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Psicosomatica

Il linguaggio degli organi e delle malattie

I sintomi
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3381762781

Si analizzano i linguaggi verbale e non verbale dove si ricomprendono anche i sintomi corporei

Si parla di un “circuito” psicosomatico da cui originano i disturbi e si elencano i significati simbolici di alcuni di essi.

Per linguaggio del corpo comunemente si intende il significato derivabile dalla postura, dai gesti, dalla mimica del volto.  E’ probabile tuttavia che anche i sintomi del corpo che si ammala spesso abbiano un “senso” congruente con la storia dell’individuo, costituendo un vero e proprio linguaggio che rinforza e vicaria quello verbale. In tal modo il corpo invia dei messaggi che ci informano sulle nostre difficoltà, contrarietà ecc.

E’ noto che fattori psico-sociali  rivestono spesso un ruolo determinante nello scatenare e mantenere la malattia, precipitando quella che sarebbe una semplice predisposizione genetico-costituzionale.
Numerose ricerche mediche, psicologiche e sociali documentano la notevole influenza della psiche e degli eventi  stressanti  sul corpo e sulla salute.

Tra le ricerche psicologiche sono da citare gli studi sull’efficacia sulla salute fisica di  particolari compiti di scrittura che facilitano l’espressione e l’elaborazione del disagio e della sofferenza psicoemotivi. E’ accertato sperimentalmente, con studi ripetuti in vari paesi del mondo e su diversi gruppi sociali, che coloro che  hanno eseguito questi compiti hanno goduto nell’anno successivo di una migliore salute fisica rispetto a gruppi di controllo. Questi esercizi di scrittura  hanno poche controindicazioni, possono vantaggiosamente essere adattati alle esigenze individuali ed è  pertanto opportuna la prescrizione da parte di uno psicoterapeuta. Anche parlare  con uno psicoterapeuta, almeno in soggetti sani, procura benefici analoghi allo scrivere. Maggiori informazioni sono reperibili nel volume di Solano, Coda “Tra mente e corpo”.

Se questi compiti di scrittura hanno un’ efficacia generica sullo stato di salute, per problemi specifici sono spesso necessari interventi psicologici mirati da parte di psicologi-psicoterapeuti che affianchino le cure mediche.

L’opera dello psicologo è tanto più importante in quanto in genere è molto difficile collegare i sintomi corporei patologici con gli stati emotivi e gli eventi esistenziali dell’individuo.
C’è una discontinuità di linguaggio tra il pensiero cosciente e il corpo.  I sintomi fisici infatti non hanno la parola, non la utilizzano, possono parlare solo per simboli, con un linguaggio che un informatico chiamerebbe “analogico” cioè simile in qualche modo a ciò che vuole significare. La parola invece è un linguaggio digitale: infatti non c’è una somiglianza, un’analogia spiccata tra la parola e ciò che rappresenta (tanto è vero che lo stesso oggetto in lingue diverse viene chiamato in modi totalmente diversi).

I due linguaggi, analogico e digitale hanno ciascuno vantaggi e svantaggi; l’analogico in particolare ha lo svantaggio di non essere chiaro, univoco e ciò spiega la difficoltà di interpretare il significato dei sintomi del corpo. Se è già difficile a volte cogliere l’emozione, il  sentimento o l’atteggiamento che esprime il corpo, è ancora più difficile decifrare i contenuti a cui questi si riferiscono; si può essere tristi o impauriti ad es. per una miriade di motivi non facili spesso da capire neppure (o a volte si dovrebbe dire “tanto meno”) dal diretto interessato. Le “comunicazioni” che il corpo invia, già difficili spesso da interpretare se coinvolgono il comportamento, la mimica, la postura, sono ancora più celate e oscure se epresse per il tramite di sintomi somatici fisiologici o patologici.

Inoltre con ogni probabilità il paziente nel “circuito” psicosomatico vi è entrato proprio perché ha in qualche modo valutato per lo più inconsciamente che non erano date altre soluzioni verbali o comportamentali per far fronte alla situazione stressante che si è trovato a vivere. In tal modo l’emozione legata alla situazione stressante non ha trovato via di scarico e, insopprimibile, ha trovato una manifestazione nel corpo.

Questo articolo vuole in qualche modo decifrare alcuni dei significati simbolici delle manifestazioni corporee relative allo stato di salute fisica. Esso  è la raccolta solo di alcuni appunti e ipotesi psicosomatiche sul significato dei sintomi e di patologie elaborati nel corso della mia esperienza professionale. Non è assimilabile completamente a uno studio scientifico perchè solo per alcune delle suddette ipotesi ho svolto ricerche sistematiche e statistiche, in particolare in campo dermatologico sull’ affezione denominata psoriasi,  ma è paragonabile a una “teoria” per la quale si attende che vengano trovati gli strumenti atti a verificarla. E’ fatta salva ovviamente ogni considerazione relativa a fattori genetici, infettivi, traumatici, alimentari o ad ogni modo non strettamente psicologici, che possono essere chiamati in causa nelle affezioni prese in esame.

Per comodità le varie ipotesi psicosomatiche sono elencate alfabeticamente in base al disturbo o all’organo considerato.
ASMA e ALLERGIE RESPIRATORIE

E’ possibile che gli allergici non sopportino quel qualcosa in più nell’aria che fa traboccare il vaso. Persone che hanno già avuto un discreto numero di stimoli, gratificazioni, cose positive, ma anche conseguenti compiti, carichi di lavoro per cui qualcosa che si aggiunge, anche se stagionalmente, diventa difficilmente sopportabile.

Nell’asma l’aria resta intrappolata nei polmoni. I piccoli bronchi si restringono e l’aria riesce a entrare nei polmoni, ma ha difficoltà ad uscire: i polmoni sono pieni d’aria, ma non è un’aria vitale.
Credo che l’asma sia una patologia da “eccesso”. Non a caso i bambini che soffrono di asma molto spesso con l’adolescenza guariscono e probabilmente l’asma è più frequente oggi, in una società con pochi figli, che non un tempo. Patologia da eccesso in genere di cose positive. E’ probabile che il sofferente di asma abbia troppe attenzioni (ad es. figli unici o primi figli “soffocati” dalle famiglie per timori, preoccupazioni  ecc.), troppi impegni, responsabilità, forse troppi beni materiali, in genere cose positive, ma semplicemente troppe e, come si sa “il troppo storpia”. L’adolescenza, provocando un normale “distacco” dalle figure genitoriali, porta spesso a una risoluzione dei sintomi.
CAPELLI
In psicologia i capelli significano sessualità, vitalità, energia sessuale e questo collegamento probabilmente non è solo metaforico. Perchè le donne perdono i capelli meno degli uomini? Già, questioni ormonali direbbero i medici, ma gli ormoni sono proprio quelli che riportano alla sessualità; quindi è probabile che ci sia qualcosa che non va proprio nella gestione di essa. L’ipotesi è che per gli uomini che perdono i capelli la sessualità non sia soddisfacente sul piano relazionale, ad es. non si coniughi con l’amore, con un soddisfacente rapporto affettivo che sarebbe invece desiderato. Nelle donne, che probabilmente scollegano meno i due aspetti (sesso e amore), l’aspetto fortemente attrattivo dei capelli viene molto meno intaccato.

Capelli come potente arma di seduzione, ma sedurre significa “condurre a sé” e la persona da condurre a sè spesso deve andar bene, soddisfare anche per altri aspetti oltre quello fisico-sessuale.

CUTE e PSORIASI

La pelle è un organo di con-fine e di con-tatto con il mondo esterno e pertanto probabilmente risente, anche a livello psicologico, di tutto quanto rende problematici i rapporti con esso. (ambiente fisico, sociale, familiare ecc.) Nella psoriasi c’è un’iperproliferazione  cellulare. E’ come se la pelle si sforzasse di aumentare le sue funzioni protettive nei confronti dell’ambiente esterno. Le persone affette da psoriasi in effetti spesso soffrono per un ambiente o vicende socio-familiari vissuti come molto stressanti o all’inverso non percepiscono il loro ambiente come sufficientemente accogliente, caloroso e protettivo.
FIBROMA
E’ una patologia frequente soprattutto in donne non giovanissime.

La mia ipotesi è che tale patologia sia collegabile alla denatalità. Per vari motivi le donne nelle società sviluppate spesso fanno pochi figli, a volte uno solo e probabilmente tale scelta non è senza conflitti. Avviene allora che l’utero si ingrossa ed è come se si ribellasse all’ impedimento subito nel compiere la sua funzione e si creasse un figlio fittizio, vicario di quello che gli è negato.
MALATTIE GRAVI

Ogni volta che ci si imbatte in una malattia potenzialmente mortale, occorre fare attenzione alle progettualità che la persona possiede. Infatti avere progetti, “cose da fare” tiene in vita e all’inverso se sono capitati eventi che inducono a pensare di non essere più utile a qualcuno o a qualcosa… la  salute può correre gravi rischi.
RENI
Per le teorie cinesi del Qi Gong l’energia vitale che ci viene data alla nascita risiede nei reni. Perchè? I reni sono lavoratori instancabili, organi che “producono, dànno in continuazione”, scorie certo ma anche scorie utili come fertilizzanti ecc..

Chi spende molte, troppe energie e per lo più per gli altri, può mandare “in rosso” il propro bilancio energetico e  mettere a serio rischio la funzionalità di questi organi.
SENO E ORGANI FEMMINILI

Essere donna comporta ovviamente ruoli, compiti, responsabilità peculiari, soprattutto nei confronti di funzioni come il generare e l’allevare.

Se queste funzioni sono investite da un qualche rilevante problema, anche in senso metaforico, è possibile che le parti del corpo più squisitamente femminili (seno e apparato riproduttivo) ne risentano fortemente; non è un caso probabilmente che sono tra le più colpite da malattie tumorali. Può trattarsi di un figlio che non ha fatto una buona riuscita, di figli che non sono venuti affatto, di qualcosa che comunque si correla ai significati di allevare, nutrire ecc..
STIPSI
Questa osservazione la fece gia Freud: che la funzione del colon si collega a tratti di personalità. In particolare la stipsi spesso è peculiare delle persone molto parsimoniose o che comunque hanno bisogno più di ricevere che di dare, ovviamente da un punto di vista psicologico.
Possono essere persone che nell’infanzia hanno “ricevuto” poco, persone che hanno paura di non assimilare a sufficienza ecc.
VENE
Ciò che parte dal cuore, il sangue, al cuore deve tornare.

“Dare col cuore, viene dal cuore” sono frasi che sottintendono amore, generosità. Ma l’individuo deve cercare di “riprendere” ciò che è suo… chi non lo fa potrebbe rischiare di soffrire di ristagno venoso.

BIBLIOGRAFIA

Kiecolt-Glaser JK, McGuire L, Robles TF, Glaser  Psychoneuroimmunology: psychological influences on immune function and health. J Consult Clin Psychol. 2002 Jun; 70(3): 537-47.

 

Sciubba V., Soda R., Falcomatà V., Boldrini R., Bianchi L., Chimenti S.;  La reattività allo stress nei pazienti affetti da psoriasi. Giornale Ital. Dermatologia e Venereol. N.3/2005; 140:211/9;

 

Solano L., Coda R. “Tra mente e corpo”. 2001, Cortina ed.
Solano L., Coda R. “Relazioni emozioni salute” 1994 Piccin

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