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Istruzioni per l'uso

Le donne aggressive spaventano gli uomini?

Le donne aggressive spaventano gli uomini?
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli, Sessualità
Cell.: 3331146928

Già da molti anni, sull’onda delle proteste femministe e delle rivendicazioni femminili di una parità tra i sessi, gli scenari culturali sono cambiati, e stiamo approdando oggi ad una situazione di maggior equilibrio fra i due poli estremi dei comportamenti femminili, per quanto in alcuni casi ancora si avverte la sproporzione e l’estremizzazione di alcuni atteggiamenti, che ad alcuni uomini pare spaventino un po’.

Le donne oggi, ancora portano nel loro inconscio, atteggiamenti ereditati dalle generazioni precedenti, e al contempo si rivolgono al mondo con nuovi occhi e portando nuovi valori, che influenzano il concetto di sé ed il modo di porsi verso l’altro sesso. Questo crea difficoltà nella gestione di ruoli che da un lato chiedono emancipazione, indipendenza, forza di volontà, competitività, mentre dall’altro ci sono uomini che le vorrebbero in possesso, almeno in parte, di caratteristiche ancora legate all’immaginario di 30, forse 40 anni fa, in cui la donna si presentava docile, sottomessa, dolce e diciamolo, più passiva.

Molti uomini risultano oggi intimoriti da una donna troppo sicura di sé, che non ha paura a restare da sola se la relazione non funziona, più indipendente dal valore “coppia” fine a se stesso, anche se questo a volte è solo un’apparenza, dato che poi la realtà tende ad essere molto più statica e immutabile rispetto a quanto si creda.

Un conto è ciò che ci viene trasmesso attraverso i mass media, a volte veri e propri lavaggi del cervello collettivi, sull’idea di una donna:

  • forte,
  • autonoma,
  • che non ha bisogno di nessuno,
  • che lavora,
  • è indipendente,
  • che usa gli uomini a suo piacimento e li butta via quando non le servono più.

Altra storia è sicuramente la realtà, fatta di donne che magari non rinunciano al lavoro per la famiglia, e sono sicuramente più consapevoli delle loro capacità, ma che hanno comunque bisogno di un uomo vicino, di una figura rassicurante e complice che le accompagni nel mondo, che condivida con loro le scelte, i piaceri e le difficoltà della vita, che sia il padre dei loro figli. Sì perché molto probabilmente le donne oggi sono più sicure di quanto non lo fossero in passato, ma vogliono comunque le stesse cose che volevano prima, semmai ne vogliono di più, al limite. Le donne oggi vogliono:

  1. conciliare la carriera con l’avere dei figli,
  2. l’indipendenza e la possibilità di coltivare i propri interessi con la possibilità di avere un uomo accanto con cui condividere altro

insomma hanno degli spazi propri che a cui tengono gelosamente, che sentono di aver conquistato nel tempo, ma non per questo rinunciano anche al resto.

Questo va di pari passo con il maggiore e più libero accesso a servizi, amicizie e nuove storie permessi dalla rete e da internet; la maggiore capacità di spaziare e sentirsi libere di scegliere le rende anche più pericolose per alcuni uomini che sanno di non essere gli unici e inimitabili, ma possono essere intercambiabili e sostituibili.

Prima si utilizzavano molto di più, nell’immaginare una coppia, concetti quali sacrificio, dedizione, superamento degli ostacoli insieme, quasi che nella coppia si dovesse sempre sopportare tutto pur di restare insieme a tutti i costi. Questo ciò che ancora ci insegnano alcune mamme e nonne. Si sentono spesso, tutt’oggi,  storie di donne che nella loro vita hanno subito violenze domestiche, abusi, tradimenti da parte del marito, ma che gli restavano accanto perché semplicemente era giusto così, non vi erano molte alternative. Non sarebbe più corretto dire che il matrimonio era considerato un’istituzione che comunque garantiva certi diritti alla donna, un mantenimento sicuro poiché spesso era casalinga e senza lavoro? Questo è certamente un modo riduttivo di guardare la questione, ma di fatto oggi assistiamo ad un scenario in cui le coppie di fatto aumentano sempre di più, parallelamente ad una maggiore indipendenza economica della donna, il che si ripercuote direttamente…sotto le lenzuola, e non solo.

La donna ha assunto, a volte estremizzando, atteggiamenti francamente aggressivi, o di presunta superiorità che possono infastidire e allontanare l’uomo, che non necessariamente cerca la donna-mamma che lo accudisca, coccoli, protegga e lo consigli sempre ascoltandolo, anche se tali caratteristiche non sono mai disprezzate dagli uomini, ma una donna eccessivamente sprezzante e cinica, che può fare paragoni con altri uomini perché ha sviluppato con l’esperienza senso critico, può far paura ed ingenerare qualche forma di ansia da prestazione.

L’ansia da prestazione, restando nel campo puramente sessuologico, si ingenera quando l’uomo si sente sotto esame, sente di dover essere all’altezza di una serie di aspettative da non deludere, sente di dover dimostrare qualcosa, e compie così una mera “prestazione”, di cui avverte tutto il peso.  Restando nel campo delle relazioni e degli approcci sentimentali, la donna emancipata che sa bene cosa scegliere e che a furia di ripetersi “io valgo” come tanto proclamato negli spot pubblicitari, rischia di diventare persino antipatica, può cadere nel tranello di trovarsi nell’estremo opposto della questione; essere completamente distante da quello che l’uomo desidera nel suo immaginario, non lasciandogli la possibilità di sentirsi il vero uomo che sa come rendere felice la sua compagna.

La soluzione dovrebbe trovarsi, come il buon senso ispira, nel trovare i giusti comportamenti adeguati alle situazioni che si stanno vivendo, all’essere determinata nel voler, certamente, far valere i propri diritti e affermare le proprie scelte e condizioni, in nome di una felicità che sicuramente merita, ma nel non irrigidirsi a voler a tutti i costi essere la superdonna che non ha bisogno di nessuno, portando avanti solo un ottuso orgoglio che allontana da sé l’altro, perché non rende aperte e disponibili al confronto.

La donna forte anzi è proprio colei che sa essere determinata e sicura di ciò che desidera e vuole per sé, ma sa essere accomodante nella coppia anche per venire incontro alle esigenze dell’uomo, che non è “passiva” a letto, ma neanche la “pantera” che intimidisce e non lascia spazio alcuno all’iniziativa dell’uomo, il quale ha bisogno anche di dirigere un po’ il gioco, di essere lui il protagonista attivo e far star bene la propria compagna per sentirsi soddisfatto.

Di fatto ci vorrebbe solo il giusto intuito per comprendere le sfumature, il gioco di ruoli che si instaura tra l’uomo e la donna, quando fare marcia indietro ed essere più docili, o osare di più ed essere più aggressive e prendere l’iniziativa, ma perché in quel momento magari si sta nel gioco condiviso anche dall’uomo e sottinteso.

Millenni di eredità culturale ormai ci accompagnano, e se molte donne sono diventate insofferenti a certi concetti e comportamenti sentiti come desueti, antichi e maschilisti,  occorre sempre ricordarsi che in determinati periodi storici avevano una qualche funzione, una loro utilità, e una sana revisione per renderli più attuali è sempre benefica, quando effettuata con senso critico e senza eccessi, ragionando sulle scelte e i comportamenti da attuare, per non cadere in facili estremismi, e tenendo conto sempre del tipo di uomo, o di persona, che si ha di fronte.

L’adattabilità è una qualità che può tranquillamente tradursi con parole come determinazione e forza, senza timori di cambiare e sentirsi falsi, poiché dentro abbiamo mille volti e sfaccettature che ci permettono di adeguarci ai contesti vari e differenti che di volta in volta ci capitano intorno.

 

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