroso e di conseguenza si attirerà l’antipatia. Il contrario succede invece ai “fortunati”.

Nell’astrologia avviene qualcosa di simile: per far avverare una situazione, basta crederci.

È bene però che ogni persona si predisponga ad affrontare la giornata con il giusto atteggiamento di chi si sente capace di fronteggiare gli eventi, non con l’illusoria convinzione di non incontrare mai difficoltà, ma con la consapevolezza delle proprie risorse attuabili davanti alle difficoltà.

Fonti:

www.focus.it

www.margherita.net

www.portalegiovani.prato.it

 

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